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Decommissioning 3G: Vodafone accelera (forse troppo?) i tempi
02 ottobre 2020 Senza categoria

L’ANNUNCIO

Vodafone ha annunciato ufficialmente il progressivo decommissioning della rete 3G a partire da Novembre 2020.

Dopo aver sperimentato, lo scorso mese di Luglio 2020, il parziale spegnimento del 3G in alcune province italiane (Ravenna, Ferrara e Forlì-Cesena) Vodafone ha pianificato l’effettivo switch off della tecnologia 3G a livello nazionale.

Secondo il comunicato pubblicato su portale di Vodafone (Link: https://www.vodafone.it/portal/Privati/Per-il-Consumatore/Home/vodafone-informa): “l’obiettivo è di continuare a migliorare la qualità, l’efficienza e la sostenibilità della GigaNetwork, Vodafone intende potenziare la rete 4G attraverso una progressiva riduzione delle risorse di rete su tecnologia 3G a partire dal mese di Novembre 2020, fino a completarne la dismissione entro il 31 Gennaio 2021”

Ai clienti Corporate la comunicazione di Vodafone riguardo il decommissioning del 3G era già iniziata ad arrivare, in forma riservata, a fine dello scorso Luglio. Le tempistiche riportate dalle comunicazioni sembravano però seguire una linea diversa con tempistiche meno stringenti rispetto a quelle del comunicato ufficiale.

 

Non è chiaro quanto legittima sia questa iniziativa di Vodafone in quanto da parte di AGCOM e MISE, non esiste nessuna conferma dell’idoneità del piano di transizione ed è dubbia la adeguatezza e tempestività di una ‘campagna informativa’ che si basa su un post in un angolino del sito dell’operatore con soli 30 giorni di preavviso sulle prime possibili cessazioni.

In particolare segnaliamo che si è appena conclusa (il 15 Settembre) una approfondita consulta del MISE (https://www.mise.gov.it/index.php/it/213-normativa/notifiche-e-avvisi/2041136-avviso-29-maggio-2020-consultazione-pubblica-2g-e-3g) , i cui risultati non sono ancora pubblicati,  che si pone come obiettivo proprio quello di valutare i possibili percorsi da seguire nell’approccio alla dismissione delle reti GSM/UMTS, tra i quali è menzionata anche la eventualità di lasciare al singolo operatore la scelta di anticipare la dismissione; trattandosi di una consulta ancora in atto ci risulta strano che questa eventualità possa già essersi verificata.

 

LE IMPLICAZIONI PER I CLIENTI: I NOSTRI SUGGERIMENTI

La mossa strategica di Vodafone non avrà alcuna conseguenza negativa sulla tecnologia 2G e tanto meno sul 4G che anzi, potrà beneficiare di ulteriori risorse di rete liberate dalla tecnologia precedente.

Se da un lato, la scelta di Vodafone è in linea con il percorso evolutivo della propria rete consentendo, nei prossimi mesi, di ampliare maggiormente le aree coperte dalle tecnologie 4G e della futura rete 5G, dall’altro lato, anche per il poco preavviso fornito, creerà non pochi problemi a tutte le realtà che ancora oggi si basano sul servizio 3G.

Vediamo quindi di capire insieme i possibili ambiti che risentiranno maggiormente del decommissioning della tecnologia radio mobile di terza generazione e di quali accorgimenti prendere.

Dispositivi che non supportano il 4G

In generale tutti i dispositivi non abilitati al 4G potranno continuare a generare traffico voce e SMS utilizzando la tecnologia di rete 2G. I principali problemi si verificheranno per tutti i dispositivi che oggi non sono in grado di supportare connettività di quarta generazione e che effettuano traffico dati su rete 3G. Il progressivo spegnimento della rete 3G su tutto il territorio italiano creerà una sostanziale riduzione della velocità di connessione rendendola per alcuni settori inaccettabile.

 

Networks Speed

Immagine 1: https://en.wikipedia.org/wiki/Mobile_broadband

Per tutti gli ambiti in cui la velocità di trasmissione è un fattore determinante l’unica soluzione sarà provvedere al più presto alla sostituzione di tali dispositivi con apparati in grado di supportare la tecnologia di rete 4G o ad eventuali soluzioni di trasmissione alternative (esempio LPWAN).

Un caso diverso sono le realtà che utilizzano la rete 3G per la trasmissione di dati a bassa velocità, come ad esempio SIM installate in impianti o macchinari che non necessitano di particolari requisiti di banda. In questo caso prima di procedere alla sostituzione di tutti i dispositivi di trasmissione vi consigliamo di valutare la possibilità di utilizzare tecnologie come il FaxDati o SMS per l’invio dell’informazione su tecnologia 2G. Prima di procedere sarà necessario inoltre analizzare attentamente il piano tariffario di ogni SIM per valutare la compatibilità.

