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Category Archives: Reti mobili

HomeTelecomunicazioni Archive "Reti mobili"
Effetti del covid-19 sui contratti TLC mobili – Cosa fare?
03 giugno 2020 Covid-19, Reti mobili, Telecomunicazioni

Abbiamo ampiamente analizzato qua l’impatto del lock-down di Marzo sui consumi della fonia e dei dati mobili aziendali e cercato di ragionare sui driver della crescita. La fatturazione di Aprile-Maggio conferma (e talvolta incrementa) la crescita rilevata in Marzo; il consumo di dati nazionali è cresciuto oltre il +100% (con punte oltre il +200%) praticamente per tutti, i minuti di chiamate mediamente hanno ricalcato gli stessi tassi di crescita dei dati (ma con punte anche oltre il +300% verso altri numeri aziendali e verso numeri fissi). Come ampiamente atteso, all’opposto, il traffico in roaming, specialmente in zone Extra UE, è crollato.

Tutte le aziende hanno già adottato varie misure per sopperire all’emergenza, quantomeno tutte quelle possibili senza dover modificare i contratti in essere (in affiancamento alle misure di solidarietà digitale offerte dagli operatori): sicuramente chi li aveva ha rimosso alert e blocchi, e talvolta “upgradato” i piani tariffari; adesso però, terminata la solidarietà digitale e con una migliore comprensione degli impatti del lavoro da casa, è necessario pianificare sul medio periodo e ragionare anche su eventuali modifiche contrattuali per poter bilanciare costi e benefici.

La grande parte dei contratti aziendali non è dimensionata per assorbire questo nuovo scenario, un cambiamento così grande dei consumi e dei profili di utilizzo tradizionali era al di fuori dell’immaginabile per tutti.

  • La prima e più grande criticità è sui dati nazionali: il trend storico di crescita media annua del traffico dati varia da azienda ad azienda, ma è (era, dovremmo dire) generalmente ben sotto il 100% YoY, per cui anche contratti siglati a fine 2019 bene difficilmente hanno una capienza sufficiente ad assorbire un 3x per più di un bimestre o due al massimo.
  • Anche per la voce possono presentarsi problemi: il trend tipico è (anche qui, era) un andamento flat dei minuti di conversazione; tuttavia, su questa componente di traffico è probabile che si siano registrate meno criticità visto che gli operatori tendono ormai a proporre minuti illimitati.
  • In ultimo, la componente di traffico più costosa, quella del traffico in roaming Extra UE inclusa nei piani / opzioni / bundle, è quasi completamente inutilizzata e lo resterà probabilmente almeno fino a dopo l’estate.

Il traffico attuale è da ritenersi straordinario; mano a mano che arriva il “new normal” post covid-19, riapparirà il traffico all’estero e presumibilmente il traffico dati nazionale scenderà, così come i minuti di chiamate; è difficile però prevedere quanto durerà questa periodo di straordinarietà: lo scenario al momento più probabile è che una parte delle misure di distanziamento sociale e di lavoro da casa permangano almeno per tutto il 2020, soprattutto considerato che le paure di una seconda ondata si concentrano per l’autunno-inverno; se poi il “new-normal” dovrà aspettare la disponibilità diffusa del vaccino, questo periodo potrebbe prolungarsi fino a metà 2021 o oltre.

Considerato l’orizzonte temporale in ballo, riteniamo che sussistano tutti gli elementi per prendere in considerazione una rinegoziazione del contratto anche nei casi in cui la scadenza naturale non è imminente; in questo caso, le modalità e l’efficacia della rinegoziazione dipendono da molti fattori, non ultimo i costi di recesso anticipato dell’accordo in essere.

