25 nov 2025 16:27   25 nov 2025

Rapporto Mediobanca Telco 2025

L’Area Studi Mediobanca ha pubblicato l’indagine 2025 sul settore delle telecomunicazioni, analizzando la performance delle 34 maggiori telco mondiali (ricavi > 9 miliardi di euro).

Il comparto, nel primo semestre del 2025, mostra segnali di rafforzamento a livello globale, mentre l’Europa - e in particolare l’Italia - continuano a evidenziare ritardi infrastrutturali e redditività compressa.

Scenario globale: ricavi e redditività in aumento

Nel primo semestre 2025 i ricavi aggregati delle principali telco mondiali crescono del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

  • Il progresso riguarda tutte le aree geografiche, trainate in particolare da Giappone (+3,2%) e Americhe (+3,6%). Gli operatori di queste regioni beneficiano di una maggiore diffusione del 5G Stand-alone e di una più ampia diversificazione industriale.
  • Le società cinesi mostrano una crescita più contenuta (+0,4%), ma migliorano la redditività operativa (+5,6%).
  • L’EMEA avanza del 2,8%, sebbene la crescita dei soli operatori europei si fermi a +1,1%.

Il margine operativo netto a livello globale aumenta del 5,3%, sostenuto soprattutto da Asia-Pacifico (+10,3%) e Americhe (+4%). In EMEA (+1,1%) si distinguono la sudafricana MTN e l’emiratina e&, mentre la redditività delle telco europee registra una flessione complessiva (-3%).

Gli investimenti globali crescono dell’1,8%, con dinamiche molto diverse: +12,3% in Giappone, +6,6% negli USA, mentre l’Europa arretra (-0,4%), scontando ritardi nello sviluppo del 5G.

La distanza tecnologica appare evidente: solo il 2% degli utenti europei utilizza il 5G Stand-alone, contro il 25% negli USA e il 77% in Cina.

A livello mondiale, la classifica dei ricavi vede in testa:

  1. China Mobile € 137,2 mld
  2. Verizon € 129,7 mld
  3. AT&T € 117,8 mld

Europa: crescita modesta e ritardi infrastrutturali

L’Europa mostra segnali di miglioramento, ma rimane indietro rispetto ai competitor globali.

  • I ricavi delle telco UE crescono di +1,1%, ritmo significativamente inferiore alle aree extra-europee.
  • I capex scendono dello 0,4% nel semestre.
  • Il 5G SA resta in larga parte inesistente (2% degli utenti).
  • Nel 2024 il mercato europeo raggiunge € 206 mld, con la Germania al primo posto (€ 61,1 mld).

Secondo Mediobanca e Teleborsa, il rallentamento degli investimenti in reti ultra-broadband, 5G e satellitari è legato alla bassa redditività: molti operatori ottengono rendimenti inferiori al costo del capitale, scoraggiando nuovi progetti infrastrutturali.

Classifica europea per ricavi (2024)

  1. Deutsche Telekom € 58,4 mld
  2. Orange € 19,9 mld
  3. Vodafone € 18,7 mld (senza Spagna e Italia)
  4. Telefónica € 18 mld
  5. BT Group € 11,4 mld
  6. Swisscom € 7,9 mld
  7. Altice € 6,9 mld
  8. TIM € 6,6 mld

Italia: mercato estremamente competitivo e redditività limitata

Tra il 2021 e il 2025 le pressioni competitive hanno provocato una riduzione del 12,7% dei prezzi telefonici in Italia (la riduzione media registrata nell'UE27 è stata del 3,1%).

Dopo il lieve rimbalzo del 2023 (+0,8%), le telco italiane hanno chiuso il 2024 con una nuova crescita dei ricavi (+3,4%), grazie alla rete fissa (+8%), mentre il mobile continua a calare (-3,4%).

Il traffico dati continua però a esplodere +297% nel mobile e +146% nel fisso (2020–2024).

Redditività

Nonostante il miglioramento di ebit margin (da -0,1% nel 2023 a 1,8% nel 2024) - e ROI (da 0,1% a 1,6%), entrambi i valori restano molto lontani dal costo del capitale (circa 7,8%), compromettendo la sostenibilità degli investimenti in reti 5G, fibra e satellitari.

Operatori e struttura del mercato

Il mercato italiano rimane fra i più frammentati (storicamente fino a 6 operatori infrastrutturati). Dopo l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Fastweb (dicembre 2024), gli operatori con rete propria scendono a 4, rendendo il settore più simile agli standard internazionali.

La cessione di NetCo ha permesso a TIM di: ridurre il debito After Lease di € 13,1 mld; allineare la leva finanziaria ai principali player europei; raggiungere livelli di ricavo pro-capite competitivi. TIM migliora anche la perdita netta semestrale: da 646 milioni a 132 milioni.

Ricavi 2024 degli operatori italiani

  1. TIM € 10,1 mld (+1,5%)
  2. Vodafone € 4,9 mld (+1,2%)
  3. Wind Tre € 4,0 mld (–2%)
  4. Fastweb € 2,8 mld (+6,6%)
  5. Fibercop € 2,6 mld
  6. Iliad € 1,2 mld (+8%).

Le performance più dinamiche spettano a Iliad, mentre Wind Tre beneficia della diversificazione verso B2B, cloud, sicurezza informatica e servizi assicurativi.

Trend e nuove direttrici di crescita

Diversificazione e B2B

Secondo Mediobanca, le telco europee dovranno puntare in modo sempre più deciso su:

  • servizi cloud e data center
  • cybersecurity
  • connettività avanzata
  • soluzioni aziendali ad alto valore aggiunto.

Un modello già affermato in Asia: la coreana KT, ad esempio, genera circa il 40% dei ricavi in attività extra telecomunicazioni e sta evolvendo verso un modello AICT, integrando telecomunicazioni, ICT e intelligenza artificiale attraverso partnership globali.

AI come leva di business

L’adozione dell’AI non è più soltanto un fattore di efficientamento: per molte telco rappresenta già oltre il 20% dei ricavi combinati IT/innovazione.

Conclusioni

Il primo semestre 2025 conferma un settore delle telecomunicazioni in recupero a livello mondiale, con ricavi e margini in miglioramento.
Tuttavia, l’Europa fatica a tenere il passo, penalizzata da bassi investimenti e ritardi sul 5G Stand-alone.

L’Europa conta 34 operatori mobili infrastrutturati, contro i 3 degli USA e i 4 della Cina: un sovraffollamento che riduce margini e non favorisce investimenti. Per Mediobanca sarebbe essenziale agevolare operazioni di consolidamento anche transfrontaliere.

L’Italia, pur mostrando timidi segnali di ripresa, resta uno dei mercati più competitivi e meno redditizi, con ritorni spesso inferiori al costo del capitale.

l futuro del comparto passerà inevitabilmente attraverso: più innovazione, maggiore diversificazione dei ricavi, investimenti mirati e sostenibili, un quadro regolatorio che favorisca il consolidamento e la crescita infrastrutturale.

 

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