SIM con capacità inferiore a 128K

Uno dei requisiti minimi per poter utilizzare la tecnologia 4G è la disponibilità di una SIM con almeno una capacità di 128k. Se prima, il requisito non risultava effettivamente un vincolo per l’erogazione del traffico dati grazie alla presenza del 3G, oggi diventa un requisito fondamentale. Tutte le SIM con una capacità di 64k o inferiori dovranno essere sostituite per poter inviare dati su rete 4G.

Vodafone comunica che da oggi, 30 Settembre 2020, le utenze che non dispongono di tale requisito riceveranno una comunicazione con le informazioni necessarie e sarà possibile richiedere la sostituzione gratuita della SIM se questa ha una capacità inferiore ai 128k.  

Consigliamo in ogni caso di richiedere a Vodafone l’elenco delle SIM attive in azienda e di fare le opportune verifiche chiedendo dove necessario la sostituzione.

Dispositivi non abilitati al VoLTE

VoLTE è la tecnologia che consente di effettuare le chiamate telefoniche utilizzando la rete 4G e beneficiando in questo modo di una maggior qualità dell’audio rispetto alle tecnologie precedenti. E’ oggi una tecnologia supportata dalla maggior parte degli smartphone moderni ma può non essere disponibile sui dispositivi meno recenti (parliamo di modelli antecedenti al 2016 per Samsung e al 2015 per Apple).  Onde evitare una riduzione della qualità delle chiamate vocali, vi consigliamo di verificare che i vostri terminali supportino questa funzionalità. Vi proponiamo di seguito il sito di Vodafone che consente di verificare la compatibilità del vostro smartphone con il VoLTE:

https://www.vodafone.it/portal/Privati/Vantaggi-Vodafone/Per-i-gia-Clienti/Vodafone-Power-Voice

Verificare inoltre che il vostro smartphone sia aggiornato alla versione più recente e di abilitare il servizio VoLTE nel seguente modo:

  • Da Android: Impostazioni > Connessioni > Reti mobili > Chiamata VoLTE
  • Da IOS: Impostazioni > Cellulare > Opzioni dati cellulare > Abilita 4G > Voce e dati

Il servizio VoLTE sembra attualmente reso disponibile anche agli utenti dei principali MVNO che si appoggiano alla rete di Vodafone e che quindi risentiranno delle stesse problematiche.

In prospettiva futura, vista la direzione presa da Vodafone, sarà importante vedere come si comporteranno su questo fronte anche gli altri MNO visto che attualmente il servizio VoLTE non è attivo per tutti i MVNO (Fastweb Mobile, Tiscali Mobile, Kena Mobile).

Viste le strette tempistiche del piano di decommissioning del 3G definite da Vodafone il consiglio è di verificare tempestivamente gli ambiti in cui oggi utilizzate tale tecnologia e di valutare le possibili strategie da adottare anche in ottica delle possibili mosse future degli altri MNO: è probabile che a breve anche gli altri operatori di rete mobile seguiranno la stessa la direzione di Vodafone.

 

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CONSEGUENZE A BREVE E LUNGO TERMINE DEL COVID-19 SU TECNOLOGIA E MERCATI FINALI
27 marzo 2020 Senza categoria

Vi proponiamo di seguito una sintesi e alcune parti tradotte del testo originale della ricerca svolta da AB-Research con l’obiettivo di individuare i possibili impatti che il COVID-19 potrebbe avere sul mondo tecnologico e sui mercati finali.

 

LA SINTESI DI CAPCOST

Secondo ABI Research l’effetto della pandemia potrebbe avere degli impatti positivi a lungo termine per le aziende tecnologiche e per quelle che investono in tecnologia. L’epidemia Coronavirus (COVID-19) e la reazione globale alla pandemia potrebbe essere uno stimolo per un cambiamento che costringerà le aziende a ripensare radicalmente al loro modo di operare e ad incentivare gli investimenti tecnologici per fare in modo che questo accada.

Questa situazione potrebbe portare ai seguenti risultati:

 

1) Lo slancio della tecnologia 5G e dei suoi dispositivi sarà rallentato, ma emergeranno nuovi use cases

Il 5G ha raggiunto uno slancio significativo nella fine del 2019, ma l’attuale epidemia rallenterà il suo progresso. I lanci delle prime reti 5G SA a livello commerciale previsti per il 2020 subiranno sicuramente uno slittamento causato dal rallentamento delle prove e test per verificare le prestazioni e la stabilità della rete.

Il virus avrà un impatto anche sugli smartphone 5G: I volumi delle spedizioni per gli smartphone 5G nel 2020 saranno molto più bassi di quanto precedentemente previsto, rallentati da una domanda paralizzata e una catena di approvvigionamento stagnante. Indubbiamente, il mercato dovrà anche affrontare numerose interruzioni e ritardi, in particolare il lancio dei primi iPhone 5G di Apple che dovrebbero apparire a settembre 2020.

La diffusione del virus ha fornito sicuramente una grossa lezione sia agli operatori di rete che alle autorità collegate. Gli operatori dovrebbero essere in grado di gestire il rischio di affidarsi a pochi fornitori che dominano il mercato delle infrastrutture. Il secondo dovrebbe sottolineare l’importanza di adottare le nuove tecnologie e capire come queste possano essere utilizzate in tempi turbolenti per migliorare il business e l’intera società.