Come modificare il contratto? Per gestire questo periodo di convivenza con il covid-19, i fattori critici per un contratto mobile al tempo del covid secondo noi sono:

  • privilegiare profili tariffari a traffico condiviso (“pooled”) rispetto ai profili individuali (tipicamente legati al ruolo aziendale); la tentazione potrebbe essere quella di dare dati e chiamate illimitati a tutti, ma è una soluzione poco ottimizzata e potenzialmente molto costosa
  • assicurare la flessibilità del traffico incluso in crescita (come è già consueto) ma anche in decrescita, con compensazione tra direttrici; oggi l’esplosione del traffico è tutta sulle direttrici nazionali (e sulle chiamate dall’Italia verso l’estero) ma progressivamente il traffico in roaming tornerà ad apparire; impossibile oggi prevedere in che misura e in che tempi, meglio negoziare forme di flessibilità
  • evitare assolutamente di gestire i cambiamenti dei consumi con le tariffe di traffico extra-franchigia che inevitabilmente si rivelano molto onerose; in alternativa, meglio negoziare regole di riadeguamento dei canoni a step o adottare soluzioni dinamiche di tipo “adjustable”

Sul traffico extra UE poi si possono pensare anche soluzioni innovative abilitate da eSim, ma questo è un altro discorso…

L’ultimo consiglio, evidentemente di parte, è quello di consultarsi con una società di consulenza esperta che possa analizzare i vostri consumi e indicarvi la soluzione e il target price da mettere a gara o da negoziare con il vostro operatore.

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Effetti del Lock-down – Osservazioni su dati di traffico mobile di Marzo 2020
19 maggio 2020 Covid-19, Reti mobili, Telecomunicazioni

Riportiamo di seguito una breve analisi dei principali effetti che il lock-down, iniziato su tutto il territorio Italiano a partire dal 10 marzo, ha avuto sui dati di traffico mobile nel mese di Marzo. Il campione anonimo è costituito da un mix di grandi e medie aziende che hanno adottato in modo massivo la modalità di lavoro “Work From Home” (WFH); si è parlato molto delle differenze tra il vecchio Telelavoro e il moderno Smart Working, ma durante il periodo di lock-down c’è stato un fattore comune: l’obbligo di permanenza presso la propria abitazione. Considerato che la modalità WFH sarà mantenuta anche per i prossimi mesi, seppure in misura minore e non esclusiva, fintanto che permarranno le misure di distanziamento sociale, vediamo che impatto ha avuto sui contratti di fonia e dati mobili.

Le analisi sui trend dei consumi sono state effettuate analizzando il traffico secondo le principali direttrici impattate:

  • Dati nazionali e roaming in Unione Europea
  • Chiamate nazionali e in UE
  • Traffico in Roaming Extra UE (Dati e Chiamate)

Abbiamo cercato di “leggere” i dati individuando i fattori determinanti che possono aver influito sul consumo di traffico, in particolare:

  • Tipologia di connessione disponibile a casa
  • Misure di business continuity adottate dalle aziende
  • Iniziative di solidarietà digitale degli operatori
  • Adozione di piattaforme di Videoconference

Traffico Dati Nazionale e UE

Il lavoro da casa, unito alla chiusura delle scuole, ha comportato un utilizzo elevato della connessione internet di casa; nella fase di lock-down, il traffico dati Internet in Italia è cresciuto complessivamente del +40% (vedi articolo), in particolar modo per traffico Video e per Internet browsing.

Come questo si è tradotto in una variazione del traffico dati da mobile aziendale, è dipeso dalla tipologia di connessione Internet disponibile a casa:

  • Connessione Wi-Fi “advanced” (es. rame o fibra 200Mb/20Mb o superiore)
    • In questa situazione, la permanenza forzata a casa combinata con l’utilizzo continuo del Wi-Fi, ha portato ad un abbattimento quasi totale del consumo dati mobile.
  • Connessione Wi-Fi “standard” (es. ADSL, modem Wi-Fi 4G o FWA 4,5G) o assente.
    • Ovviamente, in tutte le abitazioni in cui non è presente una connessione dati fissa, lo smartphone aziendale in modalità tethering/hotspot o la “saponetta” 4G Wi-Fi è stato l’unica modalità di connessione del PC/laptop per il remote worker. Riteniamo sia una casistica limitata.
    • Molto più frequentemente, invece, in presenza di connessioni Internet meno performanti rispetto alle precedenti, la condivisione della connessione con il resto della famiglia (soprattutto i figli con la scuola on line nelle ore di punta) ha spinto gli “Home Worker” ad utilizzare comunque il modem 4G Wi-Fi con SIM dati (se disponibile) o lo smartphone aziendale.

