L’acquisizione quasi simultanea di Infracom (19/6/2017), MC-link (31/7/2017) e KPNQwest Italia (27/9/2017) da parte dei fondi F2i (Fondi Italiani per le Infrastrutture) e Marguerite (The 2020 European Fund for Energy, Climate Change and Infrastructure) è una notizia che fa pensare.
Si va a costituire un nuovo polo delle telecomunicazioni e dei servizi IT in cloud in Italia, nucleo proiettato per aggregare altri operatori attivi nel frammentato mercato dei servizi di telecomunicazione su rete fissa rivolto alla clientela business.
La storia e la strategia del fondo F2I la dice lunga, citiamo da un comunicato stampa “Individuare un settore per diventarne uno dei leader. Come ha fatto nel settore dell’energia, per esempio. La controllata 2i Rete Gas è diventata – con oltre 200 acquisizioni – il primo operatore indipendente nella distribuzione locale del gas, alle spalle di Italgas.”
Considerando anche che F2i ha ceduto la propria partecipazione in Metroweb e non ha esercitato l’opzione per entrare nel capitale di Open Fiber, considerato l’interesse anche per alcuni asset di BT Italia, prende forma in modo netto l’obiettivo dichiarato di giocare in modo indipendente e alternativo ai ‘grandi’ operatori un ruolo di peso nel mercato dei servizi di accesso alla rete internet e nei servizi cloud a valore aggiunto.
La dotazione infrastrutturale del nuovo soggetto 2i Fiber S.p.A. colpisce per la elevata dotazione di ‘fibra’ e l’abbondanza di data center e la ingente presenza presso il MIX di via Caldera a Milano, dove converge una notevole quantità di connettività Internet in fibra nazionale e internazionale (tanto da meritarsi l’appellativo di “Fiber Hub”):
- Infracom, per chi ha buona memoria erede in Italia di Netscalibur e Unisource, possiede un’estesa rete in fibra ottica posata lungo sedimi autostradali e extraurbani (9.000 km) e in aree urbane (35 città italiane) e tre data center collocati a Milano (nel Business Park di via Caldera), Assago e Verona.
- Mc-link con una rete in fibra ottica (2.200 km), 7 Man (Metropolitan Area Network) e quattro data center di cui due a Roma, uno a Milano (nel Business Park di via Caldera) e uno a Trento.
- KPNQwest Italia conferisce quattro data center, ubicati presso il Fiber Hub di Caldera a Milano, e servizi di connettività in fibra ottica attraverso una rete di accesso in banda larga nazionale.
Se poi trovasse sviluppo l’idea di includere almeno parte della attività di BT Italia (fatta trapelare ad esempio da Milanofinanza il 29/9/2017), si può estendere l’aggregazione a un soggetto che dispone di una rete in fibra ottica proprietaria di ulteriori 15.000 km, 4 data center nelle zone di Milano e Roma, tra cui quello storico di Settimo Milanese acquisito nel 2007 con I.NET.
Il momento è quello giusto, l’indice di interconnessione … molto alto. In conclusione, sotto le stelle del firmamento dell’Internet nazionale di ieri e di oggi, 2i-Fiber nasce come nuovo polo solido finanziariamente e riccamente dotato di interconnessioni Internet di primo piano, dorsali in fibra e numerosi data center, con un fatturato di tutto rispetto (probabilmente oltre 500 milioni di €), che andrà attentamente considerato nella vendor list delle negoziazioni ICT da parte degli uffici acquisti.
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