 

2) Una mossa più concertata e diffusa verso la produzione a “luci spente”

La crisi che stiamo vivendo ha evidenziato il potenziale valore dell’automazione dei processi industriali per mitigare le interruzioni nella catena di fornitura e nella forza lavoro. Nei prossimi anni vedremo sicuramente una forte crescita di investimenti in tecnologie che permetteranno di automatizzare processi di produzione aziendale con l’obiettivo di svincolarsi sempre più dalla presenza dell’essere umano. Il ruolo del 5G risulterà essere fondamentale nella realizzazione di tali processi

 

3) Aumento dell’utilizzo di veicoli autonomi nei settori legati alla logistica e consegna merci

Per le aziende nascenti che sviluppano robot mobili per la consegna, la gestione della logistica, la sicurezza e altro ancora la crisi che stiamo vivendo rappresenta un’opportunità per mostrare il loro valore. In tutto il mondo sviluppato, è probabile che nei prossimi anni i servizi di logistica, sanitari e le agenzie di sicurezza facciano sviluppare e implementare le nuove applicazioni basandosi su tecniche robotizzate per aumentare l’efficienza e l’affidabilità.

 

4) Una catena di fornitura più integrata, diversificata e coordinata

Dopo la crisi del coronavirus si prevede che nel medio lungo periodo molti fornitori considereranno di diversificare la produzione in diversi stati riducendo al minimo la dipendenza da un singolo paese, produttore o fornitore di tecnologia. Ciò contribuirà ad alleviare i rischi della catena di approvvigionamento in futuro, allontanandosi dalla Cina e trasferendosi in mercati come Taiwan, India e Vietnam, o persino in paesi al di fuori dell’Asia-Pacifico.

 

5) Investimenti nelle smart city e in generale nel mondo IOT per sostenere la resilienza della comunità

Le precauzioni per il COVID-19 porteranno nuove routine nella vita quotidiana di molti milioni di persone, dentro e intorno alle loro case. I principali venditori soluzioni per le smart home e smart city possono certamente enfatizzare il loro ruolo per migliorare le routine quotidiane all’interno di una casa e la capacità di ridurre al minimo il contatto con le superfici condivise, oltre che a garantire e automatizzare le consegne a domicilio.

Nei prossimi anni assisteremo molto probabilmente all’integrazione del monitoraggio delle smart home con il monitoraggio della salute a distanza con una serie di funzioni come: la raccolta di punti di dati personali sulla salute (temperatura, attività, frequenza cardiaca) insieme ai dati ambientali (qualità dell’aria o occupazione) per aiutare nella risposta e nell’impegno più ampio per la gestione della salute nelle città intelligenti.

Verrà messa in campo un’ampia gamma di piattaforme tecnologiche flessibili per mitigare almeno i peggiori effetti dell’impatto delle emergenze che colpiranno il mondo in futuro.

 

6) Incremento dell’automazione, sensori IoT e di algoritmi di AI nel mondo della sanità

Nei prossimi anni la sanità sarà un mercato in cui la tecnologia ricoprirà il primo posto per proteggerci meglio contro possibili crisi sanitarie future.

Le istituzioni sanitarie non possono più ignorare il ruolo dell’IA nel loro flusso giornaliero. ABI_Research prevede che la spesa per l’IA nell’industria sanitaria e farmaceutica aumenterà da 463 milioni di dollari nel 2019 a più di 2 miliardi di dollari entro il 2025.

L’implementazione di robot e l’utilizzo di sensori IoT in ambito sanitario potranno sempre più sostenere e facilitare il lavoro dei medici.

 

7) Un passaggio a spazi di lavoro e pratiche virtuali

Le organizzazioni dovranno essere sempre più flessibili e in grado di supportare e incentivare il lavoro, l’apprendimento e la formazione a distanza. AR / VR potranno avere nel prossimo decennio un ruolo fondamentale nella trasformazione digitale, sia a fini di marketing che a fini di istruzione e formazione.

L’adozione di queste pratiche implica però la necessità di un’infrastruttura wireless ad alta velocità e altamente sicura verso e all’interno della casa. Ciò potrebbe portare a incentivare la realizzazione di reti in fibra ad alta velocità o dell’ultimo miglio, e alla realizzazione di una solida connettività in tutta la casa tramite sistemi mesh e attraverso l’utilizzo del Wi-Fi a 6 GHz.

 

 

PARTI ORIGINALI DEL TESTO DELLA RICERCA DI AB-RESEARCH

  • 5G Devices, Smartphones & Wearables 

Non è chiaro quale sarà l’effetto completo o duraturo del COVID-19 sull’ecosistema dei dispositivi mobili, ma nel breve e medio termine, avrà un forte impatto sul mercato degli smartphone. Oltre ad avere un impatto sia sulla domanda che sulla catena di fornitura, influenzerà in particolare la volontà del settore di portare il 5G a livelli di prezzo più bassi nel 2020, smorzando seriamente il suo potenziale di crescita.