Complessivamente, osservando i dati al livello dell’intero contratto aziendale, la combinazione dei due fenomeni contrastanti ha visto prevalere di gran lunga il secondo caso, portando a un incremento complessivo del traffico che si conferma su tassi compresi tra +100% e +200%, come già rilevato appena disponibili i primi dati di Marzo.

Abbiamo osservato grandi differenze nell’uso delle SIM solo dati (inserite nei modem 4G Wi-Fi o in chiavette USB o in tablet, utilizzati in modalità tethering/hot-spot), probabilmente in funzione delle diverse misure di business continuity programmate dalle singole aziende:

  • Le organizzazioni che avevano già predisposto delle SIM dati da utilizzare in caso di emergenza sono state in grado di distribuire tali SIM in tempo; in questo caso, la crescita del traffico Dati è stata quasi completamente a carico delle SIM dati, con un andamento quasi invariato dei consumi del traffico dati sulle SIM Voce (Smartphone).
  • Dove invece le SIM dati non erano disponibili in misura sufficiente, tutta la crescita del traffico dati è nata evidentemente dall’uso degli Smartphone in modalità tethering/hotspot.

E’ da rilevare che negli ultimi anni si è assistito a un progressivo abbandono della doppia SIM per dipendente (la prima per lo Smartphone, la seconda per la chiavetta o il router Wi-Fi), approfittando dell’allowance sempre più ampia di traffico dati incluso nei piani tariffari delgi Smartphone.  Un trend destinato ad invertirsi?

Altro fattore da tenere presente nella lettura dei dati  è costituito dalle iniziative di Solidarietà Digitale messe in campo dagli operatori a partire da metà Marzo circa su tutto il territorio nazionale:

  • Nel caso delle aziende, si è osservata una attivazione dei pacchetti di Giga gratuiti solo parziale, in modo disomogeneo da operatore a operatore, da cliente a cliente. Si apre adesso una fase di verifica e potenziale contestazione con gli operatori?
  • E’ probabile che, nel caso di contratti aziendali, le iniziative di Solidarietà Digitale non abbiano influito più di tanto sui normali comportamenti dei lavoratori.
  • Diverso evidentemente è stato invece l’effetto per le i contratti personali, dove sicuramente le iniziative di Solidarietà Digitale hanno in molti casi allentato i “freni inibitori”.

Chiamate nazionali e UE

Da un lato, il gap comunicativo vissuto in questo periodo, causato dalla lontananza dai colleghi, è stato in parte colmato dalle aziende con l’adozione di piattaforme di Videoconference e strumenti di condivisione virtuali. E’ esperienza vissuta comune a tutti.
Nonostante l’adozione e utilizzo di metodi alternativi di comunicazione tra colleghi, che ha contribuito alla crescita del traffico dati, si è osservato in questo mese un aumento rilevante delle chiamate nazionali:

  • I minuti di chiamate complessivi sono più che raddoppiati, in media, rispetto ai volumi medi pre Covid.
  • I minuti di chiamate verso i cellulari dei colleghi hanno subito la crescita più rilevante, con picchi compresi tra +300% e 400%.
  • Crescita simile, seppur lievemente inferiore in alcune realtà, hanno avuto i minuti chiamate verso numeri fissi nazionali (probabilmente per l’uso di conference call).
  • I minuti di chiamate verso cellulari esterni al contratto aziendale, invece, hanno avuto una crescita più limitata, intorno al +100%.

Se per il traffico dati l’aumento dovuto alle misure straordinarie in risposta all’epidemia del covid-19 si inserisce in un mega-trend comunque ascendente dei consumi, l’aumento dei minuti di chiamate è invece un fenomeno straordinario rispetto al trend dei consumi degli ultimi anni che risulta abbastanza stazionario.

La tipologia di connessione Wi-Fi presente nella propria abitazione potrebbe aver giocato un ruolo importante nel prediligere le chiamate tradizionali (in caso di connessioni Wi-Fi “entry level”) all’utilizzo di piattaforme di Videoconference (connessioni Wi-Fi “advanced”), ma su questo non abbiamo dati certi.

Certo è che questo periodo ha portato ad un’accelerazione straordinaria nella adozione di strumenti di comunicazione innovativi, anche per fasce di lavoratori che tradizionalmente sono sempre stati restii ad adottarle.

