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Decommissioning 3G: Vodafone accelera (forse troppo?) i tempi

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Decommissioning 3G: Vodafone accelera (forse troppo?) i tempi
02 ottobre 2020 Senza categoria

L’ANNUNCIO

Vodafone ha annunciato ufficialmente il progressivo decommissioning della rete 3G a partire da Novembre 2020.

Dopo aver sperimentato, lo scorso mese di Luglio 2020, il parziale spegnimento del 3G in alcune province italiane (Ravenna, Ferrara e Forlì-Cesena) Vodafone ha pianificato l’effettivo switch off della tecnologia 3G a livello nazionale.

Secondo il comunicato pubblicato su portale di Vodafone (Link: https://www.vodafone.it/portal/Privati/Per-il-Consumatore/Home/vodafone-informa): “l’obiettivo è di continuare a migliorare la qualità, l’efficienza e la sostenibilità della GigaNetwork, Vodafone intende potenziare la rete 4G attraverso una progressiva riduzione delle risorse di rete su tecnologia 3G a partire dal mese di Novembre 2020, fino a completarne la dismissione entro il 31 Gennaio 2021”

Ai clienti Corporate la comunicazione di Vodafone riguardo il decommissioning del 3G era già iniziata ad arrivare, in forma riservata, a fine dello scorso Luglio. Le tempistiche riportate dalle comunicazioni sembravano però seguire una linea diversa con tempistiche meno stringenti rispetto a quelle del comunicato ufficiale.

 

Non è chiaro quanto legittima sia questa iniziativa di Vodafone in quanto da parte di AGCOM e MISE, non esiste nessuna conferma dell’idoneità del piano di transizione ed è dubbia la adeguatezza e tempestività di una ‘campagna informativa’ che si basa su un post in un angolino del sito dell’operatore con soli 30 giorni di preavviso sulle prime possibili cessazioni.

In particolare segnaliamo che si è appena conclusa (il 15 Settembre) una approfondita consulta del MISE (https://www.mise.gov.it/index.php/it/213-normativa/notifiche-e-avvisi/2041136-avviso-29-maggio-2020-consultazione-pubblica-2g-e-3g) , i cui risultati non sono ancora pubblicati,  che si pone come obiettivo proprio quello di valutare i possibili percorsi da seguire nell’approccio alla dismissione delle reti GSM/UMTS, tra i quali è menzionata anche la eventualità di lasciare al singolo operatore la scelta di anticipare la dismissione; trattandosi di una consulta ancora in atto ci risulta strano che questa eventualità possa già essersi verificata.

 

LE IMPLICAZIONI PER I CLIENTI: I NOSTRI SUGGERIMENTI

La mossa strategica di Vodafone non avrà alcuna conseguenza negativa sulla tecnologia 2G e tanto meno sul 4G che anzi, potrà beneficiare di ulteriori risorse di rete liberate dalla tecnologia precedente.

Se da un lato, la scelta di Vodafone è in linea con il percorso evolutivo della propria rete consentendo, nei prossimi mesi, di ampliare maggiormente le aree coperte dalle tecnologie 4G e della futura rete 5G, dall’altro lato, anche per il poco preavviso fornito, creerà non pochi problemi a tutte le realtà che ancora oggi si basano sul servizio 3G.

Vediamo quindi di capire insieme i possibili ambiti che risentiranno maggiormente del decommissioning della tecnologia radio mobile di terza generazione e di quali accorgimenti prendere.

Dispositivi che non supportano il 4G

In generale tutti i dispositivi non abilitati al 4G potranno continuare a generare traffico voce e SMS utilizzando la tecnologia di rete 2G. I principali problemi si verificheranno per tutti i dispositivi che oggi non sono in grado di supportare connettività di quarta generazione e che effettuano traffico dati su rete 3G. Il progressivo spegnimento della rete 3G su tutto il territorio italiano creerà una sostanziale riduzione della velocità di connessione rendendola per alcuni settori inaccettabile.

 

Networks Speed

Immagine 1: https://en.wikipedia.org/wiki/Mobile_broadband

Per tutti gli ambiti in cui la velocità di trasmissione è un fattore determinante l’unica soluzione sarà provvedere al più presto alla sostituzione di tali dispositivi con apparati in grado di supportare la tecnologia di rete 4G o ad eventuali soluzioni di trasmissione alternative (esempio LPWAN).

Un caso diverso sono le realtà che utilizzano la rete 3G per la trasmissione di dati a bassa velocità, come ad esempio SIM installate in impianti o macchinari che non necessitano di particolari requisiti di banda. In questo caso prima di procedere alla sostituzione di tutti i dispositivi di trasmissione vi consigliamo di valutare la possibilità di utilizzare tecnologie come il FaxDati o SMS per l’invio dell’informazione su tecnologia 2G. Prima di procedere sarà necessario inoltre analizzare attentamente il piano tariffario di ogni SIM per valutare la compatibilità.

SIM con capacità inferiore a 128K

Uno dei requisiti minimi per poter utilizzare la tecnologia 4G è la disponibilità di una SIM con almeno una capacità di 128k. Se prima, il requisito non risultava effettivamente un vincolo per l’erogazione del traffico dati grazie alla presenza del 3G, oggi diventa un requisito fondamentale. Tutte le SIM con una capacità di 64k o inferiori dovranno essere sostituite per poter inviare dati su rete 4G.

Vodafone comunica che da oggi, 30 Settembre 2020, le utenze che non dispongono di tale requisito riceveranno una comunicazione con le informazioni necessarie e sarà possibile richiedere la sostituzione gratuita della SIM se questa ha una capacità inferiore ai 128k.  

Consigliamo in ogni caso di richiedere a Vodafone l’elenco delle SIM attive in azienda e di fare le opportune verifiche chiedendo dove necessario la sostituzione.

