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Reti WAN – perché è il momento di aggiornarle

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Reti WAN – perché è il momento di aggiornarle
08 settembre 2017 Banda ultralarga, SD-WAN, Telecomunicazioni

La rete WAN aziendale continua ad essere uno dei servizi trainanti per lo sviluppo del business delle aziende.
Le applicazioni aumentano e sono sempre più bandwith-consuming: a fianco delle applicazioni core-business, sono cresciute enormemente le applicazioni “intranet” che supportano i processi interni all’azienda.
Inoltre si fa sempre più ricorso ad applicazioni esternalizzate, che richiedono ampia capacità di connessione Internet gestita centralmente, per garantire i necessari livelli di sicurezza.
Da ultimo la resilienza delle connessioni è un “must” che va ricercato mantenendo i costi dei circuiti ad un livello accettabile.

I fornitori di servizi rispondono a queste esigenze ampliando sempre più l’offerta commerciale, attingendo anche alle tecnologie che, nate per la clientela consumer, vengono “vestite” di servizi per renderle utili alla clientela Business.

E’ il caso ad esempio della tecnologia FTTC/VDSL2 che, sfruttando la maggior distribuzione di Fibra Ottica ai cabinet posti nella vicinanza delle sedi cliente, utilizza i doppini di rame per erogare servizi di trasmissione dati ad elevate velocità con buone prestazioni ed a costi contenuti. Questa tipologia di collegamenti può essere impiegata come Back-up di circuiti più tradizionali, in modo da coniugare l’esigenza di incremento dell’affidabilità con la necessità di contenere la spesa.

Per le aziende più evolute, che fondano il loro business sulla disponibilità dei servizi di rete, si sta poi oggi affacciando sul mercato una nuova architettura che modifica il paradigma di servizio fino ad oggi utilizzato: si tratta dell’architettura SD-WAN (Software Defined Wide Area Network), che prevede di far gestire ad appositi apparati di networking, dislocati presso le sedi del cliente, tutte le diverse tipologie di connessioni acquisite da carrier diversi e caratterizzate da tecnologie diversificate.
In questo modo la connettività e le prestazioni erogate dalla rete non dipendono più da un singolo carrier, ma sono gli apparati di networking che utilizzano le diverse connessioni per instradare il traffico, tenendo conto delle loro caratteristiche.

Ecco quindi che una sede può disporre di un circuito tradizionale (ad es. in FO ad alte prestazioni), di una connessione internet (con minor prestazioni e basso costo) e di una connessione mobile LTE (che non utilizza quindi circuiti fisici) forniti da tre carrier diversi e l’apparato SD-WAN che gestisce queste tre connessioni provvede ad inoltrare il traffico su quella che meglio risponde ai requisiti del tipo di traffico stesso, consentendo livelli di flessibilità e affidabilità a dei prezzi fino ad oggi irraggiungibili.
Sul mercato sono disponibili varie tecnologie, in primis quella di Cisco che dopo una serie di acquisizioni si candida ad essere leader in questo mercato.

Proprio per le sue caratteristiche l’architettura SD-WAN può rispondere a diverse scelte in termini gestionali:

– per i clienti orientati ad una gestione “diretta” della rete la soluzione ideale è appoggiarsi ad un partner (della tecnologia scelta ad es. di Cisco, Nokia,…) dotato di adeguate certificazioni

– per i clienti orientati all’esternalizzazione dei servizi possono essere i carrier stessi a proporre una architettura SD-WAN che risponda ai requisiti del cliente di incremento della capacità trasmissiva a costi contenuti.

A fronte di tutte queste novità nel mondo del networking, la parola chiave per far evolvere la propria rete è essere disposti al cambiamento. Spesso il vero ostacolo all’evoluzione, intesa come ricerca di miglioramento delle prestazioni a minori costi, è infatti la paura di cambiare andando a modificare l’equilibrio e la qualità del servizio raggiunto nel tempo.

Per garantirsi una vera opportunità di evoluzione nel gestire il rinnovo dei contratti, la Funzione Acquisti e la Funzione Tecnica (responsabile della gestione) devono concordare una disponibilità al cambiamento che è il requisito fondamentale per un processo RFP/RFQ che porti risultati davvero positivi.

MM

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TIM – Nuove modifiche delle condizioni tariffarie per le aziende del 27 Luglio 2017
31 agosto 2017 Reti mobili, Tariffe, Telecomunicazioni

In data 27 Luglio, TIM ha emesso tre comunicazioni di modifica unilaterale delle condizioni tariffarie per le aziende.