Traffico in Roaming Extra UE (Dati e Chiamate)

L’effetto combinato della cancellazione dei voli e i rientri forzati dall’estero ha portato a un abbattimento sostanziale dei consumi per traffico roaming; questo è stato vero sia in zona UE (che è ormai parificata al traffico nazionale dalla normativa RLAH), sia in zona Extra UE, che ha visto riduzioni mediamente superiori al -90%. I dati di Aprile saranno certamente ancora di calo sostenuto e prevedibilmente lo resteranno fino a Giugno, in funzione dei tempi di riapertura delle frontiere e di ripristino dei voli. Ci auguriamo tutti di poter tornare a viaggiare presto, ma è probabile che le vacanze 2020 saranno sostanzialmente nazionali, per cui non dovrebbe verificarsi il picco di consumi per traffico roaming Extra UE che si registra tipicamente in corrispondenza delle ferie.

Cosa fare?

Nel prossimo articolo parleremo delle implicazioni che prevediamo, in particolar modo per gli Uffici Acquisti.

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TIM – Nuove modifiche delle condizioni tariffarie per le aziende del 27 Luglio 2017
31 agosto 2017 Reti mobili, Tariffe, Telecomunicazioni

In data 27 Luglio, TIM ha emesso tre comunicazioni di modifica unilaterale delle condizioni tariffarie per le aziende.

La prima (link) riguarda solo Professionisti e PMI e determina il passaggio da 1 mese a 4 settimane su alcuni vecchi profili tariffari (in particolare quelle della famiglia TIM Tutto Business), con un aumento implicito del canone annuo del +8,4% (come ormai ben noto, si passa da 12 mesi a 13 periodi quadrisettimanali all’anno).

La seconda (link) e la terza (link) riguardano invece tutta la clientela affari e comportano:

  • L’aumento dei costi per la produzione e spedizione della fattura cartacea 2,00€ a 3,90€ (IVA esclusa), ovvero +95%, più un ulteriore 8,4% per Professionisti e PMI che subiscono il passaggio della fatturazione alle 4 settimane.
  • L’aumento dei servizi di reperibilità “LoSai di TIM” (avviso di chiamate perse) e “Chiama Ora di TIM” (mancata raggiungibilità dei propri contatti) dagli attuali 0,99€ mensile a 2,99€ (IVA esclusa), ovvero +202%, più un ulteriore 8,4% per Professionisti e PMI che subiscono il passaggio della fatturazione alle 4 settimane.
  • Il raddoppio del costo degli MMS, che passano da 2,00€ a 4,00€, per gli utenti che non hanno pacchetti di messaggi inclusi.
  • Il raddoppio del costo delle chiamate internazionali (dall’Italia verso numeri esteri, da non confondere con le chiamate effettuate all’estero), per gli utenti che non hanno pacchetti di minuti verso l’estero inclusi; questo aumento in particolare è, a nostro avviso, abnorme perché raddoppia tariffe già elevate (1€ o 1,4€/minuto per chiamate verso i paesi UE è davvero tanto, considerando i prezzi di terminazione all’ingrosso).
LINEE ABBONAMENTO   LINEE RICARICABILI
Prezzi in €/minuto Prezzi attuali  fino al  31/08/17 Nuovi prezzi dal 1/09/17 Prezzi attuali  fino al  31/8/17 Nuovi prezzi dal 1/09/17
Zona ITZ 1 0,50 1,00 0,70 1,40
Zona ITZ 2 0,70 1,40 2,50 5,00
Zona ITZ 3 2,50 5,00 2,50 5,00
Zona ITZ 4 2,50 5,00 – –

COMMENTO:

Questi aumenti esorbitanti dei prezzi di servizi marginali sono indice del classico effetto ‘materassino’ (waterbed effect) conseguente alla regolamentazione che ha azzerato i costi di roaming in area UE per gli utenti finali ma non per i carrier che quindi hanno lamentato dovuto cercare di far quadrare i conti. E i maggiori ricavi non riescono a essere garantiti dalla crescita galoppante del traffico dati, dove la concorrenza riesce fortunatamente a contenere l’incremento della spesa complessiva.