Dispositivi non abilitati al VoLTE

VoLTE è la tecnologia che consente di effettuare le chiamate telefoniche utilizzando la rete 4G e beneficiando in questo modo di una maggior qualità dell’audio rispetto alle tecnologie precedenti. E’ oggi una tecnologia supportata dalla maggior parte degli smartphone moderni ma può non essere disponibile sui dispositivi meno recenti (parliamo di modelli antecedenti al 2016 per Samsung e al 2015 per Apple).  Onde evitare una riduzione della qualità delle chiamate vocali, vi consigliamo di verificare che i vostri terminali supportino questa funzionalità. Vi proponiamo di seguito il sito di Vodafone che consente di verificare la compatibilità del vostro smartphone con il VoLTE:

https://www.vodafone.it/portal/Privati/Vantaggi-Vodafone/Per-i-gia-Clienti/Vodafone-Power-Voice

Verificare inoltre che il vostro smartphone sia aggiornato alla versione più recente e di abilitare il servizio VoLTE nel seguente modo:

  • Da Android: Impostazioni > Connessioni > Reti mobili > Chiamata VoLTE
  • Da IOS: Impostazioni > Cellulare > Opzioni dati cellulare > Abilita 4G > Voce e dati

Il servizio VoLTE sembra attualmente reso disponibile anche agli utenti dei principali MVNO che si appoggiano alla rete di Vodafone e che quindi risentiranno delle stesse problematiche.

In prospettiva futura, vista la direzione presa da Vodafone, sarà importante vedere come si comporteranno su questo fronte anche gli altri MNO visto che attualmente il servizio VoLTE non è attivo per tutti i MVNO (Fastweb Mobile, Tiscali Mobile, Kena Mobile).

Viste le strette tempistiche del piano di decommissioning del 3G definite da Vodafone il consiglio è di verificare tempestivamente gli ambiti in cui oggi utilizzate tale tecnologia e di valutare le possibili strategie da adottare anche in ottica delle possibili mosse future degli altri MNO: è probabile che a breve anche gli altri operatori di rete mobile seguiranno la stessa la direzione di Vodafone.

 

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Effetti del covid-19 sui contratti TLC mobili – Cosa fare?
03 giugno 2020 Covid-19, Reti mobili, Telecomunicazioni

Abbiamo ampiamente analizzato qua l’impatto del lock-down di Marzo sui consumi della fonia e dei dati mobili aziendali e cercato di ragionare sui driver della crescita. La fatturazione di Aprile-Maggio conferma (e talvolta incrementa) la crescita rilevata in Marzo; il consumo di dati nazionali è cresciuto oltre il +100% (con punte oltre il +200%) praticamente per tutti, i minuti di chiamate mediamente hanno ricalcato gli stessi tassi di crescita dei dati (ma con punte anche oltre il +300% verso altri numeri aziendali e verso numeri fissi). Come ampiamente atteso, all’opposto, il traffico in roaming, specialmente in zone Extra UE, è crollato.

Tutte le aziende hanno già adottato varie misure per sopperire all’emergenza, quantomeno tutte quelle possibili senza dover modificare i contratti in essere (in affiancamento alle misure di solidarietà digitale offerte dagli operatori): sicuramente chi li aveva ha rimosso alert e blocchi, e talvolta “upgradato” i piani tariffari; adesso però, terminata la solidarietà digitale e con una migliore comprensione degli impatti del lavoro da casa, è necessario pianificare sul medio periodo e ragionare anche su eventuali modifiche contrattuali per poter bilanciare costi e benefici.

La grande parte dei contratti aziendali non è dimensionata per assorbire questo nuovo scenario, un cambiamento così grande dei consumi e dei profili di utilizzo tradizionali era al di fuori dell’immaginabile per tutti.

  • La prima e più grande criticità è sui dati nazionali: il trend storico di crescita media annua del traffico dati varia da azienda ad azienda, ma è (era, dovremmo dire) generalmente ben sotto il 100% YoY, per cui anche contratti siglati a fine 2019 bene difficilmente hanno una capienza sufficiente ad assorbire un 3x per più di un bimestre o due al massimo.
  • Anche per la voce possono presentarsi problemi: il trend tipico è (anche qui, era) un andamento flat dei minuti di conversazione; tuttavia, su questa componente di traffico è probabile che si siano registrate meno criticità visto che gli operatori tendono ormai a proporre minuti illimitati.
  • In ultimo, la componente di traffico più costosa, quella del traffico in roaming Extra UE inclusa nei piani / opzioni / bundle, è quasi completamente inutilizzata e lo resterà probabilmente almeno fino a dopo l’estate.

Il traffico attuale è da ritenersi straordinario; mano a mano che arriva il “new normal” post covid-19, riapparirà il traffico all’estero e presumibilmente il traffico dati nazionale scenderà, così come i minuti di chiamate; è difficile però prevedere quanto durerà questa periodo di straordinarietà: lo scenario al momento più probabile è che una parte delle misure di distanziamento sociale e di lavoro da casa permangano almeno per tutto il 2020, soprattutto considerato che le paure di una seconda ondata si concentrano per l’autunno-inverno; se poi il “new-normal” dovrà aspettare la disponibilità diffusa del vaccino, questo periodo potrebbe prolungarsi fino a metà 2021 o oltre.

Considerato l’orizzonte temporale in ballo, riteniamo che sussistano tutti gli elementi per prendere in considerazione una rinegoziazione del contratto anche nei casi in cui la scadenza naturale non è imminente; in questo caso, le modalità e l’efficacia della rinegoziazione dipendono da molti fattori, non ultimo i costi di recesso anticipato dell’accordo in essere.

Come modificare il contratto? Per gestire questo periodo di convivenza con il covid-19, i fattori critici per un contratto mobile al tempo del covid secondo noi sono:

  • privilegiare profili tariffari a traffico condiviso (“pooled”) rispetto ai profili individuali (tipicamente legati al ruolo aziendale); la tentazione potrebbe essere quella di dare dati e chiamate illimitati a tutti, ma è una soluzione poco ottimizzata e potenzialmente molto costosa
  • assicurare la flessibilità del traffico incluso in crescita (come è già consueto) ma anche in decrescita, con compensazione tra direttrici; oggi l’esplosione del traffico è tutta sulle direttrici nazionali (e sulle chiamate dall’Italia verso l’estero) ma progressivamente il traffico in roaming tornerà ad apparire; impossibile oggi prevedere in che misura e in che tempi, meglio negoziare forme di flessibilità
  • evitare assolutamente di gestire i cambiamenti dei consumi con le tariffe di traffico extra-franchigia che inevitabilmente si rivelano molto onerose; in alternativa, meglio negoziare regole di riadeguamento dei canoni a step o adottare soluzioni dinamiche di tipo “adjustable”

Sul traffico extra UE poi si possono pensare anche soluzioni innovative abilitate da eSim, ma questo è un altro discorso…

L’ultimo consiglio, evidentemente di parte, è quello di consultarsi con una società di consulenza esperta che possa analizzare i vostri consumi e indicarvi la soluzione e il target price da mettere a gara o da negoziare con il vostro operatore.

