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Come è cambiato il controllo della fatturazione TLC

HomeTelecomunicazioni Tariffe Come è cambiato il controllo della fatturazione TLC
04 agosto 2017 Tariffe, Telecomunicazioni
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Nel 2010 muovevamo i primi passi per costruire un nuovo fornitore di servizi di Telecom Expense Management in Italia; da allora, di fatture TLC ne abbiamo viste veramente tante, in tanti formati e da tanti operatori, nazionali e Europei (e anche fuori Europa). Il mercato in questi anni è cambiato sostanzialmente e di conseguenza anche il nostro servizio.

 

Come è cambiata l’offerta

I servizi mobili sono evidentemente l’area più interessante da analizzare: senza esagerare, quello del 2010 è, per buona parte, un panorama di offerta che va ormai a scomparire, di cui si trovano tracce sempre più labili nelle fatture attuali.

  • Un primo esempio, i servizi Blackberry: nel 2010 erano praticamente l’unico terminale utilizzato in azienda, con gli iPhone già consolidati ma solo per gli utenti Top e i gli smartphone Android che, con qualche cautela, iniziavano il percorso di sostituzione.
  • Sorte simile, ma per ragioni diverse, quella delle opzioni dedicate per iPhone: i pacchetti dati dedicati sono ormai scomparsi, sostituiti per lo più da piani mensili con traffico voce/dati incluso. Anche la distinzione degli APN (un tempo distinti tra Blackberry, iPhone, Smartphone e chiavette USB/tablet) è diventata anacronistica (anche se non tutti la pensano così).
  • Ultimo esempio eclatante, le tariffe a consumo per il traffico voce e sms: nel 2010 la regola regnante nei contratti di fonia mobile per aziende era la tariffazione a consumo; si distingueva tra chiamate verso numeri fissi, verso PBX, verso mobili aziendali, verso mobili dello stesso operatore oppure di altro operatore, etc…. Oggi le chiamate nazionali, escluso quelle verso numerazioni speciali, sono unificate in un’unica direttrice e incluse nel monte minuti incluso nel piano mensile.

In compenso, gli operatori hanno aggiunto molte nuove offerte; alcune delle principali novità, in ordine sparso:

  • Piani mensili con traffico voce/dati/sms inclusi: ereditati dal mercato consumer, sono ormai lo standard de facto sul segmento Corporate e stanno soppiantando completamente i piani a consumo. Oggi alcuni operatori (es. Vodafone) neppure offrono più piani mensili in abbonamento con il traffico voce a consumo.
  • Ricaricabili Business: come già anticipato, l’utilizzo di piani pre-paid che consentono di risparmiare la Tassa di Concessione Governativa è esploso, soprattutto negli ultimi 2-3 anni.
  • Bundle a contratto: questa è l’area dove sono stati fatti i pregressi più significativi. Risponde a un bisogno forte delle aziende di “flattizzare” la spesa e ha visto la creazione, a partire dal 2011, di soluzioni sofisticate e molto efficaci.

Non ultima, la grande novità del 2017 in tema di roaming – la normativa RLAH o Roaming zero in Europa; entrata in vigore dal 15 giugno 2017, unifica le direttrici nazionali con quelle roaming in zona UE (con alcuni punti di attenzione, ma questa è un’altra storia che merita un approfondimento specifico).

 

Come è cambiato il controllo

La nostra attività di controllo si articola da sempre su tre filoni principali:

  1. Verifica fatture e gestione delle dispute
  2. Monitoraggio e ottimizzazione
  3. Supporto alla contabilizzazione

Riguardo al primo filone, va rilevato che il tasso di errore della fatturazione in questi anni è leggermente diminuito, vuoi per la riduzione dell’intervento umano nel processo, vuoi per la semplificazione delle scontistiche negoziate e delle logiche di fatturazione delle nuove offerte a traffico incluso. I controlli indispensabili rimangono quelli sulle direttrici costose della fonia mobile (estero extra-UE) e sui canoni di fonia fissa e rete dati (monitorando scontistiche e cessazioni).

Riguardo al secondo filone, l’attenzione al controllo dei costi, al monitoraggio dei comportamenti e alla programmazione della spesa è rimasta sostanzialmente alta. Su richiesta dei nostri clienti abbiamo aggiunto degli strumenti (come ad esempio la nostra app MyMobileUsage) per sensibilizzare gli utenti a un più consapevole utilizzo dei servizi coerentemente con le policy aziendali.

Per quanto riguarda invece il terzo filone, rileviamo che negli ultimi 2-3 anni l’attenzione alla contabilizzazione dei costi è cresciuta notevolmente. Se prima era sufficiente un report di corretta fatturazione per il benestare al pagamento e (solo in alcuni casi) una sintesi della spesa per centro di costo, adesso sono sempre più frequenti i clienti che subordinano il pagamento delle fatture alla registrazione in Contabilità Fornitori della fattura. Diventa quindi indispensabile (ed urgente) ripartire ciascuna fattura per centro di costo (o WBS), attribuendo i singoli addebiti e accrediti ai vari conti CoGe, distinguendo i vari regimi IVA, gestendo il periodo di pertinenza, etc… Una complicazione non da poco, che abbiamo affrontato con il nostro servizio Bill2SAP.

 

RLAH / Roaming Zero – cosa comunicare ai dipendenti? TIM – Nuove modifiche delle condizioni tariffarie per le aziende del 27 Luglio 2017

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