Il comparto, nel primo semestre del 2025, mostra segnali di rafforzamento a livello globale, mentre l’Europa - e in particolare l’Italia - continuano a evidenziare ritardi infrastrutturali e redditività compressa.
Scenario globale: ricavi e redditività in aumento
Nel primo semestre 2025 i ricavi aggregati delle principali telco mondiali crescono del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.
- Il progresso riguarda tutte le aree geografiche, trainate in particolare da Giappone (+3,2%) e Americhe (+3,6%). Gli operatori di queste regioni beneficiano di una maggiore diffusione del 5G Stand-alone e di una più ampia diversificazione industriale.
- Le società cinesi mostrano una crescita più contenuta (+0,4%), ma migliorano la redditività operativa (+5,6%).
- L’EMEA avanza del 2,8%, sebbene la crescita dei soli operatori europei si fermi a +1,1%.
Il margine operativo netto a livello globale aumenta del 5,3%, sostenuto soprattutto da Asia-Pacifico (+10,3%) e Americhe (+4%). In EMEA (+1,1%) si distinguono la sudafricana MTN e l’emiratina e&, mentre la redditività delle telco europee registra una flessione complessiva (-3%).
Gli investimenti globali crescono dell’1,8%, con dinamiche molto diverse: +12,3% in Giappone, +6,6% negli USA, mentre l’Europa arretra (-0,4%), scontando ritardi nello sviluppo del 5G.
La distanza tecnologica appare evidente: solo il 2% degli utenti europei utilizza il 5G Stand-alone, contro il 25% negli USA e il 77% in Cina.
A livello mondiale, la classifica dei ricavi vede in testa:
- China Mobile € 137,2 mld
- Verizon € 129,7 mld
- AT&T € 117,8 mld
Europa: crescita modesta e ritardi infrastrutturali
L’Europa mostra segnali di miglioramento, ma rimane indietro rispetto ai competitor globali.
- I ricavi delle telco UE crescono di +1,1%, ritmo significativamente inferiore alle aree extra-europee.
- I capex scendono dello 0,4% nel semestre.
- Il 5G SA resta in larga parte inesistente (2% degli utenti).
- Nel 2024 il mercato europeo raggiunge € 206 mld, con la Germania al primo posto (€ 61,1 mld).
Secondo Mediobanca e Teleborsa, il rallentamento degli investimenti in reti ultra-broadband, 5G e satellitari è legato alla bassa redditività: molti operatori ottengono rendimenti inferiori al costo del capitale, scoraggiando nuovi progetti infrastrutturali.
Classifica europea per ricavi (2024)
- Deutsche Telekom € 58,4 mld
- Orange € 19,9 mld
- Vodafone € 18,7 mld (senza Spagna e Italia)
- Telefónica € 18 mld
- BT Group € 11,4 mld
- Swisscom € 7,9 mld
- Altice € 6,9 mld
- TIM € 6,6 mld
Italia: mercato estremamente competitivo e redditività limitata
Tra il 2021 e il 2025 le pressioni competitive hanno provocato una riduzione del 12,7% dei prezzi telefonici in Italia (la riduzione media registrata nell'UE27 è stata del 3,1%).
Dopo il lieve rimbalzo del 2023 (+0,8%), le telco italiane hanno chiuso il 2024 con una nuova crescita dei ricavi (+3,4%), grazie alla rete fissa (+8%), mentre il mobile continua a calare (-3,4%).
Il traffico dati continua però a esplodere +297% nel mobile e +146% nel fisso (2020–2024).
Redditività
Nonostante il miglioramento di ebit margin (da -0,1% nel 2023 a 1,8% nel 2024) - e ROI (da 0,1% a 1,6%), entrambi i valori restano molto lontani dal costo del capitale (circa 7,8%), compromettendo la sostenibilità degli investimenti in reti 5G, fibra e satellitari.
Operatori e struttura del mercato
Il mercato italiano rimane fra i più frammentati (storicamente fino a 6 operatori infrastrutturati). Dopo l’acquisizione di Vodafone Italia da parte di Fastweb (dicembre 2024), gli operatori con rete propria scendono a 4, rendendo il settore più simile agli standard internazionali.
La cessione di NetCo ha permesso a TIM di: ridurre il debito After Lease di € 13,1 mld; allineare la leva finanziaria ai principali player europei; raggiungere livelli di ricavo pro-capite competitivi. TIM migliora anche la perdita netta semestrale: da 646 milioni a 132 milioni.
Ricavi 2024 degli operatori italiani
- TIM € 10,1 mld (+1,5%)
- Vodafone € 4,9 mld (+1,2%)
- Wind Tre € 4,0 mld (–2%)
- Fastweb € 2,8 mld (+6,6%)
- Fibercop € 2,6 mld
- Iliad € 1,2 mld (+8%).
Le performance più dinamiche spettano a Iliad, mentre Wind Tre beneficia della diversificazione verso B2B, cloud, sicurezza informatica e servizi assicurativi.
Trend e nuove direttrici di crescita
Diversificazione e B2B
Secondo Mediobanca, le telco europee dovranno puntare in modo sempre più deciso su:
- servizi cloud e data center
- cybersecurity
- connettività avanzata
- soluzioni aziendali ad alto valore aggiunto.
Un modello già affermato in Asia: la coreana KT, ad esempio, genera circa il 40% dei ricavi in attività extra telecomunicazioni e sta evolvendo verso un modello AICT, integrando telecomunicazioni, ICT e intelligenza artificiale attraverso partnership globali.
AI come leva di business
L’adozione dell’AI non è più soltanto un fattore di efficientamento: per molte telco rappresenta già oltre il 20% dei ricavi combinati IT/innovazione.
Conclusioni
Il primo semestre 2025 conferma un settore delle telecomunicazioni in recupero a livello mondiale, con ricavi e margini in miglioramento.
Tuttavia, l’Europa fatica a tenere il passo, penalizzata da bassi investimenti e ritardi sul 5G Stand-alone.
L’Europa conta 34 operatori mobili infrastrutturati, contro i 3 degli USA e i 4 della Cina: un sovraffollamento che riduce margini e non favorisce investimenti. Per Mediobanca sarebbe essenziale agevolare operazioni di consolidamento anche transfrontaliere.
L’Italia, pur mostrando timidi segnali di ripresa, resta uno dei mercati più competitivi e meno redditizi, con ritorni spesso inferiori al costo del capitale.
l futuro del comparto passerà inevitabilmente attraverso: più innovazione, maggiore diversificazione dei ricavi, investimenti mirati e sostenibili, un quadro regolatorio che favorisca il consolidamento e la crescita infrastrutturale.