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TIM – Nuove modifiche delle condizioni tariffarie per le aziende del 27 Luglio 2017

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TIM – Nuove modifiche delle condizioni tariffarie per le aziende del 27 Luglio 2017
31 agosto 2017 Reti mobili, Tariffe, Telecomunicazioni

In data 27 Luglio, TIM ha emesso tre comunicazioni di modifica unilaterale delle condizioni tariffarie per le aziende.

La prima (link) riguarda solo Professionisti e PMI e determina il passaggio da 1 mese a 4 settimane su alcuni vecchi profili tariffari (in particolare quelle della famiglia TIM Tutto Business), con un aumento implicito del canone annuo del +8,4% (come ormai ben noto, si passa da 12 mesi a 13 periodi quadrisettimanali all’anno).

La seconda (link) e la terza (link) riguardano invece tutta la clientela affari e comportano:

  • L’aumento dei costi per la produzione e spedizione della fattura cartacea 2,00€ a 3,90€ (IVA esclusa), ovvero +95%, più un ulteriore 8,4% per Professionisti e PMI che subiscono il passaggio della fatturazione alle 4 settimane.
  • L’aumento dei servizi di reperibilità “LoSai di TIM” (avviso di chiamate perse) e “Chiama Ora di TIM” (mancata raggiungibilità dei propri contatti) dagli attuali 0,99€ mensile a 2,99€ (IVA esclusa), ovvero +202%, più un ulteriore 8,4% per Professionisti e PMI che subiscono il passaggio della fatturazione alle 4 settimane.
  • Il raddoppio del costo degli MMS, che passano da 2,00€ a 4,00€, per gli utenti che non hanno pacchetti di messaggi inclusi.
  • Il raddoppio del costo delle chiamate internazionali (dall’Italia verso numeri esteri, da non confondere con le chiamate effettuate all’estero), per gli utenti che non hanno pacchetti di minuti verso l’estero inclusi; questo aumento in particolare è, a nostro avviso, abnorme perché raddoppia tariffe già elevate (1€ o 1,4€/minuto per chiamate verso i paesi UE è davvero tanto, considerando i prezzi di terminazione all’ingrosso).
LINEE ABBONAMENTO   LINEE RICARICABILI
Prezzi in €/minuto Prezzi attuali  fino al  31/08/17 Nuovi prezzi dal 1/09/17 Prezzi attuali  fino al  31/8/17 Nuovi prezzi dal 1/09/17
Zona ITZ 1 0,50 1,00 0,70 1,40
Zona ITZ 2 0,70 1,40 2,50 5,00
Zona ITZ 3 2,50 5,00 2,50 5,00
Zona ITZ 4 2,50 5,00 – –

COMMENTO:

Questi aumenti esorbitanti dei prezzi di servizi marginali sono indice del classico effetto ‘materassino’ (waterbed effect) conseguente alla regolamentazione che ha azzerato i costi di roaming in area UE per gli utenti finali ma non per i carrier che quindi hanno lamentato dovuto cercare di far quadrare i conti. E i maggiori ricavi non riescono a essere garantiti dalla crescita galoppante del traffico dati, dove la concorrenza riesce fortunatamente a contenere l’incremento della spesa complessiva.

Questi fenomeni, insieme alla perdita di rilevanza degli SMS a favore di altri sistemi di messaggistica istantanea, stanno comportando una profonda trasformazione dell’offerta dei servizi di rete mobile; un intervento di revisione radicale della mobile policy aziendale si rende pertanto quanto mai urgente.

L’analisi e il monitoraggio dei costi e dei consumi fatturati permette poi un reale enforcement delle policy, evidenziando le anomalie di costo derivanti da manovre di pricing ‘innovative’ (per non dire ‘predatorie’, come quelle messe in campo dagli operatori) e adeguando le dotazioni tariffarie e le abilitazioni alle esigenze degli utenti.

 

COSA FARE:

Se gli MMS sono ormai un fenomeno abbastanza marginale (ma da non trascurare assolutamente nel monitoraggio dei costi e dei consumi, insieme ai servizi Premium), l’aumento sui servizi di reperibilità (difficilmente governabile nei grandi contratti, in quanto attivabili anche dall’utente) e l’aumento dei costi delle chiamate internazionali possono comportare un significativo esborso non preventivato per le aziende, rischiando di compromettere quanto di buono ottenuto in sede negoziale.

La nostra raccomandazione, in estrema sintesi, per tutelarsi nell’immediato da questi aumenti è quella di agire su due direttrici contemporaneamente:

  • Agire sulle policy aziendali di utilizzo dei servizi, per limitare o eliminare i costi non strettamente necessari. Nota: è anche un’ottima occasione per rivedere regole di comportamento che probabilmente sono state scritte tempo fa, quando il traffico veniva tariffato a consumo, il roaming in Europa era costoso e gli SMS erano ancora uno strumento diffusissimo di comunicazione.
  • Analizzare e monitorare i consumi degli utenti e, per chi ne ha bisogno, dotarsi delle opzioni tariffarie adatte ad evitare l’utilizzo di servizi non inclusi nel bundle/borsellino mensile; è questa infatti una della aree dove gli operatori cercano sempre più di recuperare marginalità.

