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Effetti del covid-19 sui contratti TLC mobili – Cosa fare?

HomeTelecomunicazioni Covid-19 Effetti del covid-19 sui contratti TLC mobili – Cosa fare?
03 giugno 2020 Covid-19, Reti mobili, Telecomunicazioni
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Abbiamo ampiamente analizzato qua l’impatto del lock-down di Marzo sui consumi della fonia e dei dati mobili aziendali e cercato di ragionare sui driver della crescita. La fatturazione di Aprile-Maggio conferma (e talvolta incrementa) la crescita rilevata in Marzo; il consumo di dati nazionali è cresciuto oltre il +100% (con punte oltre il +200%) praticamente per tutti, i minuti di chiamate mediamente hanno ricalcato gli stessi tassi di crescita dei dati (ma con punte anche oltre il +300% verso altri numeri aziendali e verso numeri fissi). Come ampiamente atteso, all’opposto, il traffico in roaming, specialmente in zone Extra UE, è crollato.

Tutte le aziende hanno già adottato varie misure per sopperire all’emergenza, quantomeno tutte quelle possibili senza dover modificare i contratti in essere (in affiancamento alle misure di solidarietà digitale offerte dagli operatori): sicuramente chi li aveva ha rimosso alert e blocchi, e talvolta “upgradato” i piani tariffari; adesso però, terminata la solidarietà digitale e con una migliore comprensione degli impatti del lavoro da casa, è necessario pianificare sul medio periodo e ragionare anche su eventuali modifiche contrattuali per poter bilanciare costi e benefici.

La grande parte dei contratti aziendali non è dimensionata per assorbire questo nuovo scenario, un cambiamento così grande dei consumi e dei profili di utilizzo tradizionali era al di fuori dell’immaginabile per tutti.

  • La prima e più grande criticità è sui dati nazionali: il trend storico di crescita media annua del traffico dati varia da azienda ad azienda, ma è (era, dovremmo dire) generalmente ben sotto il 100% YoY, per cui anche contratti siglati a fine 2019 bene difficilmente hanno una capienza sufficiente ad assorbire un 3x per più di un bimestre o due al massimo.
  • Anche per la voce possono presentarsi problemi: il trend tipico è (anche qui, era) un andamento flat dei minuti di conversazione; tuttavia, su questa componente di traffico è probabile che si siano registrate meno criticità visto che gli operatori tendono ormai a proporre minuti illimitati.
  • In ultimo, la componente di traffico più costosa, quella del traffico in roaming Extra UE inclusa nei piani / opzioni / bundle, è quasi completamente inutilizzata e lo resterà probabilmente almeno fino a dopo l’estate.

Il traffico attuale è da ritenersi straordinario; mano a mano che arriva il “new normal” post covid-19, riapparirà il traffico all’estero e presumibilmente il traffico dati nazionale scenderà, così come i minuti di chiamate; è difficile però prevedere quanto durerà questa periodo di straordinarietà: lo scenario al momento più probabile è che una parte delle misure di distanziamento sociale e di lavoro da casa permangano almeno per tutto il 2020, soprattutto considerato che le paure di una seconda ondata si concentrano per l’autunno-inverno; se poi il “new-normal” dovrà aspettare la disponibilità diffusa del vaccino, questo periodo potrebbe prolungarsi fino a metà 2021 o oltre.

Considerato l’orizzonte temporale in ballo, riteniamo che sussistano tutti gli elementi per prendere in considerazione una rinegoziazione del contratto anche nei casi in cui la scadenza naturale non è imminente; in questo caso, le modalità e l’efficacia della rinegoziazione dipendono da molti fattori, non ultimo i costi di recesso anticipato dell’accordo in essere.

Come modificare il contratto? Per gestire questo periodo di convivenza con il covid-19, i fattori critici per un contratto mobile al tempo del covid secondo noi sono:

  • privilegiare profili tariffari a traffico condiviso (“pooled”) rispetto ai profili individuali (tipicamente legati al ruolo aziendale); la tentazione potrebbe essere quella di dare dati e chiamate illimitati a tutti, ma è una soluzione poco ottimizzata e potenzialmente molto costosa
  • assicurare la flessibilità del traffico incluso in crescita (come è già consueto) ma anche in decrescita, con compensazione tra direttrici; oggi l’esplosione del traffico è tutta sulle direttrici nazionali (e sulle chiamate dall’Italia verso l’estero) ma progressivamente il traffico in roaming tornerà ad apparire; impossibile oggi prevedere in che misura e in che tempi, meglio negoziare forme di flessibilità
  • evitare assolutamente di gestire i cambiamenti dei consumi con le tariffe di traffico extra-franchigia che inevitabilmente si rivelano molto onerose; in alternativa, meglio negoziare regole di riadeguamento dei canoni a step o adottare soluzioni dinamiche di tipo “adjustable”

Sul traffico extra UE poi si possono pensare anche soluzioni innovative abilitate da eSim, ma questo è un altro discorso…

L’ultimo consiglio, evidentemente di parte, è quello di consultarsi con una società di consulenza esperta che possa analizzare i vostri consumi e indicarvi la soluzione e il target price da mettere a gara o da negoziare con il vostro operatore.

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