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Effetti del Lock-down – Osservazioni su dati di traffico mobile di Marzo 2020
19 maggio 2020 Covid-19, Reti mobili, Telecomunicazioni

Riportiamo di seguito una breve analisi dei principali effetti che il lock-down, iniziato su tutto il territorio Italiano a partire dal 10 marzo, ha avuto sui dati di traffico mobile nel mese di Marzo. Il campione anonimo è costituito da un mix di grandi e medie aziende che hanno adottato in modo massivo la modalità di lavoro “Work From Home” (WFH); si è parlato molto delle differenze tra il vecchio Telelavoro e il moderno Smart Working, ma durante il periodo di lock-down c’è stato un fattore comune: l’obbligo di permanenza presso la propria abitazione. Considerato che la modalità WFH sarà mantenuta anche per i prossimi mesi, seppure in misura minore e non esclusiva, fintanto che permarranno le misure di distanziamento sociale, vediamo che impatto ha avuto sui contratti di fonia e dati mobili.

Le analisi sui trend dei consumi sono state effettuate analizzando il traffico secondo le principali direttrici impattate:

  • Dati nazionali e roaming in Unione Europea
  • Chiamate nazionali e in UE
  • Traffico in Roaming Extra UE (Dati e Chiamate)

Abbiamo cercato di “leggere” i dati individuando i fattori determinanti che possono aver influito sul consumo di traffico, in particolare:

  • Tipologia di connessione disponibile a casa
  • Misure di business continuity adottate dalle aziende
  • Iniziative di solidarietà digitale degli operatori
  • Adozione di piattaforme di Videoconference

Traffico Dati Nazionale e UE

Il lavoro da casa, unito alla chiusura delle scuole, ha comportato un utilizzo elevato della connessione internet di casa; nella fase di lock-down, il traffico dati Internet in Italia è cresciuto complessivamente del +40% (vedi articolo), in particolar modo per traffico Video e per Internet browsing.

Come questo si è tradotto in una variazione del traffico dati da mobile aziendale, è dipeso dalla tipologia di connessione Internet disponibile a casa:

  • Connessione Wi-Fi “advanced” (es. rame o fibra 200Mb/20Mb o superiore)
    • In questa situazione, la permanenza forzata a casa combinata con l’utilizzo continuo del Wi-Fi, ha portato ad un abbattimento quasi totale del consumo dati mobile.
  • Connessione Wi-Fi “standard” (es. ADSL, modem Wi-Fi 4G o FWA 4,5G) o assente.
    • Ovviamente, in tutte le abitazioni in cui non è presente una connessione dati fissa, lo smartphone aziendale in modalità tethering/hotspot o la “saponetta” 4G Wi-Fi è stato l’unica modalità di connessione del PC/laptop per il remote worker. Riteniamo sia una casistica limitata.
    • Molto più frequentemente, invece, in presenza di connessioni Internet meno performanti rispetto alle precedenti, la condivisione della connessione con il resto della famiglia (soprattutto i figli con la scuola on line nelle ore di punta) ha spinto gli “Home Worker” ad utilizzare comunque il modem 4G Wi-Fi con SIM dati (se disponibile) o lo smartphone aziendale.

Complessivamente, osservando i dati al livello dell’intero contratto aziendale, la combinazione dei due fenomeni contrastanti ha visto prevalere di gran lunga il secondo caso, portando a un incremento complessivo del traffico che si conferma su tassi compresi tra +100% e +200%, come già rilevato appena disponibili i primi dati di Marzo.

Abbiamo osservato grandi differenze nell’uso delle SIM solo dati (inserite nei modem 4G Wi-Fi o in chiavette USB o in tablet, utilizzati in modalità tethering/hot-spot), probabilmente in funzione delle diverse misure di business continuity programmate dalle singole aziende:

  • Le organizzazioni che avevano già predisposto delle SIM dati da utilizzare in caso di emergenza sono state in grado di distribuire tali SIM in tempo; in questo caso, la crescita del traffico Dati è stata quasi completamente a carico delle SIM dati, con un andamento quasi invariato dei consumi del traffico dati sulle SIM Voce (Smartphone).
  • Dove invece le SIM dati non erano disponibili in misura sufficiente, tutta la crescita del traffico dati è nata evidentemente dall’uso degli Smartphone in modalità tethering/hotspot.

E’ da rilevare che negli ultimi anni si è assistito a un progressivo abbandono della doppia SIM per dipendente (la prima per lo Smartphone, la seconda per la chiavetta o il router Wi-Fi), approfittando dell’allowance sempre più ampia di traffico dati incluso nei piani tariffari delgi Smartphone.  Un trend destinato ad invertirsi?

Altro fattore da tenere presente nella lettura dei dati  è costituito dalle iniziative di Solidarietà Digitale messe in campo dagli operatori a partire da metà Marzo circa su tutto il territorio nazionale:

  • Nel caso delle aziende, si è osservata una attivazione dei pacchetti di Giga gratuiti solo parziale, in modo disomogeneo da operatore a operatore, da cliente a cliente. Si apre adesso una fase di verifica e potenziale contestazione con gli operatori?
  • E’ probabile che, nel caso di contratti aziendali, le iniziative di Solidarietà Digitale non abbiano influito più di tanto sui normali comportamenti dei lavoratori.
  • Diverso evidentemente è stato invece l’effetto per le i contratti personali, dove sicuramente le iniziative di Solidarietà Digitale hanno in molti casi allentato i “freni inibitori”.

Chiamate nazionali e UE

Da un lato, il gap comunicativo vissuto in questo periodo, causato dalla lontananza dai colleghi, è stato in parte colmato dalle aziende con l’adozione di piattaforme di Videoconference e strumenti di condivisione virtuali. E’ esperienza vissuta comune a tutti.
Nonostante l’adozione e utilizzo di metodi alternativi di comunicazione tra colleghi, che ha contribuito alla crescita del traffico dati, si è osservato in questo mese un aumento rilevante delle chiamate nazionali:

  • I minuti di chiamate complessivi sono più che raddoppiati, in media, rispetto ai volumi medi pre Covid.
  • I minuti di chiamate verso i cellulari dei colleghi hanno subito la crescita più rilevante, con picchi compresi tra +300% e 400%.
  • Crescita simile, seppur lievemente inferiore in alcune realtà, hanno avuto i minuti chiamate verso numeri fissi nazionali (probabilmente per l’uso di conference call).
  • I minuti di chiamate verso cellulari esterni al contratto aziendale, invece, hanno avuto una crescita più limitata, intorno al +100%.