Questi fenomeni, insieme alla perdita di rilevanza degli SMS a favore di altri sistemi di messaggistica istantanea, stanno comportando una profonda trasformazione dell’offerta dei servizi di rete mobile; un intervento di revisione radicale della mobile policy aziendale si rende pertanto quanto mai urgente.

L’analisi e il monitoraggio dei costi e dei consumi fatturati permette poi un reale enforcement delle policy, evidenziando le anomalie di costo derivanti da manovre di pricing ‘innovative’ (per non dire ‘predatorie’, come quelle messe in campo dagli operatori) e adeguando le dotazioni tariffarie e le abilitazioni alle esigenze degli utenti.

 

COSA FARE:

Se gli MMS sono ormai un fenomeno abbastanza marginale (ma da non trascurare assolutamente nel monitoraggio dei costi e dei consumi, insieme ai servizi Premium), l’aumento sui servizi di reperibilità (difficilmente governabile nei grandi contratti, in quanto attivabili anche dall’utente) e l’aumento dei costi delle chiamate internazionali possono comportare un significativo esborso non preventivato per le aziende, rischiando di compromettere quanto di buono ottenuto in sede negoziale.

La nostra raccomandazione, in estrema sintesi, per tutelarsi nell’immediato da questi aumenti è quella di agire su due direttrici contemporaneamente:

  • Agire sulle policy aziendali di utilizzo dei servizi, per limitare o eliminare i costi non strettamente necessari. Nota: è anche un’ottima occasione per rivedere regole di comportamento che probabilmente sono state scritte tempo fa, quando il traffico veniva tariffato a consumo, il roaming in Europa era costoso e gli SMS erano ancora uno strumento diffusissimo di comunicazione.
  • Analizzare e monitorare i consumi degli utenti e, per chi ne ha bisogno, dotarsi delle opzioni tariffarie adatte ad evitare l’utilizzo di servizi non inclusi nel bundle/borsellino mensile; è questa infatti una della aree dove gli operatori cercano sempre più di recuperare marginalità.

Contattaci all’indirizzo info@capcost.it per approfondimenti.

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Prime città a 5G
17 marzo 2017 Banda ultralarga, Reti mobili, Telecomunicazioni

Il ministero dello sviluppo economico ha pubblicato ieri il bando per presentare il progetto di sperimentazione 5G nelle città di Milano, Bari, Matera, Prato e L’Aquila:

“Al fine di dare attuazione alla Comunicazione CE n.2016/588, c.d. “5G Action Plan” entro il 2020, il Ministero dello Sviluppo Economico, con avviso pubblico del 16 marzo 2017, ha aperto la procedura per l’acquisizione di proposte progettuali per la realizzazione di sperimentazioni pre-commerciali nella disponibilità di spettro radio 3.6 – 3.8 Ghz.”

Di seguito il testo del comunicato stampa e del bando pubblico:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/per-i-media/comunicati-stampa/2036228-5-citta-per-il-5g

http://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/notifiche-e-avvisi/2036226-5g-avviso-pubblico-per-progetti-sperimentali

E’ interessante notare che  “Il bando non è quindi rivolto solo agli operatori TLC ma anche ad altri soggetti di livello nazionale ed internazionale che vogliono sperimentare servizi con la tecnologia 5G, ad università, enti e centri di ricerca ed è incentivato il coinvolgimento di Pmi locali, startup ed enti pubblici.”

Un altro passo verso il futuro.

FM

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White paper – Il 4G e le sue evoluzioni
17 febbraio 2017 Banda ultralarga, Reti mobili, Telecomunicazioni, White Paper

Si parla oggi molto spesso di due nuove versioni di 4G, ovvero 4G+ (4GPlus) e 4,5G.
Qual è la differenza rispetto al 4G “classico”?
Anzitutto bisogna fare riferimento allo standard di trasmissione associato al 4G, ovvero LTE, acronimo di Long Term Evolution (il 3G invece era basato sullo standard UMTS).
L’LTE su cui è basato il 4G “classico”, si è evoluto prima in LTE Advanced, che ha dato origine alla nuova denominazione 4G+, e poi in LTE Advanced Pro, che ha generato il 4,5G.
Vediamo allora le differenze tra queste diverse “release” di LTE.

