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Category Archives: Banda ultralarga

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Sondaggio: l’adozione delle SD-WAN entra finalmente nella fase “mainstream”
06 settembre 2018 Banda ultralarga, SD-WAN

Le principali iniziative IT dei gestori di reti aziendali sono legate al Cloud e al Software Defined Data Center (SDDC), superando per la prima volta negli ultimi 10 anni il predominio della virtualizzazione dei server; questo il risultato del sondaggio condotto da Enterprise Management Associates.

Di Shamus McGillicuddy, Network World 17 MAGGIO 2018 – Link all’articolo originale.

sd.wan2

Nel 2018, per la prima volta il Cloud e le problematiche dei Software Defined Data Center (SDDC) sono diventate l’obiettivo principale dei team responsabili delle rete aziendali, spodestando la virtualizzazione dei server dal primo posto, secondo un rapporto EMA (Enterprise Management Associates) basato su un sondaggio di 251 manager di reti aziendali NordAmericane ed Europee.

Questo è il primo cambiamento nelle loro priorità da oltre un decennio. Dal 2008, EMA ha chiesto ai responsabili della rete di identificare le iniziative IT che guidano le loro priorità. La virtualizzazione dei server ha dominato le loro risposte anno dopo anno. Le architetture del cloud e dei Software Defined Data Center (SDDC) sono sempre state driver secondari o terziari.

Nel 2018, questo schema si è finalmente rotto, secondo la ricerca “Network Management Megatrends 2018” di EMA . Questo spostamento di fattori porta di conseguenza a concentrarsi sostanzialmente sulle Software Defined Network (SDN), sulla virtualizzazione della rete e sulle Software Defined Wide Area Network (SD-WAN).

(altro…)

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L’architettura SD-WAN: un tema da valutare nel prossimo aggiornamento dell’infrastruttura di rete
28 agosto 2018 Banda ultralarga, SD-WAN, Telecomunicazioni

SD-WAN può essere una evoluzione naturale per le aziende che affrontano un aggiornamento dell’infrastruttura di rete. Ma l’adozione di SD-WAN richiede un atteggiamento proattivo.

John Burke – Ricercatore di Nemertes Research – Link ad articolo originale

La WAN software-defined ha molti aspetti positivi per la tipica organizzazione con una WAN di dimensioni sufficienti. La tecnologia può ridurre la quantità di tempo necessario per gestire la WAN, ridurre il tempo di indisponibilità globale e del singolo sito, migliorare le prestazioni delle applicazioni e ridurre drasticamente i costi derivanti dall’aumento di banda della WAN. Ma l’IT non può semplicemente inserirla in un aggiornamento dell’infrastruttura di rete e aspettarsi che abbia successo.

L’adozione di SD-WAN si sta diffondendo in modo sorprendentemente rapido per una tecnologia così giovane. Ma negli studi in corso su WAN e sulla SD-WAN, Nemertes Research ha visto uno schema familiare: l’IT implementa l’SD-WAN quando arriva il momento per un aggiornamento dell’infrastruttura di rete.

A volte, l’aggiornamento è determinato dall’età dei componenti di rete o dal ciclo di vita del contratto. Ma quando arriva il momento per un aggiornamento dell’infrastruttura di rete, l’IT deve prima di tutto decidere la modalità di gestione: in-house, gestita da una terza parte o as-a-service. Indipendentemente dalla scelta dell’IT, la SD-WAN sarà centrale in quasi tutti i piani.

Considerare lo stack di apparati quando si sceglie il fai da te

Se l’IT sceglie di seguire il percorso fai-da-te, allora deve decidere se mantenere il proprio stack esistente in ciascun sito. Questo stack di solito è composto da tre o quattro dispositivi: il router e alcuni mix di firewall, appliance di ottimizzazione e controller LAN wireless.
Lo Stack può avere principi di progettazione o politiche di sicurezza che determinano una separazione delle funzioni. Se tali politiche possono essere abbandonate o rilassate, o se lo stack è cresciuto nel corso degli anni senza tali requisiti, allora la tecnologia SD-WAN consente ai team IT di comprimere lo stack su un singolo dispositivo o, al massimo, un paio di dispositivi in una configurazione con failover o ridondata.

