eSIM: molto clamore per nulla?

Le eSim, in ambito IoT hanno trovato un terreno propizio, ma tra le Sim Human non hanno (ancora?) avuto il successo che molti si aspettavano.

Non sono al momento disponibili dati certi sulla percentuale di eSim sul totale delle Sim in uso in Italia, ma tutti gli indizi che abbiamo lasciano supporre una presenza ancora molto marginale, sia tra i privati sia nelle aziende.

E' un fenomeno un po' strano da decifrare, perché in questi ultimi anni i presupposti per vederne un uso ben più diffuso c'erano tutti. A tutt’oggi, per molti utenti l’uso della eSim è sinonimo di smartwatch. Grazie alla eSim, infatti, è possibile inviare e ricevere messaggi e telefonate con lo stesso numero utilizzando solo lo smartwatch, senza portarsi dietro lo smartphone.

Peccato che le offerte One Number dei principali operatori (che permettono di avere lo stesso numero anche sulla eSim dello smartwatch) non siano ancora disponibili per la clientela Business.

Non si tratta di una tecnologia immatura, tutt’altro. Lo standard delle eSim “consumer” - quelle con il QR code - è stato finalizzato nel 2012 dal GSMA (quello per le applicazioni IoT era stato chiuso due anni prima) e la commercializzazione è iniziata nel 2016 (con poca convinzione da parte degli operatori, a dire il vero).

Per spiegare questo mezzo flop, serve cercare di interpretare le prospettive dei principali attori coinvolti: produttori di terminali, operatori, utenti.

Il ruolo dei produttori di terminali

I produttori di terminali sono quelli che ci credono di più. La vera spinta è arrivata da loro, basta guardare i due produttori che si spartiscono le forniture aziendali (almeno in Italia): Apple e Samsung (in ordine alfabetico).

Sul fronte Apple, le eSim sono supportate dal modello iPhone XS uscito a fine 2019. Dall’iPhone 13, uscito nel 2021, è supportata la modalità Dual eSim (prima la modalità Dual Sim era possibile solo come Sim tradizionale + eSim). Cosa identica vale anche per il fratellino SE gen 2.

Il supporto di Samsung alle eSim è arrivato a inizio 2020 con il modello Galaxy S20. Con l’ultimo S24, uscito quest’anno, anche loro hanno introdotto la modalità Dual eSim. Nel 2023 poi hanno aggiunto il supporto eSim nell’A54 e quest'anno, insieme al successore A55, l’hanno esteso anche all’A35.

Considerato che i Samsung Galaxy A3x e A5x sono da anni i due smartphone di fascia media di gran lunga più diffusi nelle aziende, questa potrebbe essere la spinta decisiva all’adozione delle eSim.

Certo, il precedente degli iPhone non promette benissimo... Vedremo, intanto continuiamo a esaminare le prospettive coinvolte.

Il ruolo degli operatori

Quali possono essere i motivi di una così evidente freddezza degli operatori nei confronti dell’adozione delle eSim per i clienti Corporate? Nessuno infatti spinge i clienti a adottare su larga scala le eSim. Anzi, è più frequente vedere vincoli che tendono a limitarne l'uso, anche nei nuovi contratti.

La tecnologia è collaudata ma, a vedere dai quantitativi esigui messi finora a disposizione dei clienti, potrebbe essere che il personale di customer care non abbia ancora familiarizzato con le modalità di gestione delle eSim? Poco probabile, ma possibile.

Quello che invece è più di una supposizione è il conflitto di interessi del personale di vendita degli operatori.  La "smaterializzazione" delle Sim probabilmente è vista da molti come un incentivo al cambio di gestore.

C'è qualcosa di vero in questa preoccupazione, basta provare una volta a installare una eSim per sperimentarne la facilità, ma non ci pare un vero rischio. Per almeno due motivi.

Un'azienda non ha certo voglia di cambiare operatore spesso: anche se il download della eSim è più semplice della sostituzione della Sim di plastica, il processo di Mobile Number Portability rimane lo stesso ed è impegnativo da coordinare, soprattutto su grandi parchi.

Quando poi serve sostituire lo smartphone, il processo di passaggio della eSim dal vecchio al nuovo può essere abbastanza complesso.

La prospettiva degli utenti

Dal punto di vista degli utenti, è più facile comprendere la mancanza di entusiasmo.

Una eSim e una Sim, una volta installate, sono indistinguibili come funzionamento, per cui probabilmente molti non percepiscono un guadagno sufficiente a giustificare la fatica di imparare qualcosa di nuovo e (soprattutto) il rischio di avventurarsi su un terreno poco battuto. Le organizzazioni IT aziendali sono esperte nella gestione delle Sim di plastica, ma non hanno ancora familiarità con l’archiviazione dei QR code ecc...

