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Reti di quinta generazione: saranno davvero una rivoluzione a 360 gradi per tutti gli utenti finali?

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Reti di quinta generazione: saranno davvero una rivoluzione a 360 gradi per tutti gli utenti finali?
20 dicembre 2019 5G

Ormai da diversi mesi i principali operatori di telefonia mobile hanno dichiarato accese le reti 5G in Europa e in buona parte del resto del mondo. Secondo la Global mobile Suppliers Association a fine 2019 sono più di 50 le reti di quinta generazione attive in 27 stati di tutto il mondo che risultano essere disponibili agli utenti finali attraverso l’utilizzo di smartphone con modem 5G. Alla fine del mese di novembre di quest’anno 328 operatori in 109 paesi hanno annunciato che effettueranno investimenti infrastrutturali nei prossimi anni per abilitare le reti 5G.

L’ultimo report trimestrale di Ericsson stima inoltre 19 milioni di abbonamenti 5G già attivi a livello mondiale a fine del 2019, numero che secondo le stime potrà salire fino al 60% del totale delle connessioni mobili entro il 2025.

Tali numeri fanno sicuramente ben sperare per il futuro ma cosa ci riserverà veramente questa tecnologia nei prossimi anni e quali impatti avrà sui consumatori finali?

Come ormai bene noto parte dei benefici e principali punti di innovazione della tecnologia 5G risiedono nella bassa latenza delle comunicazioni, nell’alta velocità di trasmissione e nell’elevato numero di oggetti connessi che possono essere supportati dalla rete contemporaneamente.

Parte di questi benefici saranno realmente disponibili agli utenti solo quando l’infrastruttura di rete 5G avrà raggiunto un livello tale di maturità e autonomia da erogare i servizi sulla propria core network in modo indipendente dell’attuale rete 4G. Quasi tutte le reti di quinta generazione oggi dichiarate commercialmente attive si appoggiano sugli apparati esistenti e sulla rete di trasporto del 4G.

Le elevate prestazioni di rete della tecnologia 5G saranno inoltre rese disponibili solo in particolari aree in presenza dei principali centri urbani. A causa dello spettro di frequenze utilizzato dal 5G, che limita fortemente la propagazione del segnale, gli operatori di rete, molto probabilmente, concentreranno gli sforzi nel fornire copertura in particolari zone dove il servizio è altamente richiesto ed economicamente sostenibile.

Se da un lato le aree e le reali tempistiche di implementazioni dei servizi 5G restano non del tutto definite dall’altro lato ci si chiede quali applicazioni verranno abilitate e che impatti avranno nella vita di tutti i giorni dei consumatori.

Da diversi anni, come utenti finali, siamo stati abituati ad assistere alle numerose e intense campagne di marketing degli operatori di rete volte a sponsorizzare i benefici rivoluzionari delle reti mobili di quinta generazione.

Alta velocità e bassa latenza renderanno disponibili agli utenti finali servizi di realtà virtuale e realtà aumentata, miglioreranno le esperienze dei gamer con l’introduzione di giochi 3D ed abiliteranno la fruizione di video e contenuti multimediali 4K.

Le applicazioni introdotte risulteranno innovative e rivoluzionarie per alcune nicchie di utenti e in particolari settori ma potranno essere viste allo stesso modo dalla maggior parte dei consumatori? Riusciranno a soddisfare le altissime aspettative che si sono create? Permetteranno davvero di cambiare il nostro modo di vivere?

La sensazione è che la vera “rivoluzione” delle reti di quinta generazione potrà essere percepita realmente nel settore industriale dove i benefici della rete 5G permetteranno di effettuare un vero e proprio passo in avanti garantendo il controllo e l’interconnessione dei macchinari da remoto in modo sicuro e con valori di alta affidabilità.