La SD-WAN in modalità managed avvantaggia sia le aziende che i provider

Se l’IT deve affidare la gestione della WAN a un fornitore, o modificare sostanzialmente il modo in cui la WAN esistente viene gestita o cerca un nuovo fornitore, la SD-WAN in modalità managed sarà probabilmente la sua opzione numero uno. Dopotutto, SD-WAN offre alle aziende nuove possibilità di connessione in termini di percorsi e diversità tecnologica, una banda più economica e migliori prestazioni.
D’altro canto, SD-WAN offre ai fornitori di servizi managed SD-WAN costi marginali inferiori per la gestione delle WAN dei clienti. Questo è dovuto, in gran parte, all’architettura centralizzata di gestione SD-WAN basata su policy e al fatto che le interruzioni di servizio su un determinato collegamento diventano meno urgenti da risolvere quando sono disponibili più percorsi e i servizi possono continuare senza interruzioni.

sd-wan

Confronto tra architettura WAN tradizionale e la software-defined WAN

 

Considerazioni sull’infrastruttura di rete

Alcuni dei più grandi ragionamenti per un’impresa durante un aggiornamento dell’infrastruttura di rete ruotano attorno alla connettività disponibile per ogni specifica posizione. Le aziende vogliono che l’SD-WAN incorpori la connettività Internet a basso costo come trasporto WAN primario, anche se la maggior parte di questi utilizza MPLS o Ethernet in rete geografica e intende conservarlo all’interno di SD-WAN. Gli utilizzatori di SD-WAN desiderano anche la possibilità di disporre di diversi fornitori di connettività al fine di migliorare la resilienza e stabilizzare le prestazioni.

In alcune location, i servizi Internet per il segmento business potrebbero tuttavia non essere significativamente più economici di MPLS e la banda larga “consumer” potrebbe non funzionare abbastanza bene o avere un supporto non sufficiente per costituire una valida opzione. I team IT potrebbero non essere in grado di ottenere la diversità del percorso, poiché potrebbe esserci una sola via fisica verso un edificio, ad esempio. Inoltre, potrebbe esserci un solo fornitore in un’area, rendendo difficile avere la diversità dei provider. Questo è spesso un problema significativo per le aziende con sedi in località remote o rurali, come le aziende manufatturiere.

Alcune aziende prevedono di mantenere la gestione del servizio di connettività a livello di singolo collegamento di accesso – e la necessità di affrontare tutti questi problemi con il fornitore – in-house. Altri prevedono di esternalizzarlo tramite un fornitore di servizi gestiti o un aggregatore di connettività, anche se intendono implementare SD-WAN in-house.

Quando l’IT integra la connettività esistente in un mix di trasporto, deve anche occuparsi della questione del mezzo. Se il collegamento esistente non viene distribuito come Ethernet, sarà necessario adattarlo per i servizi SD-WAN che non accettano altri tipi di connessione, è la situazione più frequente. Alcune imprese mantengono i loro router in questa veste, essenzialmente utilizzandoli come convertitori di media; altre cercano apparati più compatti ed energeticamente efficienti da inserire in linea. Altre infine, meno frequentemente, invece richiedono un’opzione SD-WAN in grado di ospitare anche le interfacce di collegamento più tradizionali.

Come con la connettività, così è con i protocolli. Un’appliance SD-WAN può o meno gestire tutti i protocolli che un’organizzazione richiede in un singolo CPE. L’architettura generale determinerà quali protocolli l’appliance deve comprendere. Se l’appliance SD-WAN deve interagire con i router convenzionali, ad esempio, dovrebbe interagire con il Border Gateway Protocol (BGP). I prodotti SD-WAN destinati a sostituire i router in genere supportano gli attuali standard di routing aperto come BGP. Tuttavia, se la rete di un’organizzazione dispone di standard specifici del fornitore o precedenti, sarà necessario valutare attentamente la capacità di interoperabilità di un prodotto SD-WAN.

Le organizzazioni IT all’apice di un aggiornamento dell’infrastruttura di rete dovrebbero pianificare l’implementazione della SD-WAN, se non ora, la prossima volta. In ogni caso, dovrebbero pensare al collasso dello stack di apparati, al primato di Ethernet anche in ambito geografico e alla necessità di eliminare qualsiasi residuo preesistente dei protocolli di routing del passato. Dovrebbero anche riconsiderare le opzioni di fornitura di connettività in tutte le loro sedi o trovare qualcuno – un fornitore di servizi gestiti o un aggregatore di connettività – che possa farlo per loro conto.