Si prevede inoltre che l’epidemia vedrà molti operatori accelerare e costruire centri di produzione al di fuori della Cina, riorganizzando i propri fornitori per combattere l’apparente eccessiva dipendenza del mercato dalla Cina. Indubbiamente, la Cina rimarrà ancora al centro della produzione globale, anche se spetterà ai principali fornitori mettere in atto piani di emergenza per la produzione futura. Questo nonostante i lunghi tempi e gli sforzi che ci si aspetta di compiere per allontanarsi dal mercato cinese, visto che molti vi si sono saldamente radicati da anni.

 

  • 5G Markets

Diverse industrie, governi e organizzazioni pubbliche trarranno una grande lezione dalla crisi attuale e dovrebbero prepararsi ad affrontare meglio le pandemie su larga scala, riducendo al minimo le loro perturbazioni e qualsiasi successiva recessione economica. I responsabili delle decisioni dovranno rafforzare le loro misure di emergenza e razionalizzare la loro dipendenza dai mezzi fisici, come la partecipazione a eventi non necessari o la formazione, soprattutto quando hanno a disposizione alternative digitali. Dovranno investire di più nell’educazione della popolazione sui benefici di uno stile di vita digitale equilibrato e spingere le imprese ad accelerare la loro trasformazione digitale.

Situazioni come queste sottolineano l’importanza di un sistema sanitario tecnologicamente aggiornato e di una maggiore automazione nelle fabbriche e nei punti di produzione. Tuttavia, la situazione attuale intorno a COVID-19 implicherà una riorganizzazione degli sviluppi e distribuzione della tecnologia 5G. Le esperienze vissute permetteranno di fare delle considerazioni riguardo allo sviluppo di applicazioni 5G in campo sanitario e nella produzione agroalimentare. Anche i telco dovranno essere pronti a sostenere eventuali cambiamenti.

 

  • 5G & Mobile Network Infrastructure 

Nel lungo periodo, gli effetti del virus accelereranno probabilmente la tendenza a rendere le catene di fornitura 5G più robuste e meno dipendenti da un insieme molto piccolo di fornitori.

C’è poco che gli operatori mobili possano fare attualmente per contrastare gli effetti del virus, ma a lungo termine l’intera catena del valore dovrebbe lavorare insieme per creare un ecosistema più aperto. Questo ecosistema dovrebbe essere posizionato principalmente per creare piattaforme aperte che molte aziende diverse possono utilizzare per creare valore aggiunto. Ciò sarà particolarmente vitale per il successo dell’impresa 5G.

Il 5G ha raggiunto uno slancio significativo, ma l’attuale epidemia rallenterà il suo progresso. Una grande lezione è stata fornita dalla diffusione del virus sia agli operatori di rete che alle autorità collegate. I primi dovrebbero essere in grado di gestire il rischio di affidarsi a pochi fornitori che dominano il mercato delle infrastrutture. Il secondo dovrebbe abbracciare le nuove tecnologie e capire come queste possano essere utilizzate in tempi turbolenti per migliorare il business e la società.

 

  • AI & Machine Learning 

Le istituzioni sanitarie non possono più ignorare il ruolo dell’IA nel loro flusso giornaliero. Le spese globali di R&S per l’industria farmaceutica sono stimate tra i 180 e i 195 miliardi di dollari nel 2022.

Si prevede che la spesa per l’IA nell’industria sanitaria e farmaceutica aumenterà da 463 milioni di dollari nel 2019 a più di 2 miliardi di dollari entro il 2025. Inutile dire che l’industria farmaceutica è un mercato significativo a cui i fornitori di hardware e software di IA dovrebbero rivolgersi.

 

  • Augmented & Virtual Reality 

Il mercato dei consumatori AR e i produttori di occhiali intelligenti hanno un rischio relativamente minore in termini di perdita di potenziali clienti e potrebbero non notare una significativa riduzione dei pre-ordini / spedizioni, perché i dispositivi di consumo AR non sono un prodotto ad alta domanda allo stadio attuale del mercato e la concorrenza è ancora debole.

Tuttavia, sia le soluzioni AR che quelle VR possono contribuire ad affrontare le sfide. L’AR/VR può essere uno strumento utile per sostenere/supplementare i corsi di formazione online (nelle regioni in cui le scuole/università sono chiuse e si affidano all’apprendimento online (ad esempio, alcune scuole degli Emirati Arabi Uniti (EAU)).

Inoltre, le applicazioni di assistenza remota AR o la formazione AR/VR possono essere una soluzione valida per evitare viaggi inutili, e la scelta dell’hardware ha un impatto minore su questi casi d’uso.

 

  • Digital Security 

Tutti all’interno dell’ecosistema dei pagamenti hanno un ruolo da svolgere, dalle reti di pagamento, fino ai commercianti. I commercianti possono mettere in atto misure per disinfettare regolarmente i registratori di cassa e i dispositivi POS per rassicurare gli acquirenti e le reti di pagamento. Le banche e gli acquirenti potrebbero collaborare per aumentare temporaneamente i limiti di spesa senza contatto per contribuire a mitigare la manipolazione fisica e il contatto dei dispositivi POS.