La prima (link) riguarda solo Professionisti e PMI e determina il passaggio da 1 mese a 4 settimane su alcuni vecchi profili tariffari (in particolare quelle della famiglia TIM Tutto Business), con un aumento implicito del canone annuo del +8,4% (come ormai ben noto, si passa da 12 mesi a 13 periodi quadrisettimanali all’anno).

La seconda (link) e la terza (link) riguardano invece tutta la clientela affari e comportano:

  • L’aumento dei costi per la produzione e spedizione della fattura cartacea 2,00€ a 3,90€ (IVA esclusa), ovvero +95%, più un ulteriore 8,4% per Professionisti e PMI che subiscono il passaggio della fatturazione alle 4 settimane.
  • L’aumento dei servizi di reperibilità “LoSai di TIM” (avviso di chiamate perse) e “Chiama Ora di TIM” (mancata raggiungibilità dei propri contatti) dagli attuali 0,99€ mensile a 2,99€ (IVA esclusa), ovvero +202%, più un ulteriore 8,4% per Professionisti e PMI che subiscono il passaggio della fatturazione alle 4 settimane.
  • Il raddoppio del costo degli MMS, che passano da 2,00€ a 4,00€, per gli utenti che non hanno pacchetti di messaggi inclusi.
  • Il raddoppio del costo delle chiamate internazionali (dall’Italia verso numeri esteri, da non confondere con le chiamate effettuate all’estero), per gli utenti che non hanno pacchetti di minuti verso l’estero inclusi; questo aumento in particolare è, a nostro avviso, abnorme perché raddoppia tariffe già elevate (1€ o 1,4€/minuto per chiamate verso i paesi UE è davvero tanto, considerando i prezzi di terminazione all’ingrosso).
LINEE ABBONAMENTO   LINEE RICARICABILI
Prezzi in €/minuto Prezzi attuali  fino al  31/08/17 Nuovi prezzi dal 1/09/17 Prezzi attuali  fino al  31/8/17 Nuovi prezzi dal 1/09/17
Zona ITZ 1 0,50 1,00 0,70 1,40
Zona ITZ 2 0,70 1,40 2,50 5,00
Zona ITZ 3 2,50 5,00 2,50 5,00
Zona ITZ 4 2,50 5,00 – –

COMMENTO:

Questi aumenti esorbitanti dei prezzi di servizi marginali sono indice del classico effetto ‘materassino’ (waterbed effect) conseguente alla regolamentazione che ha azzerato i costi di roaming in area UE per gli utenti finali ma non per i carrier che quindi hanno lamentato dovuto cercare di far quadrare i conti. E i maggiori ricavi non riescono a essere garantiti dalla crescita galoppante del traffico dati, dove la concorrenza riesce fortunatamente a contenere l’incremento della spesa complessiva.

Questi fenomeni, insieme alla perdita di rilevanza degli SMS a favore di altri sistemi di messaggistica istantanea, stanno comportando una profonda trasformazione dell’offerta dei servizi di rete mobile; un intervento di revisione radicale della mobile policy aziendale si rende pertanto quanto mai urgente.

L’analisi e il monitoraggio dei costi e dei consumi fatturati permette poi un reale enforcement delle policy, evidenziando le anomalie di costo derivanti da manovre di pricing ‘innovative’ (per non dire ‘predatorie’, come quelle messe in campo dagli operatori) e adeguando le dotazioni tariffarie e le abilitazioni alle esigenze degli utenti.

 

COSA FARE:

Se gli MMS sono ormai un fenomeno abbastanza marginale (ma da non trascurare assolutamente nel monitoraggio dei costi e dei consumi, insieme ai servizi Premium), l’aumento sui servizi di reperibilità (difficilmente governabile nei grandi contratti, in quanto attivabili anche dall’utente) e l’aumento dei costi delle chiamate internazionali possono comportare un significativo esborso non preventivato per le aziende, rischiando di compromettere quanto di buono ottenuto in sede negoziale.

La nostra raccomandazione, in estrema sintesi, per tutelarsi nell’immediato da questi aumenti è quella di agire su due direttrici contemporaneamente:

  • Agire sulle policy aziendali di utilizzo dei servizi, per limitare o eliminare i costi non strettamente necessari. Nota: è anche un’ottima occasione per rivedere regole di comportamento che probabilmente sono state scritte tempo fa, quando il traffico veniva tariffato a consumo, il roaming in Europa era costoso e gli SMS erano ancora uno strumento diffusissimo di comunicazione.
  • Analizzare e monitorare i consumi degli utenti e, per chi ne ha bisogno, dotarsi delle opzioni tariffarie adatte ad evitare l’utilizzo di servizi non inclusi nel bundle/borsellino mensile; è questa infatti una della aree dove gli operatori cercano sempre più di recuperare marginalità.