Se per il traffico dati l’aumento dovuto alle misure straordinarie in risposta all’epidemia del covid-19 si inserisce in un mega-trend comunque ascendente dei consumi, l’aumento dei minuti di chiamate è invece un fenomeno straordinario rispetto al trend dei consumi degli ultimi anni che risulta abbastanza stazionario.

La tipologia di connessione Wi-Fi presente nella propria abitazione potrebbe aver giocato un ruolo importante nel prediligere le chiamate tradizionali (in caso di connessioni Wi-Fi “entry level”) all’utilizzo di piattaforme di Videoconference (connessioni Wi-Fi “advanced”), ma su questo non abbiamo dati certi.

Certo è che questo periodo ha portato ad un’accelerazione straordinaria nella adozione di strumenti di comunicazione innovativi, anche per fasce di lavoratori che tradizionalmente sono sempre stati restii ad adottarle.

Traffico in Roaming Extra UE (Dati e Chiamate)

L’effetto combinato della cancellazione dei voli e i rientri forzati dall’estero ha portato a un abbattimento sostanziale dei consumi per traffico roaming; questo è stato vero sia in zona UE (che è ormai parificata al traffico nazionale dalla normativa RLAH), sia in zona Extra UE, che ha visto riduzioni mediamente superiori al -90%. I dati di Aprile saranno certamente ancora di calo sostenuto e prevedibilmente lo resteranno fino a Giugno, in funzione dei tempi di riapertura delle frontiere e di ripristino dei voli. Ci auguriamo tutti di poter tornare a viaggiare presto, ma è probabile che le vacanze 2020 saranno sostanzialmente nazionali, per cui non dovrebbe verificarsi il picco di consumi per traffico roaming Extra UE che si registra tipicamente in corrispondenza delle ferie.

Cosa fare?

Nel prossimo articolo parleremo delle implicazioni che prevediamo, in particolar modo per gli Uffici Acquisti.

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CONSEGUENZE A BREVE E LUNGO TERMINE DEL COVID-19 SU TECNOLOGIA E MERCATI FINALI
27 marzo 2020 Senza categoria

Vi proponiamo di seguito una sintesi e alcune parti tradotte del testo originale della ricerca svolta da AB-Research con l’obiettivo di individuare i possibili impatti che il COVID-19 potrebbe avere sul mondo tecnologico e sui mercati finali.

 

LA SINTESI DI CAPCOST

Secondo ABI Research l’effetto della pandemia potrebbe avere degli impatti positivi a lungo termine per le aziende tecnologiche e per quelle che investono in tecnologia. L’epidemia Coronavirus (COVID-19) e la reazione globale alla pandemia potrebbe essere uno stimolo per un cambiamento che costringerà le aziende a ripensare radicalmente al loro modo di operare e ad incentivare gli investimenti tecnologici per fare in modo che questo accada.

Questa situazione potrebbe portare ai seguenti risultati:

 

1) Lo slancio della tecnologia 5G e dei suoi dispositivi sarà rallentato, ma emergeranno nuovi use cases

Il 5G ha raggiunto uno slancio significativo nella fine del 2019, ma l’attuale epidemia rallenterà il suo progresso. I lanci delle prime reti 5G SA a livello commerciale previsti per il 2020 subiranno sicuramente uno slittamento causato dal rallentamento delle prove e test per verificare le prestazioni e la stabilità della rete.

Il virus avrà un impatto anche sugli smartphone 5G: I volumi delle spedizioni per gli smartphone 5G nel 2020 saranno molto più bassi di quanto precedentemente previsto, rallentati da una domanda paralizzata e una catena di approvvigionamento stagnante. Indubbiamente, il mercato dovrà anche affrontare numerose interruzioni e ritardi, in particolare il lancio dei primi iPhone 5G di Apple che dovrebbero apparire a settembre 2020.

La diffusione del virus ha fornito sicuramente una grossa lezione sia agli operatori di rete che alle autorità collegate. Gli operatori dovrebbero essere in grado di gestire il rischio di affidarsi a pochi fornitori che dominano il mercato delle infrastrutture. Il secondo dovrebbe sottolineare l’importanza di adottare le nuove tecnologie e capire come queste possano essere utilizzate in tempi turbolenti per migliorare il business e l’intera società.

 

2) Una mossa più concertata e diffusa verso la produzione a “luci spente”

La crisi che stiamo vivendo ha evidenziato il potenziale valore dell’automazione dei processi industriali per mitigare le interruzioni nella catena di fornitura e nella forza lavoro. Nei prossimi anni vedremo sicuramente una forte crescita di investimenti in tecnologie che permetteranno di automatizzare processi di produzione aziendale con l’obiettivo di svincolarsi sempre più dalla presenza dell’essere umano. Il ruolo del 5G risulterà essere fondamentale nella realizzazione di tali processi

 

3) Aumento dell’utilizzo di veicoli autonomi nei settori legati alla logistica e consegna merci

Per le aziende nascenti che sviluppano robot mobili per la consegna, la gestione della logistica, la sicurezza e altro ancora la crisi che stiamo vivendo rappresenta un’opportunità per mostrare il loro valore. In tutto il mondo sviluppato, è probabile che nei prossimi anni i servizi di logistica, sanitari e le agenzie di sicurezza facciano sviluppare e implementare le nuove applicazioni basandosi su tecniche robotizzate per aumentare l’efficienza e l’affidabilità.

 

4) Una catena di fornitura più integrata, diversificata e coordinata

Dopo la crisi del coronavirus si prevede che nel medio lungo periodo molti fornitori considereranno di diversificare la produzione in diversi stati riducendo al minimo la dipendenza da un singolo paese, produttore o fornitore di tecnologia. Ciò contribuirà ad alleviare i rischi della catena di approvvigionamento in futuro, allontanandosi dalla Cina e trasferendosi in mercati come Taiwan, India e Vietnam, o persino in paesi al di fuori dell’Asia-Pacifico.