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Si chiama 2i-Fiber il nuovo polo InternetCloud in Italia
11 ottobre 2017 Banda ultralarga, Telecomunicazioni

L’acquisizione quasi simultanea di Infracom (19/6/2017), MC-link (31/7/2017) e KPNQwest Italia (27/9/2017) da parte dei fondi F2i (Fondi Italiani per le Infrastrutture) e Marguerite (The 2020 European Fund for Energy, Climate Change and Infrastructure) è una notizia che fa pensare.

Si va a costituire un nuovo polo delle telecomunicazioni e dei servizi IT in cloud in Italia, nucleo proiettato per aggregare altri operatori attivi nel frammentato mercato dei servizi di telecomunicazione su rete fissa rivolto alla clientela business.

La storia e la strategia del fondo F2I la dice lunga, citiamo da un comunicato stampa “Individuare un settore per diventarne uno dei leader. Come ha fatto nel settore dell’energia, per esempio. La controllata 2i Rete Gas è diventata – con oltre 200 acquisizioni – il primo operatore indipendente nella distribuzione locale del gas, alle spalle di Italgas.”

Considerando anche che F2i ha ceduto la propria partecipazione in Metroweb e non ha esercitato l’opzione per entrare nel capitale di Open Fiber, considerato l’interesse anche per alcuni asset di BT Italia, prende forma in modo netto l’obiettivo dichiarato di giocare in modo indipendente e alternativo ai ‘grandi’ operatori un ruolo di peso nel mercato dei servizi di accesso alla rete internet e nei servizi cloud a valore aggiunto.

La dotazione infrastrutturale del nuovo soggetto 2i Fiber S.p.A. colpisce per la elevata dotazione di ‘fibra’ e l’abbondanza di data center e la ingente presenza presso il MIX di via Caldera a Milano, dove converge una notevole quantità di connettività Internet in fibra nazionale e internazionale (tanto da meritarsi l’appellativo di “Fiber Hub”):

  • Infracom, per chi ha buona memoria erede in Italia di Netscalibur e Unisource, possiede un’estesa rete in fibra ottica posata lungo sedimi autostradali e extraurbani (9.000 km) e in aree urbane (35 città italiane) e tre data center collocati a Milano (nel Business Park di via Caldera), Assago e Verona.
  • Mc-link con una rete in fibra ottica (2.200 km), 7 Man (Metropolitan Area Network) e quattro data center di cui due a Roma, uno a Milano (nel Business Park di via Caldera) e uno a Trento.
  • KPNQwest Italia conferisce quattro data center, ubicati presso il Fiber Hub di Caldera a Milano, e servizi di connettività in fibra ottica attraverso una rete di accesso in banda larga nazionale.

Se poi trovasse sviluppo l’idea di includere almeno parte della attività di BT Italia (fatta trapelare ad esempio da Milanofinanza il 29/9/2017), si può estendere l’aggregazione a un soggetto che dispone di una rete in fibra ottica proprietaria di ulteriori 15.000 km, 4 data center nelle zone di Milano e Roma, tra cui quello storico di Settimo Milanese acquisito nel 2007 con  I.NET.

Il momento è quello giusto, l’indice di interconnessione … molto alto. In conclusione, sotto le stelle del firmamento dell’Internet nazionale di ieri e di oggi, 2i-Fiber nasce come nuovo polo solido finanziariamente e riccamente dotato di interconnessioni Internet di primo piano, dorsali in fibra e numerosi data center, con un fatturato di tutto rispetto (probabilmente oltre 500 milioni di €), che andrà attentamente considerato nella vendor list delle negoziazioni ICT da parte degli uffici acquisti.

CC

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Reti WAN – perché è il momento di aggiornarle
08 settembre 2017 Banda ultralarga, SD-WAN, Telecomunicazioni

La rete WAN aziendale continua ad essere uno dei servizi trainanti per lo sviluppo del business delle aziende.
Le applicazioni aumentano e sono sempre più bandwith-consuming: a fianco delle applicazioni core-business, sono cresciute enormemente le applicazioni “intranet” che supportano i processi interni all’azienda.
Inoltre si fa sempre più ricorso ad applicazioni esternalizzate, che richiedono ampia capacità di connessione Internet gestita centralmente, per garantire i necessari livelli di sicurezza.
Da ultimo la resilienza delle connessioni è un “must” che va ricercato mantenendo i costi dei circuiti ad un livello accettabile.

I fornitori di servizi rispondono a queste esigenze ampliando sempre più l’offerta commerciale, attingendo anche alle tecnologie che, nate per la clientela consumer, vengono “vestite” di servizi per renderle utili alla clientela Business.

