L’effetto di rimbalzo delle tariffe TLC si sta manifestando anche per i clienti Business (Small e Large), in modalità più o meno palese. Con l’attività di controllo delle fatture abbiamo scoperto un probabile aumento implicito sulla fascia Large, che fino ad ora sembrava non toccata dal problema.
Fino ad oggi, le novità hanno riguardato i clienti Small Business: Telecom ha comunicato a fine Settembre un aumento di quasi 5€ sul canone mensile per i profili ‘all inclusive’, mentre Vodafone ha usato la fattura di Giugno per “imporre” il passaggio da canoni mensili a canoni per 4 settimane, a pari prezzo. L’aumento Telecom per questi utenti comporta un aggravio di circa il 20-25% dei costi di canone (per i soli piani interessati); la modifica introdotta da Vodafone comporta un aumento implicito del 8,3% (su tutti i costi fissi in fattura, esclusa la Tassa di Concessione Governativa). I clienti non hanno praticamente alternative in quanto, anche se è concesso un diritto di recesso gratuito, non è certo possibile esercitarlo in soli 30 giorni, anche per flotte di piccole dimensioni.
L’ultima novità riscontrata sui clienti Large Business, che abbiamo rilevato grazie al nostro servizio di controllo fatture, è un accorciamento progressivo dei periodi di fatturazione da parte di un primario operatore telefonico nazionale; questa modifica non ci risulta essere stata comunicata formalmente ai clienti interessati ed ha eroso un giorno a bimestre (il periodo di fatturazione è passato da 61 a 60 giorni medi per bimestre). Questo accorciamento costituisce di fatto un aumento su base annua dei costi dei canoni pari al 2%, che applicato a tutti i canoni in fattura può portare a cifre significative di cui vale la pena rivalersi. Tra l’altro, non è ancora chiaro come verrà gestita l’eccesso di Tassa di Concessione Governativa prelevata.
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