Contattaci all’indirizzo info@capcost.it per approfondimenti.

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Come è cambiato il controllo della fatturazione TLC
04 agosto 2017 Tariffe, Telecomunicazioni

Nel 2010 muovevamo i primi passi per costruire un nuovo fornitore di servizi di Telecom Expense Management in Italia; da allora, di fatture TLC ne abbiamo viste veramente tante, in tanti formati e da tanti operatori, nazionali e Europei (e anche fuori Europa). Il mercato in questi anni è cambiato sostanzialmente e di conseguenza anche il nostro servizio.

 

Come è cambiata l’offerta

I servizi mobili sono evidentemente l’area più interessante da analizzare: senza esagerare, quello del 2010 è, per buona parte, un panorama di offerta che va ormai a scomparire, di cui si trovano tracce sempre più labili nelle fatture attuali.

  • Un primo esempio, i servizi Blackberry: nel 2010 erano praticamente l’unico terminale utilizzato in azienda, con gli iPhone già consolidati ma solo per gli utenti Top e i gli smartphone Android che, con qualche cautela, iniziavano il percorso di sostituzione.
  • Sorte simile, ma per ragioni diverse, quella delle opzioni dedicate per iPhone: i pacchetti dati dedicati sono ormai scomparsi, sostituiti per lo più da piani mensili con traffico voce/dati incluso. Anche la distinzione degli APN (un tempo distinti tra Blackberry, iPhone, Smartphone e chiavette USB/tablet) è diventata anacronistica (anche se non tutti la pensano così).
  • Ultimo esempio eclatante, le tariffe a consumo per il traffico voce e sms: nel 2010 la regola regnante nei contratti di fonia mobile per aziende era la tariffazione a consumo; si distingueva tra chiamate verso numeri fissi, verso PBX, verso mobili aziendali, verso mobili dello stesso operatore oppure di altro operatore, etc…. Oggi le chiamate nazionali, escluso quelle verso numerazioni speciali, sono unificate in un’unica direttrice e incluse nel monte minuti incluso nel piano mensile.

In compenso, gli operatori hanno aggiunto molte nuove offerte; alcune delle principali novità, in ordine sparso:

  • Piani mensili con traffico voce/dati/sms inclusi: ereditati dal mercato consumer, sono ormai lo standard de facto sul segmento Corporate e stanno soppiantando completamente i piani a consumo. Oggi alcuni operatori (es. Vodafone) neppure offrono più piani mensili in abbonamento con il traffico voce a consumo.
  • Ricaricabili Business: come già anticipato, l’utilizzo di piani pre-paid che consentono di risparmiare la Tassa di Concessione Governativa è esploso, soprattutto negli ultimi 2-3 anni.
  • Bundle a contratto: questa è l’area dove sono stati fatti i pregressi più significativi. Risponde a un bisogno forte delle aziende di “flattizzare” la spesa e ha visto la creazione, a partire dal 2011, di soluzioni sofisticate e molto efficaci.

Non ultima, la grande novità del 2017 in tema di roaming – la normativa RLAH o Roaming zero in Europa; entrata in vigore dal 15 giugno 2017, unifica le direttrici nazionali con quelle roaming in zona UE (con alcuni punti di attenzione, ma questa è un’altra storia che merita un approfondimento specifico).

 

Come è cambiato il controllo

La nostra attività di controllo si articola da sempre su tre filoni principali:

  1. Verifica fatture e gestione delle dispute
  2. Monitoraggio e ottimizzazione
  3. Supporto alla contabilizzazione

Riguardo al primo filone, va rilevato che il tasso di errore della fatturazione in questi anni è leggermente diminuito, vuoi per la riduzione dell’intervento umano nel processo, vuoi per la semplificazione delle scontistiche negoziate e delle logiche di fatturazione delle nuove offerte a traffico incluso. I controlli indispensabili rimangono quelli sulle direttrici costose della fonia mobile (estero extra-UE) e sui canoni di fonia fissa e rete dati (monitorando scontistiche e cessazioni).