 

  • Industiral, collaborative & commercial robotics 

Per alcuni fornitori di robotica, in particolare per i grandi attori dello spazio industriale, COVID-19 aggiungerà un ulteriore stress ad un mercato difficile e potrebbe costringere a significativi tagli di personale e di spesa, ostacolando gravemente l’automazione. Dall’altro lato la crisi ha evidenziato il potenziale valore dell’automazione dei processi industriali per mitigare le interruzioni nella catena di fornitura e nella forza lavoro. Per le aziende nascenti che sviluppano robot mobili per la consegna, la sicurezza e altro ancora, la crisi rappresenta un’opportunità per mostrare il loro valore.

In tutto il mondo sviluppato, è probabile che i servizi sanitari e le agenzie di sicurezza vengano sottoposti a test con l’obiettivo di dimostrare nuove possibili implementazioni utilizzando tecniche robotizzate e automatizzate. ABI Research raccomanda agli operatori industriali di sviluppare soluzioni personalizzate per i casi d’uso non-manufacturing o di cercare di costruire soluzioni complete per consentire uno scale-up nella produzione di forniture mediche. Per i fornitori di robotica mobile e le aziende di software che si rivolgono a mercati più nascenti, ciò rappresenta una grande opportunità per sottolineare l’importanza della robotica per affrontare le emergenze nazionali, oltre che per mitigare lo shock economico.

 

  • Industrial & Manufacturing 

L’industria 4.0 ha ricevuto molta attenzione; tuttavia, l’attenzione si è concentrata sulle attività all’interno dei cancelli della fabbrica. Ma gli investimenti nella robotica, nei sensori dell’Internet degli oggetti (IoT) e altro ancora presuppongono che le linee di assemblaggio ricevano ancora un flusso costante di materie prime dall’esterno. COVID-19 dimostra che i produttori devono concentrarsi sulle capacità di produzione dei loro fornitori come lo sono nei loro stabilimenti.

 

  • M2M, IoT & IoE

L’impatto maggiore del COVID-19 è rappresentato dalle sue restrizioni al movimento per limitare la diffusione della malattia. Questo, a sua volta, sta limitando non solo la domanda di viaggi d’affari, di vacanze e di eventi in generale ma anche le attività produttive in cui le persone guidano molti dei processi di costruzione e di supporto.

Prese nel loro insieme, queste restrizioni stanno rallentando il flusso sia di persone che di merci, influenzando così la catena di fornitura che supporta questi flussi. La diffusione relativamente rapida del virus non ha prodotto alcun impatto notevole sui fornitori IOT e sulle loro operazioni. Tuttavia, ci saranno implicazioni nel breve e nel lungo termine per la catena di fornitura IoT per le quali ABI Research offre alcune raccomandazioni da prendere in considerazione:

  1. Per i fornitori di hardware IoT, le valutazioni della catena di approvvigionamento sono già state avviate a causa della guerra commerciale. Ma ora è un buon momento per rivalutare le posizioni in vari mercati dell’IoT, sia per potenziali opportunità dovute alla pianificazione nel lungo termine da parte delle imprese che utilizzano l’IoT, sia per potenziali pressioni sui prezzi nel caso in cui i fornitori cinesi uscissero dalla pandemia con prezzi più bassi dei prodotti per mantenere i volumi di spedizione.
  2. L’automazione e il monitoraggio remoto saranno due aree che riceveranno maggiore attenzione nel 2020 per i servizi dell’internet degli oggetti grazie al COVID-19. La sanità sarà un altro mercato in cui la tecnologia sarà al primo posto per proteggerci meglio contro future crisi sanitarie. I fornitori dell’internet degli oggetti dovrebbero porre maggiore enfasi sulla ricerca di opportunità e sullo sviluppo di servizi per questi mercati per capitalizzare sul COVID-19.

Le società di servizi energetici e idrici dovranno effettuare i giusti investimenti strategici a lungo termine nella tecnologie IoT per affrontare le varie complessità derivanti dalle crescenti aspettative dei consumatori, riducendo al minimo l’impatto delle interruzioni esterne sulle operazioni quotidiane. Inoltre, le utilities dovranno acquisire capacità per migliorare la gestione delle informazioni e dotare i dipendenti di strumenti che consentano comunicazioni aziendali nelle situazioni critiche e migliorino l’impegno con i consumatori. I fornitori di piattaforme IoT basate sul cloud dovranno lavorare in modo proattivo con i fornitori di servizi di utilità per integrare i sistemi ERP e le piattaforme di gestione dei servizi sul campo con i database cloud in tempo reale, come i database delle amministrazioni regionali che seguono da vicino l’epidemia di COVID-19. Queste informazioni in tempo reale consentirebbero ai fornitori di servizi di utilità di identificare le aree ad alto rischio colpite e di trovare percorsi alternativi o ordini di lavoro per le squadre sul campo.

