15 ott 2025 09:47   15 ott 2025

Telecomunicazioni e transizione green in Italia

Reti mobili, data center e dispositivi generano un impatto energetico rilevante che aumenta la responsabilità ambientale del settore delle telecomunicazioni.

La buona notizia è che le telco italiane stanno accelerando verso la sostenibilità, con investimenti concreti in energie rinnovabili, efficienza e innovazione green. 

Secondo I-Com, le telco italiane investono circa 230 milioni di euro l’anno in efficienza energetica, con tecnologie già adottate su larga scala nei data center (60%), nelle BTS mobili (33%) e nelle centrali di rete (30%) 

Negli ultimi anni, la crescita del traffico dati è stata esponenziale (+150% dal 2017 al 2025), ma il consumo energetico è aumentato solo di 1,4 volte, segno che le tecnologie green funzionano.

Tecnologie e strategie per la transizione green 

Per ridurre l’impatto ambientale, gli operatori adottano un insieme integrato di tecnologie innovative e strategie locali mirate, tra cui:

  • Autoproduzione energetica: installazione di impianti fotovoltaici su torri, centrali e data center, con sistemi di accumulo, specialmente in aree rurali o isolate. 
  • Data center sostenibili: soluzioni di raffreddamento avanzato (liquido, o a immersione), ottimizzazione tramite intelligenza artificiale e monitoraggio dei consumi in tempo reale. 
  • Reti intelligenti e adattive: spegnimento dinamico delle celle radio (radio base) in orari di basso traffico, uso di algoritmi AI per ridurre i consumi della rete RAN e core. 
  • Sostituzione del rame con la fibra ottica che è più efficiente, durevole e meno energivora. 
  • Dismissione delle reti 2G/3G che consumano molta energia, a fronte di traffico ridotto. 
  • Green Power Purchase Agreements (PPA): acquisto diretto di energia da impianti rinnovabili dedicati. 
  • Smart building e Smart city: applicazioni IoT per monitorare ambienti, traffico, illuminazione e consumi, riducendo le emissioni indirette. 
  • Collaborazione pubblico-privata: protocolli tra telco e comuni per usare infrastrutture esistenti e semplificare l’autorizzazione di impianti verdi. 
  • Trasparenza e rendicontazione: etichettatura green dei dispositivi, bilanci di sostenibilità pubblici, comunicazione ESG più chiara e accessibile. 

 Progetti avviati in Italia 

TIM Energia 

TIM ha lanciato “TIM Energia”, una unità per la fornitura di energia completamente rinnovabile per imprese, professionisti e PMI, in partnership con Axpo Italia (Reuters).

TIM ha inoltre assunto l’obiettivo di usare energia da fonti rinnovabili per tutti i suoi servizi entro il 2025, e punta alla carbon neutrality interna, almeno per certe aree operative (Money Controller+2Gruppo TIM+2).

Protocolli tra operatori e comuni/enti locali 

È stato siglato un protocollo d’intesa tra ANCI, operatori TLC, Infratel Italia, INWIT, Vodafone, TIM, OpenFiber e il Dipartimento per la trasformazione digitale, per accelerare la diffusione di reti ultraveloci e 5G nell’ambito del PNRR. Nel protocollo è incluso l’impegno ad usare, dove possibile, tecnologia a basso impatto ambientale e infrastrutture già esistenti (Dipartimento Digitale).

ESG e progetti “green”

TIM partecipa a Eco Rating per i dispositivi mobili, e WindTre ha avviato collaborazioni per piantare boschi urbani (per esempio a Treviso) come parte della sua strategia ambientale (esgreputation.it).

Il Gruppo TIM ha inoltre dichiarato che prevede di arricchire la sua offerta con almeno il 15% di smartphone green entro il 2024‑25 (Money Controller).

Efficienza tramite 5G, sensori e servizi digitali 

TIM promuove casi d’uso di 5G che aiutano nella sostenibilità: sensoristica IoT per automazione, smart working, gestione intelligente degli edifici, manutenzione remota, percorsi ottimizzati per il ridurre il traffico. (Gruppo TIM)

Sostenibilità ambientale degli operatori italiani 

Vodafone Italia, Open Fiber e Fastweb sono fra i casi più virtuosi, in quanto già operano con il 100% dell’elettricità acquistata da fonti rinnovabili (o molto vicino). 

TIM è indietro rispetto agli altri su questo parametro, ma con obiettivi chiari di miglioramento: sull’approvvigionamento verde e sugli SCOPE 1‑2 la strada è tracciata. 

Vodafone Italia 

  • Usa 100% energia da fonti rinnovabili per rete e uffici. 
  • Obiettivo: zero emissioni dirette entro il 2025

Fastweb 

  • 100% energia verde acquistata già dal 2015. 
  • Impianto fotovoltaico in provincia di Latina (PPA) che produce ~19 GWh all’anno che copre circa il 13% del fabbisogno energetico totale di Fastweb. 
  • Obiettivo: Carbon Neutral entro il 2035

Open Fiber 

  • Tutta l’energia acquistata è certificata rinnovabile
  • Ha avviato il progetto “Open Fiber Green”: fotovoltaico su oltre 650 siti, per coprire fino al 60% del fabbisogno locale
  • Obiettivo Net Zero entro il 2040

TIM 

  • Oggi usa 61% di energia da fonti rinnovabili
  • Punta al 100% entro la fine del 2025  
  • Obiettivo: riduzione emissioni Scope 1–2 del 75% entro il 2030

WindTre 

  • Ha già ridotto le emissioni del 46% rispetto al 2017
  • Meno trasparente sulla % attuale di energia green, ma attiva con iniziative ambientali e piantumazioni urbane. 
  • Obiettivo: azzerare le emissioni di CO₂ entro il 2030

Sfide e prospettive 

Le telco italiane hanno intrapreso un percorso virtuoso, ma permangono alcune sfide. 

  • Le emissioni indirette (Scope 3) – dalla filiera e dai dispositivi – restano difficili da tracciare. 
  • Disomogeneità territoriale: nelle aree rurali e montane con infrastrutture poco evolute e copertura meno efficiente, sono richiesti più interventi per modernizzare le reti in queste zone difficili da servire e meno redditizie. 
  • Gli investimenti iniziali in impianti green e tecnologie avanzate sono significativi. L’Italia ha costi dell’energia elevati, superiori alla media europea, il che rende gli investimenti in efficienza o rinnovabili più onerosi da avviare. 
  • Sarebbe opportuna una regolamentazione più favorevole: incentivi fiscali, autorizzazioni rapide per l’installazione di fotovoltaico e accumulo e sostegno alle imprese più piccole. 

Il settore telco può diventare un modello di innovazione sostenibile. Gli operatori italiani, pur con approcci diversi, stanno accelerando la transizione ecologica. La sostenibilità non è più solo un obbligo morale, ma un vantaggio competitivo e una leva strategica di innovazione

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