Riguardo al secondo filone, l’attenzione al controllo dei costi, al monitoraggio dei comportamenti e alla programmazione della spesa è rimasta sostanzialmente alta. Su richiesta dei nostri clienti abbiamo aggiunto degli strumenti (come ad esempio la nostra app MyMobileUsage) per sensibilizzare gli utenti a un più consapevole utilizzo dei servizi coerentemente con le policy aziendali.

Per quanto riguarda invece il terzo filone, rileviamo che negli ultimi 2-3 anni l’attenzione alla contabilizzazione dei costi è cresciuta notevolmente. Se prima era sufficiente un report di corretta fatturazione per il benestare al pagamento e (solo in alcuni casi) una sintesi della spesa per centro di costo, adesso sono sempre più frequenti i clienti che subordinano il pagamento delle fatture alla registrazione in Contabilità Fornitori della fattura. Diventa quindi indispensabile (ed urgente) ripartire ciascuna fattura per centro di costo (o WBS), attribuendo i singoli addebiti e accrediti ai vari conti CoGe, distinguendo i vari regimi IVA, gestendo il periodo di pertinenza, etc… Una complicazione non da poco, che abbiamo affrontato con il nostro servizio Bill2SAP.

 

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RLAH / Roaming Zero – cosa comunicare ai dipendenti?
16 giugno 2017 Senza categoria

Il 15 Giugno è stato il giorno del roaming zero in Europa (c.d. RLAH), la domanda “ma allora adesso possiamo viaggiare in Europa con il nostro cellulare e usarlo senza limitazioni e senza pagare il roaming” sta arrivando da tanti clienti, segnaliamo le risposte standard predisposte dalla Commissione UE, disponibili in varie lingue da un paio di giorni sul sito https://ec.europa.eu/digital-single-market/en/faq/frequently-asked-questions-roam-home, che in realtà sono incomplete per l’aspetto più importante per chi gestisce questi servizi a livello aziendale: che impatto ha sui dipendenti? Cosa comunicare internamente?

La considerazione fondamentale è che per i contratti negoziati non c’è impatto automatico e quindi si dovrebbe continuare ad operare come in precedenza …
ma magari qualche operatore applica le norme standard anche ai contratti “BID” (negoziati) e allora diventa interessante la risposta al quesito 9:

9. Già dispongo di un particolare piano tariffario di roaming che ho scelto appositamente (ad esempio: pago un po’ di più rispetto al prezzo del
roaming regolamentato nell’UE, ma usufruisco di prezzi molto convenienti quando utilizzo i servizi di roaming negli USA e nel
Canada, dove mi reco spesso in viaggio). Potrò mantenere il mio piano tariffario dopo il 15 giugno 2017?

  • Sì. Prima del 15 giugno 2017 l’operatore la contatterà per chiederle se desidera mantenere la sua specifica tariffa di roaming. Le basterà confermare di volerla mantenere. In caso di risposta negativa o di mancata risposta, saranno applicate automaticamente le nuove norme sul roaming a tariffa nazionale.

Ma è importante che i dipendenti siano consapevoli che il roaming in Europa in realtà all’azienda continua a costare, perché ci sono ancora tariffe all’ingrosso tra operatori (un GB costa comunque 7,7€) e i contratti che NON PREVEDONO il roaming incluso sono mediamente PIÙ CONVENIENTI di quelli che lo prevedono.

Ecco quindi un abbozzo di una comunicazione interna per i dipendenti:

  • Con riferimento ai servizi di telefonia mobile aziendali l’entrata in vigore del c.d. “Roaming Zero”, con decorrenza 15 giugno 2017, necessita un commento per evitare che i traffici in roaming vengano incrementati in modo non controllato con un conseguente impatto sulla spesa complessiva per questi servizi.
  • E’ da oggi prevista l’abolizione dei costi extra previsti dal roaming internazionale dei servizi di rete mobile negli Stati appartenenti all’Unione Europea, consentendo agli utenti di continuare ad utilizzare la propria tariffa nazionale per ogni tipo di comunicazione, senza alcun costo aggiuntivo e senza attivare alcuna opzione tariffaria speciale (da cui l’acronimo RLAH = “Roam Like At Home”).
  • La disposizione deve ritenersi applicata automaticamente sui “contratti per adesione“ (le offerte standard che possono sottoscrivere i Privati e le Partite Iva senza un accordo scritto tra le parti), ma non è valida per i “contratti negoziati” come quelli che regolano i servizi di rete mobile in uso ai dipendenti della nostra AZIENDA, pertanto le condizioni di fornitura previste dai profili aziendali già comunicate non subiranno variazioni: nel caso di utilizzo del cellulare all’estero in Europa restano pertanto valide le limitazioni e opzioni tariffarie già comprese nelle policy aziendali di utilizzo dei servizi di rete mobile.