Inoltre, tale integrazione consentirebbe alle utility di prendere decisioni rapide sull’allocazione delle risorse in base alle informazioni in tempo reale provenienti dalle loro risorse OT (Operational technology), rispettando al contempo le normative regionali e migliorando l’efficienza operativa.

Per le utility attualmente sulla via della digitalizzazione delle loro operazioni, la convergenza tra OT e IT per creare un sistema informativo unificato delle risorse sta diventando sempre più critica per la resilienza della rete a prova di futuro e per garantire la continuità del servizio.

L’internet degli oggetti è un’industria che, man mano che cresce, dovrebbe contribuire ad alleviare tali disagi, siano essi causati da malattie o da altro. Sempre più spesso, le infrastrutture di servizi pubblici automatizzati e gli ambienti di produzione automatizzati possono continuare a funzionare normalmente con un minore ricorso all’interazione umana. Inoltre, il dispiegamento di infrastrutture automatizzate basate su sensori può monitorare meglio il flusso di passeggeri attraverso i porti di transito per specifici segni di malattia. La malattia può essere identificata più velocemente e i pazienti possono essere curati prima, migliorando le loro possibilità di guarigione. La diffusione di un’infezione può essere ridotta, mentre le infrastrutture essenziali sono rese più resistenti. I sistemi di allarme rapido impediscono ai servizi sanitari di essere sopraffatti, preservando la loro efficacia, poiché i servizi sovraccarichi sono meno in grado di aiutare i pazienti con altre esigenze.

Reazioni di tipo istintivo provocano la riallocazione e la monopolizzazione di risorse preziose. Quindi, la preparazione attraverso il monitoraggio continuo, per gentile concessione dell’Internet degli oggetti, conta. Le pandemie non sono discriminatorie. Persone di qualsiasi provenienza possono essere vittime. Non esiste un livello di società o di economia che sia immune.

La rapida condivisione delle informazioni per il coordinamento degli sforzi tra i governi è qualcosa che i sensori, l’intelligenza artificiale e la nuvola possono potenziare. Gli allarmi e i cruscotti in tempo reale possono tracciare la diffusione di un problema e fornire informazioni pratiche alle persone nelle vicinanze su come rispondere al meglio alla situazione.

 

  • Smart cities & smart places 

Anche se sarà difficile prepararsi a minacce specifiche ancora sconosciute, la messa in atto di un’ampia gamma di piattaforme tecnologiche flessibili sarà determinante per mitigare almeno i peggiori effetti dell’impatto delle emergenze che colpiranno il mondo in futuro.

 

  • Smart home 

Le precauzioni per COVID-19 porteranno nuove routine nella vita quotidiana di molti milioni di persone, dentro e intorno alle loro case. I venditori di case intelligenti e i fornitori di sistemi possono certamente enfatizzare il ruolo della voce e di altre implementazioni per la casa intelligente per migliorare le routine quotidiane all’interno di una casa e la capacità di ridurre al minimo il contatto con le superfici condivise, oltre a garantire e automatizzare le consegne a domicilio. Vi è il ruolo di integrare il monitoraggio della casa intelligente e il monitoraggio della salute a distanza con una serie di funzioni, come la raccolta di punti di dati personali sulla salute (temperatura, attività, frequenza cardiaca) insieme ai dati ambientali (qualità dell’aria o occupazione) per aiutare nella risposta e nell’impegno più ampio per la gestione della salute nelle città intelligenti.

 

  • Smart Mobility & automotive 

L’industria automobilistica è tipicamente tra le verticali più esposte a pandemie, disastri ambientali e shock economici, dato che un’automobile è il secondo acquisto più costoso per il consumatore e che ogni veicolo è costruito su una catena di fornitura altamente frammentata e globalizzata. I produttori OEM devono evitare la tentazione di mischiare semplicemente i luoghi di produzione (che offre poca robustezza alle malattie infettive su scala pandemica) e devono invece investire in tecnologie come l’IA, la robotica e i robot collaborativi (cobot) per ridurre al minimo la loro esposizione a epidemie infettive nelle economie emergenti.

 

  • Video & Cloud Services 

In questo frangente, al di fuori degli eventi e dei luoghi pubblici, i maggiori fornitori di contenuti e servizi all’interno dei mercati dei media e dell’intrattenimento non stanno proiettando un impatto significativo da COVID-19.  Tuttavia, una lotta prolungata a livello mondiale per contenere il virus produrrà certamente problemi più significativi per tutte le aziende in tutto il panorama dei media e dell’intrattenimento. Per combattere alcuni di questi problemi, i detentori di contenuti potrebbero lavorare con servizi per modificare le finestre di rilascio; ad esempio, un film più piccolo potrebbe passare meno tempo nelle sale e colpire lo spazio digitale ad un ritmo accelerato per sfruttare le mutevoli esigenze del pubblico. Inoltre, se si verifica un rallentamento delle uscite dei contenuti, gli sconti sui prezzi dei servizi potrebbero contribuire a mantenere positiva la crescita degli abbonamenti e, se estesi agli abbonati esistenti (o incentivi alternativi), potrebbero contribuire a ridurre il rischio di perdite notevoli.