Ripercorrendo parte dell’evoluzione delle reti mobili la tecnologia LTE 4G ha senza dubbio avuto un ruolo fondamentale nella trasformazione digitale della società di oggi rivoluzionando nel vero senso della parola l’esperienza di vita connessa della maggior parte degli utenti. Su questo fronte, molto probabilmente, le reti di quinta generazione si limiteranno a far proseguire il percorso già iniziato migliorando e facendo evolvere parte dei servizi attualmente disponibili.

Alle porte dell’era 5G rimane il dubbio che le aspettative siano eccessive rispetto al reale impatto che questa tecnologia potrà avere nella vita di tutti i giorni dei consumatori finali e che il grande salto nel futuro sia stato fatto con il 4G/LTE. La rivoluzione vera del 5G sarà molto probabilmente nelle applicazioni industriali e di automazione dei servizi pubblici, per la cui concreta diffusione dovremo aspettare ancora almeno fino al 2023 quando gli operatori avranno aggiornato in modo significativo le loro reti di backbone e iniziato ad offrire il 5G in modalità ‘standalone’. Sarà davvero così?

 

 

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I tre scenari di implementazione dell’Unified Communications
03 ottobre 2019 Unified Communications

Nel mondo reale delle comunicazioni unificate, l’opzione perfetta è difficile da trovare, ma esiste.

Negli ultimi anni si sta osservando sempre più la tendenza nella migrazione dalle tradizionali piattaforme di telefonia verso soluzioni di comunicazione unificata più moderne. La maggior parte dei clienti si trova quindi ad affrontare lo stesso dilemma: scegliere se adottare soluzioni in cloud ospitate dal fornitore o soluzioni on-premises. Esistono vantaggi e svantaggi per ciascuna delle due soluzioni senza che nessuna sia quella perfetta in ogni situazione. Spesso, la terza soluzione, quella più adatta, non è così semplice da trovare.

 

Vantaggi delle soluzioni On-Premises

All’interno dell’articolo ci riferiremo a soluzioni on-premises o a soluzioni ospitate in modo privato all’interno dei data center del cliente che sono generalmente noleggiate o acquistate dai fornitori secondo un modello Capex. La maggior parte di questi contratti consentono il perfezionamento e la personalizzazione per supportare specifici requisiti.

I Service Level Agreement possono essere in questo caso accuratamente definiti per riflettere al meglio le necessità e le priorità del cliente, a differenza invece dei contratti applicati a una vasta gamma di clienti che condividono la stessa piattaforma. Le tipologie di aziende che preferiscono questo metodo hanno esigenze aziendali complesse che richiedono implementazioni precise e graduali, con una gestione dei progetti high-touch e sessioni di formazione del personale eseguite nella sede del cliente. In queste tipologie di soluzioni la presenza on-site di risorse e personale del fornitore risultano essere necessarie per la direzione del progetto del cliente e il supporto del personale tecnico interno.

La possibilità di avere dei contratti personalizzati con accordi di SLA ad-hoc e una completa gamma di risorse di supporto on-site per guidare l’implementazione sono spesso tra i motivi principali per cui i clienti aziendali scelgono una soluzione on-premises.

 

Svantaggi delle soluzioni On-Premises

Le soluzioni on-premises e in generale soluzioni di proprietà risentono spesso dei ritardi legati all’installazione più lenta degli aggiornamenti e delle nuove funzionalità, delle difficoltà nell’effettuare ridimensionamenti, della necessità di gestire e mantenere l’ambiente hardware e quello delle licenze e della necessità di impiegare personale aggiuntivo per mantenerlo. Inoltre, con questa tipologia di soluzione i clienti devono spesso acquistare e gestire separatamente i SIP trunk e ulteriori infrastrutture di rete.

 

Vantaggi del Cloud e delle soluzioni ospitate dai vendor

In questo contesto ci riferiamo generalmente a soluzioni basate su cloud e vendute come costo mensile all-inclusive per singola postazione. La maggior parte dei contratti per soluzioni ospitate hanno un prezzo per postazione che include le funzionalità desiderate come la mobilità, i minuti e i contact center. Alcune soluzioni includono all’interno del costo mensile i telefoni per l’utente finale, altri invece vendono i telefoni separatamente come una sorta di investimento iniziale.