LTE ADVANCED

La caratteristica principale che distingue LTE+ (o LTE Advanced) dall’ LTE è la capacità di offrire velocità più elevate, senza impatto sulle infrastrutture esistenti e sulla qualità del segnale.
Il raggiungimento di questo obiettivo è stato possibile grazie alla tecnica CA (Carrier Aggregation), che permette di aggregare simultaneamente porzioni di banda di frequenze diverse, e alla tecnica MIMO (Multiple Input Multiple Output), che sfrutta la trasmissione contemporanea da due o più antenne.
Per comprendere come l’aggregazione di banda possa avere impatto sulla velocità di trasmissione, bisogna tener conto della distribuzione delle frequenze portanti (frequenze che gli operatori possono utilizzare per le loro trasmissioni).
Ad ogni operatore infatti, per la trasmissione 2G/3G/4G vengono assegnate più frequenze, e in particolare le frequenze italiane sono così denominate (Tabella 1):

Frequenza Tecnologia Numerazione della frequenza Attuale utilizzo
800MHz FDD Banda 20 4G
900MHz FDD Banda 8 2G/3G
1500MHz SDL Banda L 3G/4G supplemental downlink
1800MHz FDD Banda 3 2G/4G
2100MHz FDD Banda 1 3G
2600MHz FDD Banda 7 4G
2600MHz TDD Banda 38 (in test) 4G (in futuro)
Tabella 1 – Le Frequenze dedicate al 4G in Italia

Se consideriamo la trasmissione 4G, sono pertanto disponibili 3 frequenze: 800MHz, 1800 MHz, 2600 MHz.
Per ognuna di queste frequenze, la porzione di banda utilizzata per la trasmissione può essere differente a seconda dell’operatore e a seconda della zona geografica.
A seconda dei MHz (suddivisi in blocchi da 5MHz l’uno) assegnati ai singoli operatori, le larghezze di banda per le singole frequenze risultano essere differenti. In particolare, vediamone la distribuzione per gli operatori italiani:

TIM

Banda Frequenza portante MHz utilizzati per il 4G Velocità di download massima
20 800MHz 10MHz 75Mbit/s
3 1800MHz 10/15/20MHz (a seconda delle città) 75/112,5/150Mbit/s
7 2600MHz 15MHz 112,5Mbit/s

Per quanto riguarda TIM, a seconda delle zone, vi è un differente utilizzo delle frequenze, soprattutto per ciò che riguarda la banda 3.

VODAFONE

Banda Frequenza portante MHz utilizzati per il 4G Velocità di download massima
20 800MHz 10MHz 75Mbit/s
3 1800MHz 10/15/20MHz (a seconda delle città) 75/112,5/150Mbit/s
7 2600MHz 15MHz 112,5Mbit/s

Anche con Vodafone vi è un differente utilizzo delle frequenze per la banda 3.

WIND

Banda Frequenza portante MHz utilizzati per il 4G Velocità di download massima
20 800MHz 10MHz 75Mbit/s
7 2600MHz 20MHz 150Mbit/s

Per quanto riguarda WIND, vi è un ampio uso della banda 20, inoltre in un numero sempre maggiore di centri abitati, Wind sta diffondendo la banda 7. Wind attualmente non destina la banda 3 al 4G (pur disponendo di 15 MHz in GSM che tutt’ora mantiene invariati). Inoltre non dispone nemmeno di tecnologia LTE Advanced, sebbene sia in programma la sua introduzione.

3 Italia

Banda Frequenza portante MHz utilizzati per il 4G Velocità di download massima
3 1800MHz 15MHz 112,5Mbit/s
7 2600MHz 10MHz 75Mbit/s

3 Italia fa un ampio utilizzo dalla banda 3, e destina la banda 7 solamente alle zone dove viene utilizzata contemporaneamente alla banda 3, aggregandole assieme per fornire il 4G+ per velocità fino a 187,5Mbit/s. Allo stato attuale, 3 Italia non utilizza la banda 38 TDD, pur disponendo della licenza. Questa frequenza è al momento in fase di test.