 

  • WI-FI, Bluetooth & Wireless Connectivity 

Le organizzazioni dovranno sempre più essere flessibili e in grado di supportare e incoraggiare le opzioni per il lavoro, l’apprendimento e la formazione a distanza. Investi in mostre e vetrine digitali alternative e comprendi quale ruolo potrebbero avere tecnologie come AR / VR nel prossimo decennio di questa trasformazione digitale, sia a fini di marketing, istruzione o formazione. Tuttavia, tutte queste trasformazioni a lungo termine richiedono una profonda comprensione della necessità di un’infrastruttura wireless ad alta velocità e altamente sicura verso e all’interno della casa. Ciò potrebbe portare a maggiori incentivi alla realizzazione di reti in fibra ad alta velocità o dell’ultimo miglio, una migliore consapevolezza della necessità di una solida connettività per tutta la casa tramite sistemi mesh e l’adozione del Wi-Fi a 6 GHz e dell’ultimo Wi- Standard Fi. Inoltre, potrebbe portare a una maggiore sicurezza Wi-Fi domestica, a una migliore educazione alla sicurezza informatica e a una migliore comprensione della necessità di ulteriore capacità Wi-Fi negli anni a venire

 

LINK ALL’ ARTICOLO ORIGINALE: https://go.abiresearch.com/lp-taking-stock-of-covid-19

 

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Fine della fatturazione a 4 settimane – si applica anche ai contratti per Aziende?
17 marzo 2018 Senza categoria

Proviamo a fare un po’ di chiarezza sulla nuova normativa sulla fatturazione (Legge 172-2017) e sulla sua applicabilità ai CONTRATTI NEGOZIATI per le Aziende a partire dal 5 Aprile 2018.

Il linguaggio usato dal legislatore al solito è molto involuto e la confusione che sembra regnare parlando con clienti e rappresentanti commerciali degli operatori ne è una probabile conseguenza.

Dalla nostra analisi del testo, riteniamo che l’applicabilità della legge sia limitata ai soli CONTRATTI PER ADESIONE (modulistica preformata usata per consumatori, professionisti e piccole imprese) e che non si estenda automaticamente anche ai CONTRATTI NEGOZIATI (contratti con condizioni ad-hoc negoziate, tipicamente usati con le medie e grandi aziende).

Infatti:

  1. le disposizioni di cui alla legge 172-2017, Art.19-quinquiesdecies sono un emendamento al cosiddetto “Decreto Bersani” del 2007 che aveva fissato dei paletti a tutela dei consumatori di servizi di comunicazioni elettriche
  2. il c.d. “Decreto Bersani” del 2007 riguarda appunto la tutela dei consumatori (e non delle grandi aziende che si tutelano da sole) e si applica solo ai ‘CONTRATTI PER ADESIONE’ (Art. 1 – Comma 3)

Dopo di che, per estensione, le norme passano nell’uso di mercato e diventano delle consuetudini anche laddove non previsto esplicitamente dal legislatore, rendendo “anomale” condizioni diverse da quanto previsto dal decreto Bersani (come ad esempio penali di cessazione maggiori del tetto fissato di 100€ IVA inclusa). Va sottolineato che in un CONTRATTO NEGOZIATO questo è lecito.

In conclusione, questo significa che le Aziende con CONTRATTI NEGOZIATI aventi il ciclo di fatturazione a periodi di 4 settimane potranno vedersi mantenute, a discrezione dell’operatore, le 4 settimane (o i 30 giorni, come nel caso di Vodafone) anche dopo il termine del 5 Aprile.

COSA FARE:

  • Per i clienti che hanno un contratto con fatturazione a 4 settimane in corso di validità: sfruttare la prima occasione di revisione contrattuale con l’operatore per richiedere il passaggio alla fatturazione su base mensile. Anche se il passaggio non comporta risparmi su base annua, semplifica la gestione delle fatture.
  • Per i clienti che stanno negoziando adesso un contratto (e a maggior ragione per chi rinegozierà un contratto dopo il 4 Aprile): non accettare la fatturazione a 4 settimane ed esigere la fatturazione mensile, aderendo già all’uso di mercato che diventerà predominante.

Sarà interessante capire il comportamento di Vodafone che utilizza solo modalità di fatturazione non conformi alla nuova normativa; oltre a quella su 4 settimane, la modalità standard di fatturazione di Vodafone è una fatturazione su periodi di 30 giorni solari e non mensile. Abbiamo da tempo segnalato questo tema in questo articolo: ogni anno si perdono 5 giorni, portando a un aumento implicito dei prezzi del 1,4% e al fenomeno di precessione della data di emissione delle fatture che complica la vita a chi deve contabilizzarle.

Contattaci per dubbi, approfondimenti o un’analisi specifica del tuo contesto!