In entrambi i casi, quando si paga una tariffa mensile, i cicli di upgrade risultano essere più veloci rispetto alle soluzioni on-premises. Inoltre, con questo modello, il personale richiesto nella sede del cliente per supportare gli elementi chiave della soluzione stessa viene drasticamente ridotto o perfino ridotto a zero. In questo scenario, il venditore della soluzione fornisce anche la connettività trunk SIP, le numerazioni e talvolta la connessione diretta dal data center del provider alla posizione del cliente.

Il cliente può apportare rapidamente le modifiche desiderate accedendo al portale di gestione cloud. La natura “self-service” di questa tipologia di accordo risulta essere particolarmente interessante per organizzazioni più piccole e snelle. Soluzioni in cloud possono essere ridimensionate in modo dinamico a seconda delle necessità del cliente introducendo un notevole miglioramento rispetto ai lunghi tempi di consegna dell’hardware richiesti delle soluzioni on-premises.

 

Svantaggi del cloud e delle soluzioni ospitate dai vendor

Mentre un’alternativa agile, self-service e standard può essere attraente per alcune tipologie di aziende, altre tipologie di clienti necessitano un approccio più personalizzato.

Se da una parte i modelli basati su cloud pubblico richiedono meno personale interno per supportare l’infrastruttura stessa, dall’altro lato il settaggio iniziale e la programmazione dei dispositivi degli utenti e delle varie funzionalità possono risultare in molti casi scoraggianti.

Nel momento dell’implementazione, molte di queste organizzazioni potrebbero rimanere deluse nello scoprire che l’estensione dell’installazione che hanno acquistato richieda che il venditore fornisca loro l’accesso per accedere al portale in modo da poter effettuare il settaggio iniziale e la programmazione dei dispositivi in modo autonomo e che preveda soltanto la fornitura di un link ai video per la formazione online.

Inoltre, i termini del contratto standard offerti dalla maggior parte dei fornitori di servizi cloud non soddisfano i requisiti legali di molte organizzazioni più grandi, che spesso favoriscono il fornitore, con scarsa flessibilità nel poter apportare modifiche. Alcuni contratti ad esempio prevedevano che il cliente si impegni a mantenere tutte le quantità di licenze originariamente contrattate, consentendo al fornitore di annullare il contratto senza un particolare motivo con un preavviso di soli 30 giorni.  Per quanto riguarda la flessibilità, se il contratto non prevede penali in caso di logoramento del servizio, qualsiasi vantaggio scompare.

 

L’alternativa giusta

La maggior parte delle grandi e medie imprese o degli enti governativi desiderano i vantaggi di una soluzione in cloud ospitata nei data center del fornitore:

  • capacità di ridimensionamento in base alle necessità
  • funzionalità più recenti
  • requisiti minimi del personale interno

Allo stesso tempo, desiderano il trattamento, l’implementazione della soluzione e le condizioni contrattuali della transizione fornite dai fornitori di soluzioni on-premises.

Nel mondo reale delle comunicazioni unificate, l’opzione perfetta risulta essere difficile da trovare, ma comunque esiste. Un’alternativa potrebbe essere quella di utilizzare un’azienda partner per creare un’istanza privata del sistema all’interno dei data center del fornitore con un accordo per la gestione del servizio. Con tale approccio il cliente possiede l’apparecchiatura ma questa risiede nei data center del fornitore ed è gestita dal proprio personale. Queste aziende spesso offrono anche contratti personalizzati con particolari condizioni di SLA per soddisfare le esigenze specifiche dei clienti e sono spesso flessibili nell’effettuare accordi per soddisfare requisiti non standard.

Quindi, se la ricerca non ti ha ancora portato all’opzione perfetta, continua a cercare. Esiste!