 

5) Investimenti nelle smart city e in generale nel mondo IOT per sostenere la resilienza della comunità

Le precauzioni per il COVID-19 porteranno nuove routine nella vita quotidiana di molti milioni di persone, dentro e intorno alle loro case. I principali venditori soluzioni per le smart home e smart city possono certamente enfatizzare il loro ruolo per migliorare le routine quotidiane all’interno di una casa e la capacità di ridurre al minimo il contatto con le superfici condivise, oltre che a garantire e automatizzare le consegne a domicilio.

Nei prossimi anni assisteremo molto probabilmente all’integrazione del monitoraggio delle smart home con il monitoraggio della salute a distanza con una serie di funzioni come: la raccolta di punti di dati personali sulla salute (temperatura, attività, frequenza cardiaca) insieme ai dati ambientali (qualità dell’aria o occupazione) per aiutare nella risposta e nell’impegno più ampio per la gestione della salute nelle città intelligenti.

Verrà messa in campo un’ampia gamma di piattaforme tecnologiche flessibili per mitigare almeno i peggiori effetti dell’impatto delle emergenze che colpiranno il mondo in futuro.

 

6) Incremento dell’automazione, sensori IoT e di algoritmi di AI nel mondo della sanità

Nei prossimi anni la sanità sarà un mercato in cui la tecnologia ricoprirà il primo posto per proteggerci meglio contro possibili crisi sanitarie future.

Le istituzioni sanitarie non possono più ignorare il ruolo dell’IA nel loro flusso giornaliero. ABI_Research prevede che la spesa per l’IA nell’industria sanitaria e farmaceutica aumenterà da 463 milioni di dollari nel 2019 a più di 2 miliardi di dollari entro il 2025.

L’implementazione di robot e l’utilizzo di sensori IoT in ambito sanitario potranno sempre più sostenere e facilitare il lavoro dei medici.

 

7) Un passaggio a spazi di lavoro e pratiche virtuali

Le organizzazioni dovranno essere sempre più flessibili e in grado di supportare e incentivare il lavoro, l’apprendimento e la formazione a distanza. AR / VR potranno avere nel prossimo decennio un ruolo fondamentale nella trasformazione digitale, sia a fini di marketing che a fini di istruzione e formazione.

L’adozione di queste pratiche implica però la necessità di un’infrastruttura wireless ad alta velocità e altamente sicura verso e all’interno della casa. Ciò potrebbe portare a incentivare la realizzazione di reti in fibra ad alta velocità o dell’ultimo miglio, e alla realizzazione di una solida connettività in tutta la casa tramite sistemi mesh e attraverso l’utilizzo del Wi-Fi a 6 GHz.

 

 

PARTI ORIGINALI DEL TESTO DELLA RICERCA DI AB-RESEARCH

  • 5G Devices, Smartphones & Wearables 

Non è chiaro quale sarà l’effetto completo o duraturo del COVID-19 sull’ecosistema dei dispositivi mobili, ma nel breve e medio termine, avrà un forte impatto sul mercato degli smartphone. Oltre ad avere un impatto sia sulla domanda che sulla catena di fornitura, influenzerà in particolare la volontà del settore di portare il 5G a livelli di prezzo più bassi nel 2020, smorzando seriamente il suo potenziale di crescita.

Si prevede inoltre che l’epidemia vedrà molti operatori accelerare e costruire centri di produzione al di fuori della Cina, riorganizzando i propri fornitori per combattere l’apparente eccessiva dipendenza del mercato dalla Cina. Indubbiamente, la Cina rimarrà ancora al centro della produzione globale, anche se spetterà ai principali fornitori mettere in atto piani di emergenza per la produzione futura. Questo nonostante i lunghi tempi e gli sforzi che ci si aspetta di compiere per allontanarsi dal mercato cinese, visto che molti vi si sono saldamente radicati da anni.

 

  • 5G Markets

Diverse industrie, governi e organizzazioni pubbliche trarranno una grande lezione dalla crisi attuale e dovrebbero prepararsi ad affrontare meglio le pandemie su larga scala, riducendo al minimo le loro perturbazioni e qualsiasi successiva recessione economica. I responsabili delle decisioni dovranno rafforzare le loro misure di emergenza e razionalizzare la loro dipendenza dai mezzi fisici, come la partecipazione a eventi non necessari o la formazione, soprattutto quando hanno a disposizione alternative digitali. Dovranno investire di più nell’educazione della popolazione sui benefici di uno stile di vita digitale equilibrato e spingere le imprese ad accelerare la loro trasformazione digitale.

Situazioni come queste sottolineano l’importanza di un sistema sanitario tecnologicamente aggiornato e di una maggiore automazione nelle fabbriche e nei punti di produzione. Tuttavia, la situazione attuale intorno a COVID-19 implicherà una riorganizzazione degli sviluppi e distribuzione della tecnologia 5G. Le esperienze vissute permetteranno di fare delle considerazioni riguardo allo sviluppo di applicazioni 5G in campo sanitario e nella produzione agroalimentare. Anche i telco dovranno essere pronti a sostenere eventuali cambiamenti.

 

  • 5G & Mobile Network Infrastructure 

Nel lungo periodo, gli effetti del virus accelereranno probabilmente la tendenza a rendere le catene di fornitura 5G più robuste e meno dipendenti da un insieme molto piccolo di fornitori.

C’è poco che gli operatori mobili possano fare attualmente per contrastare gli effetti del virus, ma a lungo termine l’intera catena del valore dovrebbe lavorare insieme per creare un ecosistema più aperto. Questo ecosistema dovrebbe essere posizionato principalmente per creare piattaforme aperte che molte aziende diverse possono utilizzare per creare valore aggiunto. Ciò sarà particolarmente vitale per il successo dell’impresa 5G.

Il 5G ha raggiunto uno slancio significativo, ma l’attuale epidemia rallenterà il suo progresso. Una grande lezione è stata fornita dalla diffusione del virus sia agli operatori di rete che alle autorità collegate. I primi dovrebbero essere in grado di gestire il rischio di affidarsi a pochi fornitori che dominano il mercato delle infrastrutture. Il secondo dovrebbe abbracciare le nuove tecnologie e capire come queste possano essere utilizzate in tempi turbolenti per migliorare il business e la società.

 

  • AI & Machine Learning 

Le istituzioni sanitarie non possono più ignorare il ruolo dell’IA nel loro flusso giornaliero. Le spese globali di R&S per l’industria farmaceutica sono stimate tra i 180 e i 195 miliardi di dollari nel 2022.