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RLAH / Roaming Zero – cosa comunicare ai dipendenti?
16 giugno 2017 Senza categoria

Il 15 Giugno è stato il giorno del roaming zero in Europa (c.d. RLAH), la domanda “ma allora adesso possiamo viaggiare in Europa con il nostro cellulare e usarlo senza limitazioni e senza pagare il roaming” sta arrivando da tanti clienti, segnaliamo le risposte standard predisposte dalla Commissione UE, disponibili in varie lingue da un paio di giorni sul sito https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/faq/frequently-asked-questions-roam-home, che in realtà sono incomplete per l’aspetto più importante per chi gestisce questi servizi a livello aziendale: che impatto ha sui dipendenti? Cosa comunicare internamente?

La considerazione fondamentale è che per i contratti negoziati non c’è impatto automatico e quindi si dovrebbe continuare ad operare come in precedenza …
ma magari qualche operatore applica le norme standard anche ai contratti “BID” (negoziati) e allora diventa interessante la risposta al quesito 9:

9. Già dispongo di un particolare piano tariffario di roaming che ho scelto appositamente (ad esempio: pago un po’ di più rispetto al prezzo del
roaming regolamentato nell’UE, ma usufruisco di prezzi molto convenienti quando utilizzo i servizi di roaming negli USA e nel
Canada, dove mi reco spesso in viaggio). Potrò mantenere il mio piano tariffario dopo il 15 giugno 2017?

  • Sì. Prima del 15 giugno 2017 l’operatore la contatterà per chiederle se desidera mantenere la sua specifica tariffa di roaming. Le basterà confermare di volerla mantenere. In caso di risposta negativa o di mancata risposta, saranno applicate automaticamente le nuove norme sul roaming a tariffa nazionale.

Ma è importante che i dipendenti siano consapevoli che il roaming in Europa in realtà all’azienda continua a costare, perché ci sono ancora tariffe all’ingrosso tra operatori (un GB costa comunque 7,7€) e i contratti che NON PREVEDONO il roaming incluso sono mediamente PIÙ CONVENIENTI di quelli che lo prevedono.

Ecco quindi un abbozzo di una comunicazione interna per i dipendenti:

  • Con riferimento ai servizi di telefonia mobile aziendali l’entrata in vigore del c.d. “Roaming Zero”, con decorrenza 15 giugno 2017, necessita un commento per evitare che i traffici in roaming vengano incrementati in modo non controllato con un conseguente impatto sulla spesa complessiva per questi servizi.
  • E’ da oggi prevista l’abolizione dei costi extra previsti dal roaming internazionale dei servizi di rete mobile negli Stati appartenenti all’Unione Europea, consentendo agli utenti di continuare ad utilizzare la propria tariffa nazionale per ogni tipo di comunicazione, senza alcun costo aggiuntivo e senza attivare alcuna opzione tariffaria speciale (da cui l’acronimo RLAH = “Roam Like At Home”).
  • La disposizione deve ritenersi applicata automaticamente sui “contratti per adesione“ (le offerte standard che possono sottoscrivere i Privati e le Partite Iva senza un accordo scritto tra le parti), ma non è valida per i “contratti negoziati” come quelli che regolano i servizi di rete mobile in uso ai dipendenti della nostra AZIENDA, pertanto le condizioni di fornitura previste dai profili aziendali già comunicate non subiranno variazioni: nel caso di utilizzo del cellulare all’estero in Europa restano pertanto valide le limitazioni e opzioni tariffarie già comprese nelle policy aziendali di utilizzo dei servizi di rete mobile.

CC

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Open Fiber, acquisto di Metroweb – Commento
29 dicembre 2016 Senza categoria

Come previsto Enel Open Fiber (OF) ha perfezionato l’acquisto e la fusione per incorporazione di Metroweb e così si completa l’iter iniziato con l’annuncio dello scorso luglio.

Secondo i piani di OF la copertura si estenderà a 250 città da qui al 2021 ma le prime dove OF farà la differenza saranno Cagliari e Padova, dove i lavori sono già iniziati, e Venezia dove nel corso dell’estate è stato stipulato un importante accordo con l’amministrazione comunale.

La concorrenza sulle infrastrutture in fibra si fa quindi concreta ed esce dall’ambito ristretto di poche aree metropolitane; dal punto di vista del procurement delle grandi organizzazioni distribuite sul territorio diventa evidente che solo una politica di acquisto multifornitore correttamente organizzata possa ottenere nel medio periodo validi benefici da questa trasformazione del mercato.

Per approfondire:

http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/45023_open-fiber-perfeziona-acquisto-di-metroweb-nominato-il-cda.htm

http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/42818_venezia-sceglie-enel-per-portare-la-fibra-in-tutte-le-case.htm

http://www.corrierecomunicazioni.it/tlc/42757_enel-metroweb-e-fatta-37-miliardi-per-cablare-250-citta.htm

https://www.enel.it/it/media/press/d201612-open-fiber-perfeziona-lacquisizione-di-metroweb.html

 

 

 

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