 

Link all’articolo originale di Elizabeth English:  https://www.nojitter.com/unified-communications-collaboration/goldilocks-and-3-uc-solutions

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La nuova ricerca di GSMA Intelligence rivela le opinioni dei consumatori sul 5G e sul futuro dei dispositivi
17 gennaio 2019 5G, Telecomunicazioni

Cosa aspettarsi dall’era del 5G? Velocità più elevate e smartphone 5G? – Sì. Servizi innovativi e AR / VR? – Forse.

Las Vegas: GSMA Intelligence, il braccio di ricerca e consulenza di GSMA, ha pubblicato i risultati iniziali della sua ultima Consumer Survey, fornendo una vasta gamma di informazioni sulle tendenze dell’adozione delle tecnologie di consumo destinate a dare forma all’industria nei prossimi anni. I nuovi dati costituiscono la base di due nuovi rapporti “GSMA Intelligence” pubblicati al CES 2019. Il primo ” The Future of Devices” si concentra sull’adozione globale e il cambiamento degli usi degli smartphone nell’era del 5G analizzando poi la crescente popolarità degli altoparlanti intelligenti e di altre emergenti categorie di dispositivi del consumatore. Il secondo “5G’s Great Expectations” esamina ciò che i consumatori si aspettano dalla prima ondata di lanci di dispositivi e reti 5G.

“Siamo all’inizio di una nuova era di dispositivi consumer che è guidata dai progressi della realtà virtuale immersiva e dell’intelligenza artificiale, creando una forte appetibilità per i prodotti come gli altoparlanti intelligenti e un nuovo importante campo di battaglia per i principali attori tecnologici”, ha affermato Peter Jarich, Responsabile della GSMA Intelligence. “E mentre gli smartphone rimangono la tecnologia dominante per i consumatori, i produttori di dispositivi e gli operatori stanno cercando il 5G per sbloccare un nuovo capitolo nella storia di crescita degli smartphone – anche se la nostra ricerca suggerisce che c’è ancora del lavoro da fare per convincere i consumatori dei benefici del passaggio al 5G.”

Tra i principali risultati del GSMA Intelligence Consumer Survey del 2018:

  • Lo smartphone è ora una tecnologia di consumo quasi onnipresente; quasi il 90% dei consumatori nei paesi sviluppati possiede uno smartphone, con una media di 2,5 smartphone in ogni famiglia statunitense.
  • Accanto allo smartphone, la gamma di dispositivi collegati (e quindi i canali di accesso a Internet) è ora più grande che mai. La media delle famiglie statunitensi e britanniche, ad esempio, possiede sei dispositivi connessi: dai televisori alle console alle categorie emergenti come gli altoparlanti intelligenti.
  • Negli ultimi 12 mesi i tassi di proprietà degli altoparlanti intelligenti sono quasi raddoppiati nei paesi sviluppati. Ad esempio, il 16% delle famiglie statunitensi possiede ora uno speaker intelligente, rispetto al 9% dell’anno precedente. Amazon e Google continuano a dominare questo settore, che insieme rappresentano l’85% delle unità vendute in tutto il mondo.
  • Nonostante il clamore iniziale, i tassi di adozione delle cuffie VR nei mercati sviluppati sono rimasti stabili anno su anno a circa il 6% delle famiglie e sono addirittura diminuiti in alcuni mercati chiave come il Regno Unito. Le applicazioni AR nei settori della moda, del gioco e di altre imprese sono più avanzate in questa fase.
  • Più della metà dei consumatori nei paesi sviluppati (54%) prevede che le reti 5G offrano velocità più elevate, suggerendo che l’attività promozionale iniziale del 5G si concentrerà sulla velocità della rete come fattore chiave di differenziazione (rispetto a 4G), ma non è chiaro se i consumatori pagheranno di più per velocità più elevate.
  • Solo un consumatore su quattro (25%) si aspetta che il 5G fornisca “nuovi servizi innovativi” e solo il 20% ritiene che il 5G introdurrà una nuova era di dispositivi.