Come si è visto quindi ogni operatore possiede licenza per l’utilizzo di porzioni di banda che si trovano a frequenze (il termine tecnico è “carrier”) diverse. Per poter aumentare la velocità di trasmissione dei dati, è indispensabile poter aumentare la banda utilizzata.

Ne va di conseguenza che, trovandosi la banda a disposizione “sparpagliata” su diverse frequenze, un modo per aumentare la velocità di trasmissione e quindi la banda totale utilizzata è quello di aggregare frequenze diverse per poter così sommare tra loro i singoli segmenti di banda ad esse associate.

La funzionalità di Carrier Aggregation rende appunto possibile questa operazione, consentendo l’aggregazione fino a 5 frequenze (carrier) diverse (vedi Fig.1).

CA01

Fig. 1 – Il funzionamento del Carrier Aggregation (rif. 3GPP website)

Oltre alla banda, per migliorare la velocità della rete bisogna aumentare anche la massima efficienza spettrale raggiungibile, ovvero la quantità di bit/secondo che si possono inviare per ogni Hz di banda utilizzato.

Nel caso di LTE Advanced, la massima efficienza spettrale è di 30 bit/secondo per Hz (contro i 16bit/secondo di LTE).

La funzionalità che permette di aumentare l’efficienza spettrale è l’altra tecnica che abbiamo menzionato all’inizio: MIMO.

Questa tecnica consente di trasmettere in contemporanea da più antenne alla stessa frequenza e nello stesso momento, sia dal lato rete che lato terminale mobile. Per poter distinguere i due flussi di informazione, viene utilizzato un particolare segnale di riferimento.

Questa tecnica era già stata introdotta con la prima versione di LTE, ma si limitava ad un massimo di 2 antenne in trasmissione e 2 in ricezione, in termini tecnici 2×2 MIMO. Con LTE Advanced è stato possibile arrivare fino a 4x4MIMO.

Combinando le due tecniche MIMO e CA, è stato possibile arrivare al raddoppio della velocità raggiunta dalla rete LTE (vedi Fig. 2).

mimo

Fig.2 : Esempio di combinazione di 2×2 MIMO con aggregazione di 3 carrier

Qual è dunque la massima velocità che può essere raggiunta con questa release di LTE?

La massima porzione di banda che può essere associata ad ogni singola frequenza è di 20MHz. È quindi facilmente comprensibile come aggregando 5 porzioni di banda da 20MHz ciascuno (per un totale di 100MHz), la massima velocità ottenibile sia pari a 30 bps x 100 = 3000 Mbit/secondo (3Gbps).

La massima velocità di cui si parla è riferita alla velocità di Download; per quanto riguarda invece la velocità di Upload il massimo che si può ottenere è 1,5Gbps.

Stiamo parlando ovviamente di velocità teoriche; nella pratica abbiamo già visto che i principali operatori italiani non dispongono di canali a 20MHz se non per un numero limitato di città italiane, e dispongono di un massimo di 3 frequenze.

Inoltre l’efficienza spettrale attualmente disponibile non supera i 7,5 bit/secondo.

Nella pratica quindi, la massima velocità che attualmente un operatore può ottenere con l’aggregazione di 3 segmenti di banda delle 3 diverse frequenze (800MHz, 1800 MHz, 2600 MHz) è di 340Mbps, come mostrato in Tabella 2 (ottenuta dalla somma delle 3 velocità massime associate alle 3 frequenze, ovvero 75+150+112,5 Mbps):

Operatore LTE (4G) LTE-Advanced (4G+) Aggiornamento
Single-Carrier
(100/150 Mbit/s)
Dual-Carrier
(225 Mbit/s)
Three-Carrier
(300 Mbit/s)
Comuni Popolazione Comuni Comuni
Vodafone 6.736 97% 1.000 12 (340 Mbps) Gennaio 2017
TIM 6.704 96% 527 11 Gennaio 2017
3 Italia 2.204 72,2% 0 0 Novembre 2016
Wind 1.423 68,1% 0 0 Novembre 2016
Tabella 2 – La copertura 4G e 4G+ in Italia

A fine 2016 TIM ha testato a Torino una nuova release di apparati che gli ha consentito di aumentare l’efficienza spettrale e di raggiungere (sfruttando le 3 frequenze a disposizione) la velocità di 500Mbps. L’upgrade della rete dovrebbe essere esteso nei prossimi mesi anche ad altre città.