CC

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Braccio di ferro tra AGCOM e operatori di telefonia
09 maggio 2017 Tariffe, Telecomunicazioni

Nonostante le recenti delibere AGCOM (sanzioni per pratiche aggressive e imposizione della fatturazione a 30gg per la telefonia fissa) continua la corsa al ritocco (ovviamente verso l’alto) delle tariffe da parte degli operatori sia per la telefonia mobile che per quella fissa, in tutti i settori di business (privato e imprese) come riportato nell’articolo di PuntoInformatico Agcom: stop a rimodulazioni selvagge e a penali per recessi.

Come segnalato nell’articolo, nell’ultimo mese sia TRE che VODAFONE hanno comunicato ai loro clienti alcune variazioni tariffarie che introducono un aumento del costo mensile (o “quadri-settimanale” nel caso di fatturazione a 28gg) che può arrivare fino a 5€.

Riportiamo qui di seguito le principali comunicazioni dei due operatori:

TRE

Se sei destinatario di uno specifico SMS inviato a partire dal 31 marzo e progressivamente durante il mese di aprile, la tua opzione di tipo ALL IN subirà delle modifiche decorsi 30 giorni dalla comunicazione ed entro i quali potrai recedere senza penali e costi dall’opzione.
Nell’sms troverai un link ad una pagina personalizzata nella quale saranno indicate le componenti oggetto di modifica che potranno riguardare:
•La variazione delle soglie di traffico incluso da settimanale a 28 giorni (escluse ALL-IN con soglie giornaliere)
•La variazione dell’addebito del canone per il costo di rinnovo da settimanale a 28 giorni con un possibile incremento fino a 2.99 euro/28 giorni.
•La variazione dell’importo extrasoglia voce e sms a 29cent€/min e sms (escluse ALL-IN con soglie voce/sms illimitate)

VODAFONE
PRIVATI:
A partire dal 23 Luglio per alcuni clienti abbonamento cambiano le condizioni economiche del piano della SIM, che avrà un costo di 1,99 euro in più ogni 4 settimane. Restano invariate tutte le altre condizioni economiche. Minuti, SMS e dati inclusi nell’offerta e in eventuali promozioni attive non cambiano.

A partire da 30 giorni dalla ricezione dell’SMS per alcuni clienti ricaricabile cambiano le condizioni economiche del piano base della SIM, che avrà un costo di 49 cent alla settimana in più. Restano invariate tutte le altre condizioni economiche. Minuti, SMS e dati inclusi nell’offerta e in eventuali promozioni attive non cambiano

PARTITA IVA:
A partire dal 1 Aprile 2017 il costo dei piani mobili in abbonamento “Open” e quello della ricarica automatica prevista per i piani ricaricabili “Zero” ed i piani voce “e.box” aumenterà di 3,50 euro ogni 4 settimane per SIM. Le nuove condizioni si applicheranno ai piani citati con SIM sottoscritte entro il 1 marzo 2017.

A partire dal 1 Aprile 2017 il piano delle SIM voce che hanno 10GB ogni 4 settimane in più rispetto al traffico dati incluso nel piano base si trasformerà nel piano “+Speed 12GB”. Con +Speed 12GB avrà a disposizione 12GB di internet veloce sul suo smartphone (invece di 10GB) a soli 5 euro in più per SIM ogni 4 settimane rispetto al costo del suo piano attuale

Si possono trovare tutte le informazioni alle pagine WEB sottostanti:

http://www.vodafone.it/portal/Privati/Per-il-Consumatore/Home/vodafone-informa

http://www.vodafone.it/portal/Aziende/Partita-IVA/Supporto/ADSL-e-Rete-Fissa/Tariffe/Piani-non-piu-sottoscrivibili/Comunicazione-in-fattura

http://www.tre.it/avvisi

In vista di queste nuove rimodulazioni, AGCOM ha esplicitato che eventuali recessi non dovranno comportare alcuna penale, e ha soprattutto VIETATO LA RICHIESTA DI RIMBORSO DEI COSTI PROMOZIONALI, pratica molto diffusa tra tutti gli operatori nel tentativo di dissuadere i clienti dal recesso.

FM

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