Contattaci all’indirizzo info@capcost.it per approfondimenti.

Leggi
Come è cambiato il controllo della fatturazione TLC
04 agosto 2017 Tariffe, Telecomunicazioni

Nel 2010 muovevamo i primi passi per costruire un nuovo fornitore di servizi di Telecom Expense Management in Italia; da allora, di fatture TLC ne abbiamo viste veramente tante, in tanti formati e da tanti operatori, nazionali e Europei (e anche fuori Europa). Il mercato in questi anni è cambiato sostanzialmente e di conseguenza anche il nostro servizio.

 

Come è cambiata l’offerta

I servizi mobili sono evidentemente l’area più interessante da analizzare: senza esagerare, quello del 2010 è, per buona parte, un panorama di offerta che va ormai a scomparire, di cui si trovano tracce sempre più labili nelle fatture attuali.

  • Un primo esempio, i servizi Blackberry: nel 2010 erano praticamente l’unico terminale utilizzato in azienda, con gli iPhone già consolidati ma solo per gli utenti Top e i gli smartphone Android che, con qualche cautela, iniziavano il percorso di sostituzione.
  • Sorte simile, ma per ragioni diverse, quella delle opzioni dedicate per iPhone: i pacchetti dati dedicati sono ormai scomparsi, sostituiti per lo più da piani mensili con traffico voce/dati incluso. Anche la distinzione degli APN (un tempo distinti tra Blackberry, iPhone, Smartphone e chiavette USB/tablet) è diventata anacronistica (anche se non tutti la pensano così).
  • Ultimo esempio eclatante, le tariffe a consumo per il traffico voce e sms: nel 2010 la regola regnante nei contratti di fonia mobile per aziende era la tariffazione a consumo; si distingueva tra chiamate verso numeri fissi, verso PBX, verso mobili aziendali, verso mobili dello stesso operatore oppure di altro operatore, etc…. Oggi le chiamate nazionali, escluso quelle verso numerazioni speciali, sono unificate in un’unica direttrice e incluse nel monte minuti incluso nel piano mensile.

In compenso, gli operatori hanno aggiunto molte nuove offerte; alcune delle principali novità, in ordine sparso:

  • Piani mensili con traffico voce/dati/sms inclusi: ereditati dal mercato consumer, sono ormai lo standard de facto sul segmento Corporate e stanno soppiantando completamente i piani a consumo. Oggi alcuni operatori (es. Vodafone) neppure offrono più piani mensili in abbonamento con il traffico voce a consumo.
  • Ricaricabili Business: come già anticipato, l’utilizzo di piani pre-paid che consentono di risparmiare la Tassa di Concessione Governativa è esploso, soprattutto negli ultimi 2-3 anni.
  • Bundle a contratto: questa è l’area dove sono stati fatti i pregressi più significativi. Risponde a un bisogno forte delle aziende di “flattizzare” la spesa e ha visto la creazione, a partire dal 2011, di soluzioni sofisticate e molto efficaci.

Non ultima, la grande novità del 2017 in tema di roaming – la normativa RLAH o Roaming zero in Europa; entrata in vigore dal 15 giugno 2017, unifica le direttrici nazionali con quelle roaming in zona UE (con alcuni punti di attenzione, ma questa è un’altra storia che merita un approfondimento specifico).

 

Come è cambiato il controllo

La nostra attività di controllo si articola da sempre su tre filoni principali:

  1. Verifica fatture e gestione delle dispute
  2. Monitoraggio e ottimizzazione
  3. Supporto alla contabilizzazione

Riguardo al primo filone, va rilevato che il tasso di errore della fatturazione in questi anni è leggermente diminuito, vuoi per la riduzione dell’intervento umano nel processo, vuoi per la semplificazione delle scontistiche negoziate e delle logiche di fatturazione delle nuove offerte a traffico incluso. I controlli indispensabili rimangono quelli sulle direttrici costose della fonia mobile (estero extra-UE) e sui canoni di fonia fissa e rete dati (monitorando scontistiche e cessazioni).

Riguardo al secondo filone, l’attenzione al controllo dei costi, al monitoraggio dei comportamenti e alla programmazione della spesa è rimasta sostanzialmente alta. Su richiesta dei nostri clienti abbiamo aggiunto degli strumenti (come ad esempio la nostra app MyMobileUsage) per sensibilizzare gli utenti a un più consapevole utilizzo dei servizi coerentemente con le policy aziendali.

Per quanto riguarda invece il terzo filone, rileviamo che negli ultimi 2-3 anni l’attenzione alla contabilizzazione dei costi è cresciuta notevolmente. Se prima era sufficiente un report di corretta fatturazione per il benestare al pagamento e (solo in alcuni casi) una sintesi della spesa per centro di costo, adesso sono sempre più frequenti i clienti che subordinano il pagamento delle fatture alla registrazione in Contabilità Fornitori della fattura. Diventa quindi indispensabile (ed urgente) ripartire ciascuna fattura per centro di costo (o WBS), attribuendo i singoli addebiti e accrediti ai vari conti CoGe, distinguendo i vari regimi IVA, gestendo il periodo di pertinenza, etc… Una complicazione non da poco, che abbiamo affrontato con il nostro servizio Bill2SAP.

 

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