Si prevede che la spesa per l’IA nell’industria sanitaria e farmaceutica aumenterà da 463 milioni di dollari nel 2019 a più di 2 miliardi di dollari entro il 2025. Inutile dire che l’industria farmaceutica è un mercato significativo a cui i fornitori di hardware e software di IA dovrebbero rivolgersi.

 

  • Augmented & Virtual Reality 

Il mercato dei consumatori AR e i produttori di occhiali intelligenti hanno un rischio relativamente minore in termini di perdita di potenziali clienti e potrebbero non notare una significativa riduzione dei pre-ordini / spedizioni, perché i dispositivi di consumo AR non sono un prodotto ad alta domanda allo stadio attuale del mercato e la concorrenza è ancora debole.

Tuttavia, sia le soluzioni AR che quelle VR possono contribuire ad affrontare le sfide. L’AR/VR può essere uno strumento utile per sostenere/supplementare i corsi di formazione online (nelle regioni in cui le scuole/università sono chiuse e si affidano all’apprendimento online (ad esempio, alcune scuole degli Emirati Arabi Uniti (EAU)).

Inoltre, le applicazioni di assistenza remota AR o la formazione AR/VR possono essere una soluzione valida per evitare viaggi inutili, e la scelta dell’hardware ha un impatto minore su questi casi d’uso.

 

  • Digital Security 

Tutti all’interno dell’ecosistema dei pagamenti hanno un ruolo da svolgere, dalle reti di pagamento, fino ai commercianti. I commercianti possono mettere in atto misure per disinfettare regolarmente i registratori di cassa e i dispositivi POS per rassicurare gli acquirenti e le reti di pagamento. Le banche e gli acquirenti potrebbero collaborare per aumentare temporaneamente i limiti di spesa senza contatto per contribuire a mitigare la manipolazione fisica e il contatto dei dispositivi POS.

 

  • Industiral, collaborative & commercial robotics 

Per alcuni fornitori di robotica, in particolare per i grandi attori dello spazio industriale, COVID-19 aggiungerà un ulteriore stress ad un mercato difficile e potrebbe costringere a significativi tagli di personale e di spesa, ostacolando gravemente l’automazione. Dall’altro lato la crisi ha evidenziato il potenziale valore dell’automazione dei processi industriali per mitigare le interruzioni nella catena di fornitura e nella forza lavoro. Per le aziende nascenti che sviluppano robot mobili per la consegna, la sicurezza e altro ancora, la crisi rappresenta un’opportunità per mostrare il loro valore.

In tutto il mondo sviluppato, è probabile che i servizi sanitari e le agenzie di sicurezza vengano sottoposti a test con l’obiettivo di dimostrare nuove possibili implementazioni utilizzando tecniche robotizzate e automatizzate. ABI Research raccomanda agli operatori industriali di sviluppare soluzioni personalizzate per i casi d’uso non-manufacturing o di cercare di costruire soluzioni complete per consentire uno scale-up nella produzione di forniture mediche. Per i fornitori di robotica mobile e le aziende di software che si rivolgono a mercati più nascenti, ciò rappresenta una grande opportunità per sottolineare l’importanza della robotica per affrontare le emergenze nazionali, oltre che per mitigare lo shock economico.

 

  • Industrial & Manufacturing 

L’industria 4.0 ha ricevuto molta attenzione; tuttavia, l’attenzione si è concentrata sulle attività all’interno dei cancelli della fabbrica. Ma gli investimenti nella robotica, nei sensori dell’Internet degli oggetti (IoT) e altro ancora presuppongono che le linee di assemblaggio ricevano ancora un flusso costante di materie prime dall’esterno. COVID-19 dimostra che i produttori devono concentrarsi sulle capacità di produzione dei loro fornitori come lo sono nei loro stabilimenti.

 

  • M2M, IoT & IoE

L’impatto maggiore del COVID-19 è rappresentato dalle sue restrizioni al movimento per limitare la diffusione della malattia. Questo, a sua volta, sta limitando non solo la domanda di viaggi d’affari, di vacanze e di eventi in generale ma anche le attività produttive in cui le persone guidano molti dei processi di costruzione e di supporto.

Prese nel loro insieme, queste restrizioni stanno rallentando il flusso sia di persone che di merci, influenzando così la catena di fornitura che supporta questi flussi. La diffusione relativamente rapida del virus non ha prodotto alcun impatto notevole sui fornitori IOT e sulle loro operazioni. Tuttavia, ci saranno implicazioni nel breve e nel lungo termine per la catena di fornitura IoT per le quali ABI Research offre alcune raccomandazioni da prendere in considerazione:

  1. Per i fornitori di hardware IoT, le valutazioni della catena di approvvigionamento sono già state avviate a causa della guerra commerciale. Ma ora è un buon momento per rivalutare le posizioni in vari mercati dell’IoT, sia per potenziali opportunità dovute alla pianificazione nel lungo termine da parte delle imprese che utilizzano l’IoT, sia per potenziali pressioni sui prezzi nel caso in cui i fornitori cinesi uscissero dalla pandemia con prezzi più bassi dei prodotti per mantenere i volumi di spedizione.
  2. L’automazione e il monitoraggio remoto saranno due aree che riceveranno maggiore attenzione nel 2020 per i servizi dell’internet degli oggetti grazie al COVID-19. La sanità sarà un altro mercato in cui la tecnologia sarà al primo posto per proteggerci meglio contro future crisi sanitarie. I fornitori dell’internet degli oggetti dovrebbero porre maggiore enfasi sulla ricerca di opportunità e sullo sviluppo di servizi per questi mercati per capitalizzare sul COVID-19.

Le società di servizi energetici e idrici dovranno effettuare i giusti investimenti strategici a lungo termine nella tecnologie IoT per affrontare le varie complessità derivanti dalle crescenti aspettative dei consumatori, riducendo al minimo l’impatto delle interruzioni esterne sulle operazioni quotidiane. Inoltre, le utilities dovranno acquisire capacità per migliorare la gestione delle informazioni e dotare i dipendenti di strumenti che consentano comunicazioni aziendali nelle situazioni critiche e migliorino l’impegno con i consumatori. I fornitori di piattaforme IoT basate sul cloud dovranno lavorare in modo proattivo con i fornitori di servizi di utilità per integrare i sistemi ERP e le piattaforme di gestione dei servizi sul campo con i database cloud in tempo reale, come i database delle amministrazioni regionali che seguono da vicino l’epidemia di COVID-19. Queste informazioni in tempo reale consentirebbero ai fornitori di servizi di utilità di identificare le aree ad alto rischio colpite e di trovare percorsi alternativi o ordini di lavoro per le squadre sul campo.