Per il momento sembra essere l’unico operatore in Italia ad aver raggiunto questo traguardo.

 

LTE ADVANCED PRO

Il successivo step di evoluzione di LTE è la versione LTE Advanced Pro, che ha generato la nuova denominazione 4,5G.

Questa versione introduce dal punto di vista della Carrier Aggregation un aumento del numero massimo di frequenze che si possono aggregare, passando da 5 a 32, e dal punto di vista della tecnica MIMO un aumento fino a 8×8 MIMO.

Tenendo conto però che gli operatori generalmente non hanno licenza per più di due o tre frequenze, la CA da sola non sarebbe di utilità per aumentare la velocità trasmissiva.

La vera importante novità di LTE Advanced Pro consiste nell’introduzione di un’altra funzionalità, la LAA (Licensed Assisted Access), che permette l’aggregazione di bande licenziate e non licenziate, insieme alla LWA (LTE- Wifi Aggregation) che consente invece l’utilizzo contemporaneo di LTE e Wi-fi.

Diventa quindi importante in questo momento per gli operatori assicurarsi l’accesso alle frequenze Wi-fi, non solo per poter implementare i servizi 4,5G, ma anche per segnare una nuova tappa nella corsa verso il 5G.

Va probabilmente in questa direzione ad esempio la partnership recentemente portata a termine tra Fastweb e Tiscali: con questo accordo Fastweb, che dichiara voler portare i servizi 5G sulla propria rete, si è assicurata l’accesso alle frequenze Wi-fi di Tiscali.

Al momento comunque la funzionalità LWA è in fase di test, e non è ancora stata introdotta nella rete di alcun operatore.

La difficoltà nell’implementare nuove release di LTE non è soltanto da parte degli operatori che devono rinnovare la loro rete, ma anche da parte dei produttori di telefoni cellulari, che devono introdurre nuove componenti e ri-progettare i loro apparati.

È necessario infatti che le funzionalità di cui abbiamo parlato siano supportate anche lato terminale, che altrimenti non potrebbe essere compatibile con la rete.

Ad oggi gli Smartphone più avanzati riescono a supportare una velocità massima di 450Mbps, ovvero sono classificati come Cat. 9.

Non è sufficiente infatti che uno smartphone supporti genericamente il 4G per poter accedere alla massima velocità offerta dall’operatore, deve anche appartenere alla categoria che supporta le funzionalità necessarie.

In tabella 3 troviamo l’elenco di tutte le categorie oggi disponibili e anche quelle che lo saranno in futuro (dalla 10 in poi), e le relative velocità massime.

User
equipment
Category
Max. L1
datarate
Downlink
(Mbit/s)
Max. number
of DL
MIMO
layers
Max. L1
datarate
Uplink
(Mbit/s)
3GPP Release
1 10.3 1 5.2 Rel 8
2 51.0 2 25.5
3 102.0 2 51.0
4 150.8 2 51.0
5 299.6 4 75.4
6 301.5 2 or 4 51.0 Rel 10
7 301.5 2 or 4 102.0
8 2,998.6 8 1,497.8
9 452.2 2 or 4 51.0 Rel 11
10 452.2 2 or 4 102.0
11 603.0 2 or 4 51.0
12 603.0 2 or 4 102.0
13 391.7 2 or 4 150.8 Rel 12
14 3,917 8 9,585
15 750 2 or 4 226
16 979 2 or 4 n/a
17 25,065 8 n/a Rel 13
18 1174 2 or 4 or 8 n/a
19 1566 2 or 4 or 8 n/a
Tabella 3: elenco User Equipment category

Per quanto riguarda gli sviluppi di rete, come abbiamo visto in Italia è stata appena testata la velocità di 500Mbps, mentre in Australia l’operatore Telstra per primo (nel mondo) ha già condotto positivamente dei test alla velocità di 1Gbps. In questa occasione Qualcomm, società partner di Telstra e produttrice del processore in grado di supportare quello che è stato battezzato come GigabitLTE, ha dichiarato che prevedono per la metà del 2017 l’arrivo di smartphone di Categoria 16, in grado quindi di supportare GigabitLTE.

FM

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