L’indagine annuale sui consumatori di GSMA Intelligence copre 36.000 intervistati in 34 mercati chiave, utilizzando una combinazione di metodologie di campionamento online e faccia a faccia.

Link ad articolo originale

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Fatturazione elettronica – cosa (non) cambia
07 gennaio 2019 Telecomunicazioni

La fatturazione elettronica è sicuramente uno dei temi più caldi di questo inizio 2019. Siamo probabilmente in tanti ad essere più o meno preoccupati in vista delle prossime fatture da emettere, tipicamente alla fine del mese, e alcuni interrogativi rimangono ancora sospesi.

Dal punto di vista della fatturazione degli operatori TLC, non ci aspettiamo modifiche sostanziali né ai formati né alle tipologie dei dati che saranno resi disponibili; le consuete fatture in pdf (o cartacee) rimangono ma perdono valore legale in favore del nuovo formato XML che si aggiunge. Tutta la documentazione dei costi e del dettaglio del traffico (CDR) dovrebbe pertanto rimanere invariata.

Le comunicazioni dagli operatori, di cui si riportano due esempi nel seguito, ricevute (a dire il vero) con scarso preavviso, infatti rassicurano in tal senso. Non abbiamo ancora evidenza del primo ciclo di fatture XML, sarà interessante scoprire se conterranno (come immaginiamo più probabile) solo i valori di sintesi della fattura o se conterranno anche un dettaglio simile ai contenuti del formato pdf attuale.

Faremo un aggiornamento appena saranno disponibili le prime fatture 2019.

COMUNICAZIONE VODAFONE

Dall’1 gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligo della fatturazione elettronica ai sensi dell’art. 1 del Decreto Legislativo del 5 agosto 2015, n. 127.

A decorrere da tale data Vodafone dovrà emettere le fatture in formato elettronico e inviarle all’Agenzia delle Entrate. La fattura elettronica sarà l’unico documento con valore fiscale che potrà essere utilizzato per le finalità contabili legati alla dichiarazione dei redditi.

Per permetterci di recapitarle correttamente la sua fattura elettronica, la invitiamo fin da ora a comunicarci i suoi dati (codice destinatario, indirizzo PEC oppure la sua adesione al regime dei minimi) accedendo all’area Fai da Te di vodafone.it tramite il link https://assistenza.vodafone.it/sdi_pec/

Le comunichiamo inoltre che il presente documento che riceve bimestralmente con il dettaglio dei costi sostenuti, non avrà più valore fiscale ma le sarà recapitato con gli stessi contenuti e le stesse modalità previsti ad oggi.

COMUNICAZIONE TIM

Si ricorda che la legge n. 205 del 27 dicembre 2017 ha introdotto l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2019, di emissione di fattura elettronica in formato XML per le cessioni di beni e le prestazioni di servizio effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato. Sulla base della disposizione normativa citata, quindi, la fattura elettronica in formato XML sarà trasmessa da TIM al Sistema di Interscambio (istituito con decreto del Ministero dell’Economia e Finanze 7 marzo 2008) e successivamente dallo stesso recapitata secondo le modalità previste dall’Agenzia delle Entrate (Provvedimento n. 89757/2018 del 30 aprile 2018). Si ricorda altresì che tutti i documenti elettronici in originale saranno messi a disposizione dal Sistema di Interscambio nell’area a te riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate.

Ti confermiamo che TIM, anche dopo il 1° gennaio 2019, continuerà a produrre con le medesime modalità, contenuti e condizioni, anche la fattura come a te nota fino al 31 dicembre 2018 – quale copia analogica della fattura elettronica – seppur non più valida ai fini fiscali. Una copia sarà visibile nella tua Area Clienti.

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CAPCOST S.r.l. - Sede Legale: Largo Brasilia 6, 20146 Milano (MI) - Partita IVA: 08264820963
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