Inoltre, tale integrazione consentirebbe alle utility di prendere decisioni rapide sull’allocazione delle risorse in base alle informazioni in tempo reale provenienti dalle loro risorse OT (Operational technology), rispettando al contempo le normative regionali e migliorando l’efficienza operativa.

Per le utility attualmente sulla via della digitalizzazione delle loro operazioni, la convergenza tra OT e IT per creare un sistema informativo unificato delle risorse sta diventando sempre più critica per la resilienza della rete a prova di futuro e per garantire la continuità del servizio.

L’internet degli oggetti è un’industria che, man mano che cresce, dovrebbe contribuire ad alleviare tali disagi, siano essi causati da malattie o da altro. Sempre più spesso, le infrastrutture di servizi pubblici automatizzati e gli ambienti di produzione automatizzati possono continuare a funzionare normalmente con un minore ricorso all’interazione umana. Inoltre, il dispiegamento di infrastrutture automatizzate basate su sensori può monitorare meglio il flusso di passeggeri attraverso i porti di transito per specifici segni di malattia. La malattia può essere identificata più velocemente e i pazienti possono essere curati prima, migliorando le loro possibilità di guarigione. La diffusione di un’infezione può essere ridotta, mentre le infrastrutture essenziali sono rese più resistenti. I sistemi di allarme rapido impediscono ai servizi sanitari di essere sopraffatti, preservando la loro efficacia, poiché i servizi sovraccarichi sono meno in grado di aiutare i pazienti con altre esigenze.

Reazioni di tipo istintivo provocano la riallocazione e la monopolizzazione di risorse preziose. Quindi, la preparazione attraverso il monitoraggio continuo, per gentile concessione dell’Internet degli oggetti, conta. Le pandemie non sono discriminatorie. Persone di qualsiasi provenienza possono essere vittime. Non esiste un livello di società o di economia che sia immune.

La rapida condivisione delle informazioni per il coordinamento degli sforzi tra i governi è qualcosa che i sensori, l’intelligenza artificiale e la nuvola possono potenziare. Gli allarmi e i cruscotti in tempo reale possono tracciare la diffusione di un problema e fornire informazioni pratiche alle persone nelle vicinanze su come rispondere al meglio alla situazione.

 

  • Smart cities & smart places 

Anche se sarà difficile prepararsi a minacce specifiche ancora sconosciute, la messa in atto di un’ampia gamma di piattaforme tecnologiche flessibili sarà determinante per mitigare almeno i peggiori effetti dell’impatto delle emergenze che colpiranno il mondo in futuro.

 

  • Smart home 

Le precauzioni per COVID-19 porteranno nuove routine nella vita quotidiana di molti milioni di persone, dentro e intorno alle loro case. I venditori di case intelligenti e i fornitori di sistemi possono certamente enfatizzare il ruolo della voce e di altre implementazioni per la casa intelligente per migliorare le routine quotidiane all’interno di una casa e la capacità di ridurre al minimo il contatto con le superfici condivise, oltre a garantire e automatizzare le consegne a domicilio. Vi è il ruolo di integrare il monitoraggio della casa intelligente e il monitoraggio della salute a distanza con una serie di funzioni, come la raccolta di punti di dati personali sulla salute (temperatura, attività, frequenza cardiaca) insieme ai dati ambientali (qualità dell’aria o occupazione) per aiutare nella risposta e nell’impegno più ampio per la gestione della salute nelle città intelligenti.

 

  • Smart Mobility & automotive 

L’industria automobilistica è tipicamente tra le verticali più esposte a pandemie, disastri ambientali e shock economici, dato che un’automobile è il secondo acquisto più costoso per il consumatore e che ogni veicolo è costruito su una catena di fornitura altamente frammentata e globalizzata. I produttori OEM devono evitare la tentazione di mischiare semplicemente i luoghi di produzione (che offre poca robustezza alle malattie infettive su scala pandemica) e devono invece investire in tecnologie come l’IA, la robotica e i robot collaborativi (cobot) per ridurre al minimo la loro esposizione a epidemie infettive nelle economie emergenti.

 

  • Video & Cloud Services 

In questo frangente, al di fuori degli eventi e dei luoghi pubblici, i maggiori fornitori di contenuti e servizi all’interno dei mercati dei media e dell’intrattenimento non stanno proiettando un impatto significativo da COVID-19.  Tuttavia, una lotta prolungata a livello mondiale per contenere il virus produrrà certamente problemi più significativi per tutte le aziende in tutto il panorama dei media e dell’intrattenimento. Per combattere alcuni di questi problemi, i detentori di contenuti potrebbero lavorare con servizi per modificare le finestre di rilascio; ad esempio, un film più piccolo potrebbe passare meno tempo nelle sale e colpire lo spazio digitale ad un ritmo accelerato per sfruttare le mutevoli esigenze del pubblico. Inoltre, se si verifica un rallentamento delle uscite dei contenuti, gli sconti sui prezzi dei servizi potrebbero contribuire a mantenere positiva la crescita degli abbonamenti e, se estesi agli abbonati esistenti (o incentivi alternativi), potrebbero contribuire a ridurre il rischio di perdite notevoli.

 

  • WI-FI, Bluetooth & Wireless Connectivity 

Le organizzazioni dovranno sempre più essere flessibili e in grado di supportare e incoraggiare le opzioni per il lavoro, l’apprendimento e la formazione a distanza. Investi in mostre e vetrine digitali alternative e comprendi quale ruolo potrebbero avere tecnologie come AR / VR nel prossimo decennio di questa trasformazione digitale, sia a fini di marketing, istruzione o formazione. Tuttavia, tutte queste trasformazioni a lungo termine richiedono una profonda comprensione della necessità di un’infrastruttura wireless ad alta velocità e altamente sicura verso e all’interno della casa. Ciò potrebbe portare a maggiori incentivi alla realizzazione di reti in fibra ad alta velocità o dell’ultimo miglio, una migliore consapevolezza della necessità di una solida connettività per tutta la casa tramite sistemi mesh e l’adozione del Wi-Fi a 6 GHz e dell’ultimo Wi- Standard Fi. Inoltre, potrebbe portare a una maggiore sicurezza Wi-Fi domestica, a una migliore educazione alla sicurezza informatica e a una migliore comprensione della necessità di ulteriore capacità Wi-Fi negli anni a venire

 

LINK ALL’ ARTICOLO ORIGINALE: https://go.abiresearch.com/lp-taking-stock-of-covid-19

 

Leggi
Come lavorare al meglio da casa
28 febbraio 2020 Covid-19

Negli otto punti sottostanti abbiamo provato a mettere insieme le nostre esperienze di smart-worker ormai “veterani”, sperando di aggiungere qualche suggerimento originale ai tanti che sono stati pubblicati in questi giorni.