In realtà, aziende e privati dovrebbero acquisire familiarità e scegliere terminali compatibili con le eSim perché ci sono almeno 2 benefici neppure marginali.

1 Uso all’estero

Il più grande beneficio delle eSim per gli utenti - che da solo vale secondo noi l’upgrade - emerge al momento di viaggiare fuori Europa.

Sono infatti disponibili ormai da qualche anno portali che vendono eSim “usa e getta” a prezzi convenienti. I due nomi più conosciuti e probabilmente più convenienti sono Airalo e Holafly.

Queste eSim prepagate per il solito traffico dati, hanno durata limitata (si può scegliere tra 1 o più giorni, una o più settimane, fino al mese) e configurabili con diversi tagli di traffico incluso (tipicamente da 1GB fino a unlimited, disponibile solo per alcuni paesi). All’esaurimento del traffico, è possibile acquistare pacchetti aggiuntivi.

Si può scegliere tra eSim abilitate al solo paese di destinazione (più convenienti, ma meno flessibili) o profili regionali. L’acquisto avviene mediante carta di credito, sono orientati alla clientela privata, ma sono disponibili anche delle convenzioni aziendali.

La procedura per comprarle è analoga a un acquisto sul Web effettuato da un qualunque portale. Si riceve il QR code, inquadrandolo si accede al link per scaricare la eSim sullo Smartphone. Va attivata solamente una volta arrivati a destinazione ed è necessario switchare sul proprio Smartphone l’uso dei dati da Sim1 a Sim2. La Sim principale rimane attiva per le chiamate e per gli sms, la eSim viene utilizzata per il traffico dati.

Avvertenza importante: se il proprio smartphone non supporta la Dual eSim, è indispensabile mantenere la Sim principale su plastica, in modo da lasciare lo slot eSim libero.

Limitazioni

Le eSim possono essere utilizzate solamente per il traffico roaming dati, quindi per le chiamate (in uscita e in entrata) e gli Sms (in uscita) serve avere comunque un’opzione con il proprio operatore che protegga dai costi proibitivi da listino (i gettoni daily per viaggi medio-lunghi diventano onerosi). Bastano opzioni con poco traffico incluso, considerato che il consumo dati sarà a carico della eSim.

In tempi di nomadi digitali, l’opzione di viaggiare portandosi il PC dietro e lavorare anche da destinazioni esotiche o remote è un’opportunità che non è mai stata così semplice. Per non parlare dei social da consultare senza troppi pensieri...

2 Copertura e continuità operativa

Intorno al 2000, le ricaricabili erano senza costi fissi e c’era chi girava con il raccoglitore delle SIM nel portafoglio. I motivi erano vari: per poter scegliere la tariffa più conveniente a seconda di chi chiamare, per avere più numeri personali, per avere copertura anche dove il proprio operatore non prendeva... Ecco, oggi, uno smartphone che supporta le eSim è come se incorporasse un raccoglitore da 8 o più eSim.

Serve ancora avere più operatori?

Anche se le reti 4G/LTE hanno raggiunto una copertura elevatissima a livello di popolazione, altrettanto non può dirsi sulla copertura territoriale. Avere la possibilità di utilizzare più operatori, riduce significativamente le probabilità di segnale assente o degradato. E mette anche al riparo dai disservizi che, seppur rari, succedono. In tempi di nomadi digitali e giornate intere in video su Teams, è un beneficio da non sottovalutare.

Dal punto di vista aziendale, questa è una misura che rientra tra quelle a supporto della continuità operativa. Se consideriamo che in Italia abbiamo i costi più bassi d’Europa, stupisce un po’ che il modello doppia Sim doppio Operatore non sia adottato praticamente da nessuno.

La complessità di gestire due fornitori e l’incremento dei costi evidentemente sono percepiti come più importanti. Ci permettiamo di dire che questo approccio è un po’ miope.

Fino a qualche anno fa, in realtà, nelle azienda la doppia Sim era abbastanza diffusa (ma rigorosamente dello stesso operatore) per la chiavetta USB, poi sostituita dal modem/router Wi-Fi, la famosa “saponetta”.

Oggi queste Sim sono in rapida ritirata, considerato che tutti i piani per smartphone includono l’uso in tethering/hotspot (chi si ricorda i costi esorbitanti che venivano fatturati quando saltava la configurazione dell’APN?).

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