E’ il caso ad esempio della tecnologia FTTC/VDSL2 che, sfruttando la maggior distribuzione di Fibra Ottica ai cabinet posti nella vicinanza delle sedi cliente, utilizza i doppini di rame per erogare servizi di trasmissione dati ad elevate velocità con buone prestazioni ed a costi contenuti. Questa tipologia di collegamenti può essere impiegata come Back-up di circuiti più tradizionali, in modo da coniugare l’esigenza di incremento dell’affidabilità con la necessità di contenere la spesa.

Per le aziende più evolute, che fondano il loro business sulla disponibilità dei servizi di rete, si sta poi oggi affacciando sul mercato una nuova architettura che modifica il paradigma di servizio fino ad oggi utilizzato: si tratta dell’architettura SD-WAN (Software Defined Wide Area Network), che prevede di far gestire ad appositi apparati di networking, dislocati presso le sedi del cliente, tutte le diverse tipologie di connessioni acquisite da carrier diversi e caratterizzate da tecnologie diversificate.
In questo modo la connettività e le prestazioni erogate dalla rete non dipendono più da un singolo carrier, ma sono gli apparati di networking che utilizzano le diverse connessioni per instradare il traffico, tenendo conto delle loro caratteristiche.

Ecco quindi che una sede può disporre di un circuito tradizionale (ad es. in FO ad alte prestazioni), di una connessione internet (con minor prestazioni e basso costo) e di una connessione mobile LTE (che non utilizza quindi circuiti fisici) forniti da tre carrier diversi e l’apparato SD-WAN che gestisce queste tre connessioni provvede ad inoltrare il traffico su quella che meglio risponde ai requisiti del tipo di traffico stesso, consentendo livelli di flessibilità e affidabilità a dei prezzi fino ad oggi irraggiungibili.
Sul mercato sono disponibili varie tecnologie, in primis quella di Cisco che dopo una serie di acquisizioni si candida ad essere leader in questo mercato.

Proprio per le sue caratteristiche l’architettura SD-WAN può rispondere a diverse scelte in termini gestionali:

– per i clienti orientati ad una gestione “diretta” della rete la soluzione ideale è appoggiarsi ad un partner (della tecnologia scelta ad es. di Cisco, Nokia,…) dotato di adeguate certificazioni

– per i clienti orientati all’esternalizzazione dei servizi possono essere i carrier stessi a proporre una architettura SD-WAN che risponda ai requisiti del cliente di incremento della capacità trasmissiva a costi contenuti.

A fronte di tutte queste novità nel mondo del networking, la parola chiave per far evolvere la propria rete è essere disposti al cambiamento. Spesso il vero ostacolo all’evoluzione, intesa come ricerca di miglioramento delle prestazioni a minori costi, è infatti la paura di cambiare andando a modificare l’equilibrio e la qualità del servizio raggiunto nel tempo.

Per garantirsi una vera opportunità di evoluzione nel gestire il rinnovo dei contratti, la Funzione Acquisti e la Funzione Tecnica (responsabile della gestione) devono concordare una disponibilità al cambiamento che è il requisito fondamentale per un processo RFP/RFQ che porti risultati davvero positivi.

MM

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Prime città a 5G
17 marzo 2017 Banda ultralarga, Reti mobili, Telecomunicazioni

Il ministero dello sviluppo economico ha pubblicato ieri il bando per presentare il progetto di sperimentazione 5G nelle città di Milano, Bari, Matera, Prato e L’Aquila:

“Al fine di dare attuazione alla Comunicazione CE n.2016/588, c.d. “5G Action Plan” entro il 2020, il Ministero dello Sviluppo Economico, con avviso pubblico del 16 marzo 2017, ha aperto la procedura per l’acquisizione di proposte progettuali per la realizzazione di sperimentazioni pre-commerciali nella disponibilità di spettro radio 3.6 – 3.8 Ghz.”

Di seguito il testo del comunicato stampa e del bando pubblico:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/per-i-media/comunicati-stampa/2036228-5-citta-per-il-5g

http://www.mise.gov.it/index.php/it/normativa/notifiche-e-avvisi/2036226-5g-avviso-pubblico-per-progetti-sperimentali

E’ interessante notare che  “Il bando non è quindi rivolto solo agli operatori TLC ma anche ad altri soggetti di livello nazionale ed internazionale che vogliono sperimentare servizi con la tecnologia 5G, ad università, enti e centri di ricerca ed è incentivato il coinvolgimento di Pmi locali, startup ed enti pubblici.”

Un altro passo verso il futuro.

FM

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