Le difficoltà di questo periodo passeranno (speriamo presto!) e le attività riprenderanno come prima, ma crediamo che per tanti questa possa essere l’opportunità di sperimentare una modalità di lavoro diversa, che presenta innegabili vantaggi dal punto di vista della qualità di vita e della sostenibilità.

 

  • Sveglia last minute? Non sempre ha i suoi vantaggi

Lavorare da casa ha i suoi aspetti positivi: il tuo ufficio è a portata di qualche passo, i tempi di spostamenti e preparazione sono ridotti al minimo e la sveglia può essere posticipata.  Ricorda però di dedicare il giusto tempo al risveglio del tuo corpo e della mente. Sfrutta il tempo guadagnato dagli spostamenti per pianificare e iniziare al meglio la tua giornata lavorativa.

  • L’abito non fa il monaco ma… in caso di smart working può dare il suo contributo

Per i novizi dello smart working, e non solo per loro, la tentazione di lavorare in pigiama o quasi è forte. Trattieniti, cambiarsi anche senza dover uscire dalla propria casa aiuta a trovare e a mantenere la giusta concentrazione durante tutta la giornata. E tornerà molto utile per le numerose video conference che con tutta probabilità dovrai fare. Video conferenze che probabilmente vorrai anche fare, per sopperire all’inevitabile sensazione di solitudine che, almeno all’inizio, si può far sentire.

  • Crea il giusto ambiente lavorativo

L’ambiente e gli strumenti con cui lavori da casa possono fare la differenza! L’ideale è ovviamente avere una stanza tutta per sé, illuminata in modo corretto e silenziosa, ma ognuno si adegua alla situazione familiare. Dotati comunque di una scrivania per quanto possibile ampia, di una sedia ergonomica e, se devi passare molte ore al PC, procurati una docking-station per connettere il laptop con uno schermo esterno, tastiera e mouse adeguati alle tue esigenze lavorative, in modo da replicare una postazione di ufficio a tutti gli effetti.

Ricordati di un accessorio spesso trascurato ma che fa un mondo di differenza: visto che le chiamate sul cellulare o via PC saranno numerose e lunghe dotati di uno speakerphone bluetooth di buona qualità, che ti permetta di usare il viva voce sia con il cellulare sia con le app di audio/video conference; magari darai un po’ più di fastidio in casa parlando a voce alta, ma lavorerai molto più libero.

  • Riproduci al meglio le “pause caffè”

La mancanza di colleghi può spesso influenzare il numero e la qualità delle pause durante l’arco della giornata. Per rendere al meglio ricordati di staccare periodicamente la testa dall’attività che stai svolgendo: non restare al PC, ma alzati dalla sedia e fai qualche passo, anche solo in casa!  Hai un bar sotto casa? Perché non approfittarne? Cambiare ambiente durante la pausa può aiutarti a migliorare il rendimento delle successive ore lavorative. Serve disciplina, il rischio è sempre dietro l’angolo:“disperdersi” e non accorgersi di perdere concentrazione e ritmo di lavoro…

  • Ricorda ai tuoi familiari/coinquilini che stai lavorando

È probabilmente il primo scoglio con cui tutti i neo smart worker si scontreranno, ne hanno già scritto in tanti e non è un caso. Soprattutto i primi tempi, non è facile isolarsi dalle conversazioni casalinghe, figli o parenti percepiscono la tua presenza come opportunità per coinvolgerti nelle loro attività. Parlare e ricordare loro dei tuoi impegni lavorativi può aiutarti a salvaguardare il tuo spazio ed evitare spiacevoli discussioni: come per ogni cosa, pazienza e perseveranza avranno la meglio; soprattutto se fai un lavoro che richiede concentrazione, preparati ad avere molta pazienza i primi tempi!

  • Mantieni vivo il tuo network

Inevitabilmente, la tua rete di relazioni (lavorative e non) soffrirà la distanza; è ancor più vero in un periodo come l’attuale, ma è un tema da considerare anche in situazioni normali di smart working. Giusto quindi riservarsi del tempo durante la giornata per sentirsi, tenersi informati e creare delle occasioni di incontro, almeno virtualmente, frequenti. In questo senso, le video conferenze sono molto più efficaci delle semplici audio e permettono di collaborare, cooperare e anche divertirsi pur se distanti. Non servono strumenti particolari, è già sufficiente un laptop con telecamera e skype.

  • In caso lo dimenticassi: gli orari d’ufficio rimangono gli stessi

Ricorda di restare coerente con i tuoi orari d’ufficio. Pur avendo innegabilmente più flessibilità rispetto al lavoro in ufficio, anche con lo smart working le attività principali seguono gli orari lavorativi usuali. Rimanda a fine giornata le attività casalinghe che potrebbero farti perdere il ritmo e la giusta concentrazione, almeno nei primi tempi, fino a che non avrai preso dimestichezza con la nuova modalità di lavoro.

  • La musica può essere un’eccellente compagnia

Uno dei grandi vantaggi dello smart working è quello di poter tenere della musica di sottofondo (tra una call e l’altra, eh!). Deve essere musica solo strumentale, per non distrarre troppo, che aiuti a tenere la giusta concentrazione anche per lunghi periodi. Ad esempio, il pianoforte o la chitarra acustica sono strumenti che funzionano bene; dipende molto dai gusti ma, per chi è appassionato di Classica o Jazz, può essere una vera pacchia.

Se non hai ancora provato uno dei tanti servizi di streaming disponibili, attivane uno in prova ed usalo in modalità “radio”: selezioni il genere o il mood e lasci scegliere a lui la scaletta di brani. Per i più esigenti, un piccolo investimento in un DAC USB da connettere al laptop permetterà di ascoltare la musica HiRes e, con il giusto servizio di streaming, scoprire la magia del formato MQA.

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